Le saline di Cervia: un patrimonio da salvaguardare

 

Le saline soggette a sfruttamento da parte dell’uomo e come tali profondamente modificate rispetto a qualsiasi altro ecosistema naturale, rappresentano ancora oggi un patrimonio di elevato interesse naturalistico oltre che economico. Queste zone umide sono un habitat ideale per una miriade di organismi, elementi essenziali agli equilibri della biosfera e alla vita stessa dell’uomo. Le saline costituiscono un ambiente del tutto particolare, o, almeno, in gran parte diverso per caratteristiche chimico-fisiche, microclimatiche, pedologiche, ecc. da qualunque altra palude del nostro litorale.

 

Lineamenti vegetazionali e faunistici

Nelle saline l’acqua marina segue un lungo percorso composto di numerose tappe intermedie, rappresentate da bacini di ampia superficie e di bassa profondità, nei quali il calore solare provoca l’evaporazione e la conseguente concentrazione dei vari sali presenti fino alla cristallizzazione e deposizione di alcuni di essi. Si realizza così una successione artificiale di ambiente a salinità crescente, del tutto caratteristica per il continuo variare dei gradienti di temperatura, clorinità, torbidità, ecc. e delle componenti biologiche associate a fattori chimico-fisici.

La prima situazione che si incontra è quella di una biocenosi marina tipica delle nostre latitudini, ma peculiare per la quasi totale assenza del moto ondoso e per la maggiore insolazione e temperatura. Tale situazione è rappresentata nelle ampie vasche del “vallone” e della “seconda evaporazione”, alimentate tramite un canalino che si collega con il mare Adriatico all’altezza di Milano Marittima. Le acque marine a 3,5° Bé (ossia contenenti circa 35 g di cloruro sodico per chilo di soluzione), convogliano dal canale al vallone una flora e una fauna propria delle basse acque costieri lagunari. In queste zone sono frequenti specie algali tipiche di ambienti eutrofici. Tra i densi feltri da esse formati vivono numerosi Molluschi Gasteropodi e Bivalvi.

 

Sui piatti fondali del vallone e di altri bacini a concentrazione salina più vicina a quella del mare possono svilupparsi anche densi popolamenti monospecifici di Ruppia maritima (nota col nome dialettale di “Erba”, molto ricercata quale cibo da diverse specie di uccelli acquatici.

La fauna di questi fondali è rappresentata da alcune specie di Molluschi fossori, di Crostacei Isopodi e di Anellidi. Tra i pesci si trovano popolazioni più o meno consistenti di Noni, di Anguilla e fino ad alcuni anni fa dell’Orata e del Branzino, talora utilizzati a scopo alimentare.

All’aumentare della concentrazione salina fin verso i 10°-15° Bé, sopravvivono solo le specie spiccatamente adatte all’ambiente ipersalino e in particolare il Nono, che costituisce una facile preda di Gabbiani e di altri uccelli, quando boccheggia, stordito dal calore e dalla crescente salinità.

Oltre i 16° Bé ogni genere di vita vegetale e animale propriamente acquatica sembra cessare. Fra le ultime specie a scomparire sono, comunque, gli onnipresenti Isopodi e un dittero, che forma sull’acqua in certe zone veri e propri strati di larve morte e adulti alati. Tra la fauna dei vertebrati spiccano alcuni rettili fino a pochi anni fa assai diffusi ed ora in via di progressiva, allarmante rarefazione.

La garzetta (a sinistra) e l'avocetta sono molto diffuse negli ambienti umidi.

Certamente, comunque, l’aspetto più spettacolare e coreografico della fauna delle saline è costituito da numerose schiere di uccelli acquatici, particolarmente numerosi soprattutto durante i periodi del passo autunnale e primaverile.

Di recente anche i fenicotteri sono tornati a popolare le saline di Cervia.

 

 

 

Del tutto peculiare è la composizione della copertura vegetale dei numerosi argini, ma soprattutto delle sponde digradanti, a contatto con l’acqua più o meno salsa. 

Qui si possono incontrare popolamenti presso che monospecifici delle tipiche alofite, delle piante cioè che vegetano nei suoli alcalini e salati.

 

 

 

 

 

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