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L’organizzazione
delle attività all’interno dello studio è
stata così articolata:
1.
raccolta
ed analisi critica delle esperienze di ricarica
artificiale delle falde condotte in ambito
nazionale ed internazionale;
2.
ricognizione
ed analisi degli strumenti vigenti di
pianificazione territoriale;
3.
caratterizzazione
territoriale ed ambientale delle aree di studio;
4.
verifica
di fattibilità dell’utilizzo delle aree di
studio per la ricarica artificiale delle falde;
5.
conclusioni.
Il
presente studio ha quindi affrontato il tema della
ricarica artificiale delle falde prima nei suoi
aspetti generali (attività 1 e 2 ), per
focalizzarsi poi su due aree appartenenti al
territorio emiliano-romagnolo e sulle quali sono
stati eseguiti gli approfondimenti necessari a
valutarne la possibile idoneità ad essere oggetto
di intervento di ricarica artificiale delle falde
(attività 3, 4 e 5).
Lo
studio è stato impostato in maniera differente
per le due aree:
-
per
la prima area di studio, localizzata sulla conoide
del Fiume Marecchia, è stata segnalata ed è
tuttora disponibile la zona dei laghetti di
ex-cava situati in destra Marecchia a cavallo tra
i comini di Santarcangelo e Rimini, e ciò ha
permesso di circostanziare e precisare al meglio
l’analisi in tali zone;
-
per
la seconda area di studio, situata in conoide
Reno, sono state avanzate alcune proposte
(alternative) di localizzazione che sono state
analizzate in maniera comparata in funzione del
diverso contesto idrogeologico in cui si collocano
all’interno della conoide.
In
entrambi i casi si è fatto ricorso alla
modellistica matematica di simulazione del flusso
delle acque sotterranee per effettuare sia la
valutazione quantitativa delle effettive
possibilità di ricarica artificiale operabili dei
laghetti, sia la valutazione degli effetti di tale
ricarica sulla dinamica di flusso dell’intera
conoide.
A
conclusione dello studio sono riportati a livello
di sintesi prima i termini di fattibilità
generale di un intervento di ricarica artificiale
delle falde nel contesto emiliano-romagnolo e poi
alcune indicazioni più di dettaglio relative alle
due aree sulle quali lo studio ha eseguito gli
approfondimenti.
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