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di Elena Barberini e Marica Pasi
E’ evidente come un fenomeno antropico di tale portata abbia un impatto non soltanto dal punto di vista economico ed occupazionale, ma anche ambientale. La fase di intensa crescita economica ha avuto, infatti, rilevanti ripercussioni sull’ambiente litoraneo: si è passati da un sistema ambientale caratterizzato da una larga spiaggia delimitata verso terra da dune e pochi insediamenti produttivi, ad un litorale completamente trasformato dagli interventi antropici. Negli ultimi vent’anni l’azione di
Regione ed Enti Locali ha cercato di contenere il processo di degrado creando le
premesse per un recupero della qualità ambientale e della sicurezza. Ad una
intenso lavoro di ricerca e monitoraggio delle cause e delle dinamiche evolutive
dei fenomeni di degrado, si è affiancata una politica di contenimento del danno
ambientale, laddove è stato possibile, attraverso la costruzione di numerosi
depuratori e l’introduzione di normative che limitano la quantità di
inquinanti che giungono in mare (per es. detersivi ricchi di fosforo e
fertilizzanti ricchi in azoto).
Per un approfondimento del fenomeno turistico e dell’impatto che questa attività ha nel territorio abbiamo scelto di analizzare il Comune di Cesenatico. L’attività turistica da lungo tempo si colloca in una posizione di rilievo per l’economia locale. Per comprendere la portata del fenomeno basta considerare alcuni dati: il numero di residenti del Comune di Cesenatico, aggiornato al 30/11/2000, è di 21.827, mentre il massimo approssimativo di presenze giornaliere nel periodo estivo (comprensivo del turismo pendolare) è di 65.100. La ricettività è costituita da 350 tra hotel, pensioni e campeggi, con un numero di posti letto pari a 35.680; il numero delle seconde case si aggira intorno a 1.514.
Si può dedurre da questi dati come la popolazione di Cesenatico presenti delle fortissime oscillazioni stagionali a fronte delle quali si registra un considerevole impatto ambientale. Di fronte ad una tale situazione, l’amministrazione locale ha adottato adeguate misure sia dal punto di vista della gestione dei rifiuti solidi urbani, sia da quello della depurazione delle acque di scarico.
A Cesenatico esiste una discarica di prima categoria, la quale si occupa dello smaltimento dei rifiuti urbani non riciclati e che si colloca a circa 1.500 m dal mare. Inoltre, l’amministrazione comunale ha dotato la città di 330 isole ecologiche, dove viene effettuata la raccolta differenziata la quale si può così suddividere:
Il risultato dei provvedimenti adottati è stato del 35% per la raccolta differenziata, mentre il rifiuto riciclato ammonta al 23%.
La protezione dall’inquinamento delle acque costiere viene principalmente attuata attraverso il trattamento depurativo dei reflui di origine civile. La rete fognaria serve efficientemente il territorio comunale; la popolazione servita è arrivata a circa il 70% della popolazione totale: valore decisamente superiore al valore medio nazionale pari al 63%. Già dagli anni settanta Cesenatico è dotata di un depuratore al quale vengono convogliate le acque di scarico dell’utenza allacciata al sistema fognario comunale. Il depuratore, potenziato di recente, ha elevate capacità, proprio per soddisfare i bisogni nel periodo estivo.
Se si analizzano le variabili qualitative nel settore dell’ospitalità, gli aspetti sui quali occorre puntare sono i seguenti:
Nella nostra Regione si è raggiunto un elevato livello della qualità del servizio turistico offerto. Se da una parte sugli aspetti legati alla promozione turistica, all’informazione e alla ricettività si è molto lavorato e i risultati raggiunti sono eclatanti, per quanto riguarda le scelte politiche ed amministrative nel territorio, il discorso è certamente più complesso. Le scelte politiche, infatti, sempre più devono essere orientate a migliorare la visibilità e la vivibilità del territorio, ponendo al primo posto la qualità ambientale, al fine di rendere il luogo di vacanza riconoscibile e desiderabile nell’ampio panorama di proposte di vacanza. I problemi principali che le amministrazioni devono affrontare per rendere più “appetibile” dal punto di vista turistico il nostro territorio sono riconducibili all’eutrofizzazione, alle mucillagini e all’erosione costiera, per la trattazione dei quali si rimanda alle pagine in link. I controlli svolti hanno permesso di migliorare sensibilmente le condizioni generali del tratto di mare utilizzato per la balneazione. Il sempre maggior numero di impianti per il trattamento dei reflui urbani riesce in gran parte a contenere i rischi di contaminazione organica. Tuttavia, per ridurre ulteriormente i rischi è necessaria una attenta opera di risanamento dei corsi d’acqua superficiali che attualmente sversano in mare importanti carichi di inquinanti organici e nutrienti organici provenienti dagli insediamenti produttivi presenti nei bacini relativi. In conclusione occorre operare non solo a livello locale, dove già tanto è stato fatto, ma su scala ben più ampia. Nel caso del fiume Po, per esempio, le azioni devono andare oltre anche alla dimensione regionale per investire quella dell’intero Bacino Padano e dell’Italia nord-orientale. Occorrerà proseguire nella direzione di potenziare sistemi di produzione agricola ed industriale più rispettosi dell’impatto ambientale sia attraverso una adeguata normativa sia attraverso una attenta azione di monitoraggio e di controllo.
Nota: i dati che compaiono nel rapporto ci sono stati gentilmente forniti da: Ufficio Stampa dell'Apt di Rimini, Ufficio Turistico di Cesenatico, Ufficio Lavori Pubblici del Comune di Cesenatico.
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