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Parere favorevole dell´ISS sulle metodiche Arpa per la ricerca di fibre di amianto in acqua

L´Istituto Superiore di Sanità esprime parere favorevole, ai sensi dell´art. 4 del D.Lgs n. 31/2003, sulla metodica in uso presso Arpa Emilia-Romagna che utilizza la microscopia elettronica a scansione (SEM) in quanto permette l´analisi sul filtrato di due litri d´acqua, consentendo una sensibilità leggermente inferiore ma un´affidabilità statistica di gran lunga maggiore rispetto alla tecnica a trasmissione (TEM) che verifica una sola goccia per volta.

(27/06/11) 

La ricerca delle fibre di amianto nelle acque è un´analisi relativamente diffusa sia a livello internazionale che europeo. Gli studi eseguiti riportano dati di contaminazione da fibre di amianto delle acque sia in relazione alla provenienza, ovvero la presenza di inquinamento naturale delle sorgenti legata alle formazioni geologiche locali, che in relazione alla presenza di una vasta rete di condutture acquedottistiche in cemento/amianto (C/A).

L´Italia, con la legge n. 257/1992, mise al bando tutti i prodotti contenenti amianto, vietando l´estrazione, l´importazione, la commercializzazione e la produzione di amianto e di prodotti contenenti amianto, fissando un limite per la dismissione al 28 aprile 1994. Successivamente, la legge 426/1998 ha introdotto una deroga a tale divieto, limitatamente ad alcune particolari applicazioni.

La tecnica a scansione è utilizzata ed è adatta, come da letteratura scientifica, per campioni poveri di fibre, vista la notevole quantità di campione iniziale esaminato, mentre la tecnica a trasmissione può essere usata solo per campioni ricchi di fibre, vista l´esiguità del campione indagato.

Come in effetti è stato verificato, siamo in presenza di una scarsa quantità di fibre, in conseguenza del modesto valore di aggressività riscontrato nell´acqua dei nostri acquedotti, in base al calcolo dell´indice di aggressività, la quale, al contrario, provoca incrostazioni nelle tubature.

L´utilizzo di filtri a porosità di 0,4 micron (millesimi di millimetro) consente agevolmente di trattenere fibre di diametro anche inferiore a 0,1 micron, a causa della loro forma bastoncellare che le dispone trasversalmente ai pori, consentendo l´impaccamento sul filtro.

Infine, la metodica Arpa stabilisce l´utilizzo di un ingrandimento a 5000x per l´individuazione delle fibre (primo screening) ma, successivamente, prevede di procedere all´identificazione della natura amiantifera della fibra tramite ingrandimenti maggiori che, per lo strumento attualmente in uso presso ARPA, possono arrivare fino a 250.000x.

Il dato analitico va considerato con estrema cautela: infatti, viene espresso come valore assoluto e non in concentrazione (fibre/litro) in quanto se si trova una fibra di amianto e la si rapporta ai due litri filtrati si ottengono valori per litro che, statisticamente, presentano una notevole incertezza di misura.

Non esistono, attualmente, norme europee o nazionali che definiscano la tecnica analitica da utilizzare per la preparazione dei campioni ed il conteggio delle fibre di amianto nelle acque. Il D.Lgs. 31/2001 all´art.4 stabilisce in questi casi la necessità di un pronunciamento in merito da parte dell´Istituto Superiore di Sanità che, recentemente, ha considerato adeguato il metodo di prova utilizzato da Arpa Emilia-Romagna per la determinazione dei contenuti di amianto nelle acque destinate al consumo umano, con espressione di formale parere.





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