La Centrale elettrica alimentata a biomasse di Bando di Argenta (Fe) è da alcuni mesi al centro dell'attenzione dei cittadini e degli amministratori locali a causa di violazioni, in corso di accertamento, delle prescrizioni relative alle emissioni in atmosfera. Dopo l'intervento del Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri del 5 dicembre scorso, che ha portato al sequestro degli impianti, da più parti è stato chiesto ad Arpa di dare indicazioni su cosa non abbia funzionato relativamente ai controlli e, più in generale, quale sia stato, nel corso di questi anni, l'impatto ambientale della Centrale. La Centrale di Bando della ditta San Marco Bioenergie - ha iniziato l'attività nel 2002, dopo avere ricevuto l'autorizzazione dalla Regione in base a una preventiva Valutazione di impatto ambientale (VIA). A questo proposito Arpa realizzò una serie di monitoraggi allo scopo di fornire elementi utili alla definizione dello stato dell'ambiente precedente alla costruzione della Centrale. Dal marzo 2002 in avanti, Arpa ha poi svolto diverse attività di vigilanza e di controllo sulle emissioni in atmosfera, le acque di scarico e i rifiuti. Nel dettaglio, relativamente ai controlli, sono stati eseguiti 6 sopralluoghi nel 2002, 4 nel 2003, 4 nel 2004 e 10 nel 2006. Di questi, 7 hanno riguardato le emissioni in atmosfera, 6 i rifiuti e 11 le acque di scarico. In base ai sopralluoghi e ai risultati delle analisi dei campioni raccolti, sono state riscontrate irregolarità in alcuni casi, e nello specifico relative ai rifiuti e alle acque di scarico, segnalate immediatamente alle Autorità competenti. Oltre ai controlli manuali sulle emissioni, Arpa, come previsto dalla normativa vigente (DM 21 dicembre 1995), ha acquisito i dati provenienti dal sistema di monitoraggio automatico delle emissioni gestito dalla Ditta. Dal 2002 al 2006 sono stati ricevuti e controllati oltre 200mila dati. Dai controlli è emerso che nei primi tre anni (2002, 2003 e 2004), alcuni valori erano superiori ai parametri autorizzati. Anche in questo caso sono state segnalate le irregolarità agli Enti preposti. Dal 2003 in avanti, a seguito di una convenzione e su richiesta del Comune di Argenta, Arpa ha svolto diverse campagne di monitoraggio per verificare quale fosse il reale impatto ambientale della Centrale e in che misura l'attività produttiva contribuisse a modificare l'ambiente. Il monitoraggio ha riguardato, per quanto riguarda l'aria: il monossido di carbonio, l'anidride solforosa, gli ossidi di azoto, le polveri fini e i microinquinanti organici e inorganici. Relativamente alle acque superficiali e sotterranee sono stati verificati i parametri chimici, fisici e microbiologici e, per quanto riguarda il suolo, l'eventuale presenza di metalli, diossine e altri inquinanti. Dalle analisi compiute, relativamente all'aria e al suolo, non sono state riscontrate variazioni significative prima e dopo l'avvio della Centrale, anche se i valori registrati hanno suggerito di tenere "sotto osservazione" gli andamenti degli ossidi di azoto e delle polveri fini. Per quanto riguarda la qualità delle acque non sono emersi, in generale, impatti significativi dovuti agli scarichi idrici dell'attività produttiva. I risultati di questi studi, realizzati per conto del Comune di Argenta, sono stati presentati con regolarità, in occasione di incontri pubblici, ai cittadini dell'area circostante la Centrale. Secondo il direttore generale di Arpa, Alessandro Bratti "dall'analisi dello stato ambientale dell'area circostante la Centrale di Bando non sono emerse particolari criticità ambientali; discorso diverso per i presunti reati relativi alla falsificazione di registri, tema questo non strettamente di pertinenza ambientale e sul quale comunque Arpa fornirà agli organi di polizia e alla magistratura tutta la collaborazione ritenuta utile e necessaria alle indagini".