Il fenomeno in Adriatico
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Le principali tappe dello studio delle biotossine in Adriatico 

 

Negli anni ’70: studiando l’eutrofizzazione si sono analizzate numerose alghe tra le quali alcune portatrici di tossine. Si inizia a studiare un problema prima sconosciuto in Italia.

 

Negli anni successivi si verificano i primi casi (38 casi in Italia e molti altri in Europa) di intossicazione in consumatori di mitili importati dalla Spagna, con sintomi di nausea, fenomeni di alla paralisi generale, e, nei casi più gravi, alla morte per paralisi del diaframma e conseguente paralisi respiratoria. Unico antodoto si rivela essere il polmone d'acciaio. Nei tessuti dei molluschi viene identificata  la saxitossina, mediante la metodica sul topo utilizzata negli USA.

 

Nel ’77 si verifica un’intossicazione per ingestione di pesci tetraodontidi, importati da Formosa, in filetti già toelettati, e venduto fraudolentemente come rana pescatrice. In tali prodotti viene identificata la tetraodontossina mediante la prova biologica su topi.

Continua l’attività di controllo sui molluschi, sia quelli di importazione (soprattutto spagnoli), sia di quelli pescati negli allevamenti ora diffusi in Italia e in particolare in Emilia Romagna.

 

1989: Prime segnalazioni nei mitili dell'Adriatico di tossine  DSP, precedentemente presenti solo nel Mare del Nord e in Giappone.

 

1994: primi casi di PSP, in Adriatico. Grazie al continuo e sistematico controllo del fitoplancton tossico nelle acque e delle biotossine nei molluschi, ad opera dei ricercatori del Centro Ricerche marine, viene tempestivamente vietata la pesca dei mitili da tutti gli allevamenti e banchi naturali della costa, evitando così la comparsa di casi patologici nei consumatori. 

 

La diffusione di queste tossine è dovuta sia al crescente utilizzo delle acque costiere per impianti di mitilicoltura, che  all’aumento dei traffici marittimi, che favoriscono il trasporto delle specie microalgali (tossiche e non tossiche) attraverso l’acqua di zavorra. Così si è probabilmente diffusa in tutta Europa, Australia e America, dal Giappone, la DSP.

 

Nel Mare Adriatico sono presenti fino ad ora microalghe produttrici solo di tossine del tipo PSP e DSP, e cioè: 

Alexandrium minutum, responsabile di PSP;

Dinophysis fortii, Lingulodinium polyedrum e Gonyaulax grindleyi, responsabili di DSP.

 

A causa della presenza di tossicità del tipo DSP, negli allevamenti lungo la costa della nostra regione viene sospesa la pesca e la commercializzazione dei mitili per alcuni mesi all'anno.

 

 

 

 

 

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