Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente dell'Emilia Romagna
Sezione Provinciale di Rimini
Foto: Provincia di Rimini - Studio Mosconi - Studio Salvatori
ArpaWeb
Organizzazione
SPORTELLO SERVIZI
ATTIVITÀ
Programma annuale
Vigilanza e Controlli
EVENTI
ACCESSO AGLI ATTI
BANDI GARE D'APPALTO
CONCORSI E ASSUNZIONI
ARCHIVIO PRIMA PAGINA
I fari delle auto "bruciano" benzina


Con la pubblicazione sulla G.U. n. 186 del 12 agosto 2003 della legge di conversione del decreto n. 151 del 27 giugno 2003 si è stabilito che: “Fuori dai centri abitati, durante la marcia dei veicoli a motore, …omissis……...é obbligatorio l'uso delle luci di posizione, dei proiettori anabbaglianti e, se prescritte, delle luci della targa e delle luci d'ingombro. Durante la marcia, per i ciclomotori ed i motocicli é obbligatorio l'uso dei predetti dispositivi anche nei centri abitati”.
Questa disposizione ha creato sin dall’inizio notevoli polemiche per i dubbi circa l’efficacia della misura per aumentare la sicurezza di guida e la certezza dei maggiori oneri per l’automobilista dovuti all’aumento di consumo di carburante, batterie, lampadine. A mio avviso, non si è posto l’accento sugli ulteriori danni che derivano all’ambiente e alle persone, a causa dell’aumento della produzione di CO2 e delle emissioni attribuibili al traffico stradale.
Circa il maggior consumo di combustibile, sul web si possono trovare stime basate su calcoli diversi o vengono riportate e fatte proprie, stime delle associazioni dei consumatori. In questa trattazione mi riferisco a due esempi che ritengo ben documentati.In sintesi, nel sito www.legambientepisa/apdic.it si fanno le seguenti valutazioni:
- Il rendimento del motore automobilistico è del 20 % L’80 per cento dell’energia del combustibile viene dispersa (calore, attriti). Il rendimento dell’alternatore che carica la batteria è del 60 %. Pertanto il rendimento complessivo del sistema di illuminazione è del 12 %. La potenza totale impegnata dalle lampadine dei due fari anabbaglianti, delle quattro luci di posizione, della luce della targa e quella del cruscotto è di 150 Watt. Considerato il rendimento del 12 % occorrono 1,25 kW.
Supponendo che la percorrenza media delle automobili sia di 20 000 km all’anno a una velocità media di 70 km all’ora, le ore di viaggio, e di accensione delle lampade, saranno pertanto 286 (20.000 / 70). Moltiplicate per 1,25 kW danno un consumo complessivo di 357,5 kWh termici. Poiché un litro di benzina sviluppa 8,7 kWh termici, il consumo annuo di benzina in più, sarà di 41 litri. Le automobili circolanti in Italia a fine 2002 erano 33.779.000 milioni; gli autocarri per trasporto merci 3.283.700, 456.000 gli altri tipi di automezzi, per un totale di circa 37,5 milioni.
Senza tener conto che gli automezzi diversi dalle automobili hanno più luci di posizione, e che gli autocarri per trasporto merci percorrono mediamente ogni anno un numero di chilometri almeno 10 volte superiore, moltiplicando con un calcolo per difetto 37,5 milioni di autoveicoli x 41 litri di carburante,
l’incremento complessivo dei consumi derivanti dall’accensione delle luci anche di giorno oscilla intorno a 1 miliardo e 500 milioni di litri di carburante. L’aumento delle emissioni di CO2 che ne consegue è di 2,9 milioni di tonnellate.
Ritengo molto interessante anche lo studio di Norbert Lanstchner dell’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente Prov. Autonoma di Bolzano, in quanto il calcolo è basato su uno studio dell'Istituto federale svizzero per la Tecnologia di Zurigo (ETH-Zürich) pubblicato il 19.7.2001 che è stato svolto su incarico del Ministero svizzero all'energia, per determinare le conseguenze energetiche dell'utilizzo dei fari anabbaglianti durante le ore diurne.
Lo studio ha determinato in 0,25 litri ogni 100 km il consumo aggiuntivo di carburante.
L’Agenzia per l’ambiente di Bolzano ha calcolato che viaggiare con i fari sempre accesi produce annualmente
25 000 tonnellate di emissioni di CO2 in più, nella sola provincia di Bolzano, ed ha stimato che il maggior consumo di carburante si traduce, a livello nazionale, in un emissione di 3,2 milioni di tonnellate in più di anidride carbonica l'anno. Un punto critico di queste stime può essere la valutazione degli effettivi km percorsi, in orario diurno, in autostrada o nelle strade extraurbane soggette all’obbligo di accensione dei fari anabbaglianti e delle luci di posizione.
Per valutare il dato relativamente al traffico sull’intera rete autostradale ho estrapolato i dati presenti sul sito web di Autostrade S.p.A. Per il 2003 possono essere stimati in
51 559 000 000 i chilometri totali percorsi in autostrada. Utilizzando i risultati dell’Istituto federale svizzero per la tecnologia e stimando che i 2/3 dei chilometri siano percorsi di giorno, si ricava che in un anno vengono sprecati per l’obbligo di tenere i fari accesi 162 900 400 litri di combustibile.
Considerato che 1 litro benzina produce 2,35 kg di CO2 e 1 litro gasolio produce 2,60 kg di CO2 si ottengono
in più come conseguenza dei soli viaggi in autostrada 407 250 tonnellate CO2. Più complessa appare la stima dei km percorsi su strade extraurbane, ma già il solo dato relativo alle autostrade è molto significativo.
In definitiva le conseguenze di questa legge sono:
· aumento delle emissioni di CO2
· maggior consumo di carburante, lampadine, accumulatori
· l’aumento delle emissioni in atmosfera (PM10, CO, NOx, NMVOC, SOx)
· l’aumento di produzione di rifiuti pericolosi (accumulatori)
· aumento delle sanzioni che l’Italia dovrà pagare per il mancato rispetto delle quote di CO2 emessa, in relazione al protocollo di Kyoto.
Il fatto che una nazione con problemi di visibilità diurna ben più critici dell’Italia (la Germania), abbia valutato negativamente tale misura, fa supporre che in Italia, paese fortemente soleggiato, non siano stati valutati con attenzione tutti i dati. Se non ci fossero influenze positive dimostrabili nel campo della sicurezza stradale, tenendo conto che anche l’inquinamento ambientale ha sicure implicazioni sulla salute dei cittadini, si dovrebbe avere l’accortezza di eliminare l’obbligo. Nell’incertezza, si potrebbe comunque favorire l’adozione di “luci diurne” a LED che possono restare accese con effetti insignificanti sui consumi.

Scarica il file
Articolo pubblicato da "Il Resto del Carlino" del 3 luglio 2005 (pdf - 79 KB)