Studio sulla ricarica artificiale delle falde in Emilia-Romagna  

 
COMMITTENTE
 
Regione Emilia-Romagna , Assessorato Ambiente e Sviluppo Sostenibile, Servizio Tutela e Risanamento Risorsa Acqua
 
RESPONSABILE PROGETTO
 
Ing. Andrea Chahoud  ARPA – Ingegneria Ambientale Vicolo Carega, 3 Bologna
Tel. 051/ 2966317- fax 051/0512966338 - E-mail: achahoud@arpa.emr.it
 
DATA INIZIO
Febbraio 2006
 
DATA  CONSEGNA
Maggio 2008
 
Obiettivi del progetto
 

Il Piano Regionale di Tutela delle Acque, approvato con deliberazione dell’Assemblea Legislativa n. 40 del 21 dicembre 2005, ha evidenziato la necessità di avviare progetti pilota riguardanti alcune tematiche tra le quali quella della ricarica artificiale delle falde. È in tale contesto che si colloca il presente studio che ha individuato le seguenti due zone come quelle di interesse per la possibile sperimentazione:

1.      Bologna: ex-cave sul Reno ed aree golenali;

2.      Rimini: gli ex bacini di cava situati in destra del Fiume Marecchia ed utilizzabili sia per l’accumulo di acqua a scopo irriguo sia per la ricarica artificiale.

L’obiettivo principale del progetto è quindi quello di verificare la idoneità all’utilizzo delle aree di studio per la sperimentazione della ricarica artificiale delle falde e quindi di fornire i primi indirizzi progettuali per la fattibilità degli interventi.

Nell’ambito dell’esecuzione delle attività del presente studio Arpa ha provveduto ad attivare gli opportuni contatti con gli Enti territorialmente interessati dalle aree di studio (Servizi regionali, Autorità di Bacino, Comuni e Province), fin dalle fasi iniziali per condividerne gli indirizzi e le possibilità di sviluppo e nelle fasi successive per stimolare il necessario confronto sulle opportunità e le problematiche emerse.

 
Sintesi

L’organizzazione delle attività all’interno dello studio è stata così articolata:

1.      raccolta ed analisi critica delle esperienze di ricarica artificiale delle falde condotte in ambito nazionale ed internazionale;

2.      ricognizione ed analisi degli strumenti vigenti di pianificazione territoriale;

3.      caratterizzazione territoriale ed ambientale delle aree di studio;

4.      verifica di fattibilità dell’utilizzo delle aree di studio per la ricarica artificiale delle falde;

5.      conclusioni.

Il presente studio ha quindi affrontato il tema della ricarica artificiale delle falde prima nei suoi aspetti generali (attività 1 e 2 ), per focalizzarsi poi su due aree appartenenti al territorio emiliano-romagnolo e sulle quali sono stati eseguiti gli approfondimenti necessari a valutarne la possibile idoneità ad essere oggetto di intervento di ricarica artificiale delle falde (attività 3, 4 e 5).

Lo studio è stato impostato in maniera differente per le due aree:

-         per la prima area di studio, localizzata sulla conoide del Fiume Marecchia, è stata segnalata ed è tuttora disponibile la zona dei laghetti di ex-cava situati in destra Marecchia a cavallo tra i comini di Santarcangelo e Rimini, e ciò ha permesso di circostanziare e precisare al meglio l’analisi in tali zone;

-         per la seconda area di studio, situata in conoide Reno, sono state avanzate alcune proposte (alternative) di localizzazione che sono state analizzate in maniera comparata in funzione del diverso contesto idrogeologico in cui si collocano all’interno della conoide.

In entrambi i casi si è fatto ricorso alla modellistica matematica di simulazione del flusso delle acque sotterranee per effettuare sia la valutazione quantitativa delle effettive possibilità di ricarica artificiale operabili dei laghetti, sia la valutazione degli effetti di tale ricarica sulla dinamica di flusso dell’intera conoide.

A conclusione dello studio sono riportati a livello di sintesi prima i termini di fattibilità generale di un intervento di ricarica artificiale delle falde nel contesto emiliano-romagnolo e poi alcune indicazioni più di dettaglio relative alle due aree sulle quali lo studio ha eseguito gli approfondimenti.

 

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