Elaborazione ed analisi dati raccolti sulle acque superficiali e sotterranee a livello locale per lo sviluppo dei piani di tutela delle acque

Attività B - Modello di flusso e di trasporto dei nitrati nelle acque sotterranee della Regione Emilia-Romagna  

 
COMMITTENTE
 
Regione Emilia-Romagna, Assessorato  Ambiente e Sviluppo Sostenibile, Servizio Tutela e Risanamento Risorsa Acqua
 
RESPONSABILE PROGETTO
 

Dott.ssa Rosanna Bissoli - Struttura Tematica Ingegneria Ambientale Vicolo Carega, 3 Bologna  

 
Tecnico incaricato

Ing. Andrea Chahoud  Struttura Tematica Ingegneria Ambientale

Vicolo Carega, 3 Bologna - Tel. 051-2966317 e-mail:achahoud@arpa.emr.it 

DATA INIZIO
 
Luglio 2006
  
DATA CONSEGNA
 
Marzo 2007
 
Obiettivi del progetto

La classificazione dello stato ambientale delle acque sotterranee della Regione Emilia-Romagna,  realizzata nell’ambito del Piano di Tutela delle Acque, ha evidenziato le zone dove gli interventi devono essere focalizzati per consentire il perseguimento degli obiettivi di qualità previsti al 2016. In questo contesto si collocano le attività del presente progetto che riguardano prima l’implementazione della modellistica per il flusso dell’acqua e per il trasporto dei nitrati nelle acque sotterranee della Regione Emilia-Romagna, poi l’applicazione dei modelli stessi in simulazioni di scenario al 2016 sulla base delle misure quali-quantitative previste dal Piano di Tutela regionale. I risultati hanno consentito la valutazione, all’interno della complessa dinamica del flusso e del trasporto di nitrati ricostruita dai modelli, dell’effetto delle misure di Piano in particolare sulle concentrazioni di nitrati attese sui punti di controllo delle reti di monitoraggio al 2016.  

Sintesi
 

La modellistica delle acque sotterranee implementata all’interno del presente progetto riguarda sia il modello di flusso in regime transitorio delle acque sotterranee sia il modello di trasporto a questo collegato al fine di studiare la dinamica dei nitrati (trasporto di un soluto in soluzione).

Il modello realizzato copre l’intero territorio di pianura della Regione Emilia-Romagna. La dimensione regionale del modello non ne rappresenta la scala nel senso stretto del termine, ma bensì la misura di insieme all’interno della quale risulta possibile riconoscere e distinguere le singole realtà a scala di maggior dettaglio (provinciale e locale) sulle quali poter poi effettuare la lettura e l’analisi dei risultati.L’implementazione della modellistica per il flusso ed il trasporto dei nitrati richiede, nella sua fase iniziale, l’effettuazione di una serie di scelte operative che dipendono necessariamente dagli obiettivi che si pongono in termini di lettura finale dei risultati. La discretizzazione spaziale definisce infatti l’unità di volume del serbatoio sulla quale vengono restituiti i risultati finali (carico idraulico, concentrazione di nitrati, bilanci) mentre la scansione temporale regola le possibilità di lettura della dinamica del sistema nella sua evoluzione nel tempo. Nel primo caso la consapevolezza di dover far seguire al modello di flusso il modello di trasporto ha portato ad operare scelte operative tali da garantire una buona lettura dei risultati finali nello spazio, nel secondo caso si è invece cercato di cogliere i periodi di maggiore sollecitazione del sistema sia per il flusso idrico (prelievi principalmente), sia per il trasporto dei carichi di azoto.  

 

Il lavoro nel suo complesso è stato impostato secondo i seguenti passaggi:  

1.  implementazione del solo modello di flusso e sua calibrazione fino ad ottenere un discreto

     assetto del campo di moto dell’acqua;

2.  implementazione del modello di trasporto dei nitrati e sua calibrazione preliminare (dispersività,

     porosità);

3.  verifica col modello di trasporto del campo di moto del fluido ed eventuale ricalibrazione del

     modello  di flusso dove necessario;

4.   calibrazione definitiva del modello di flusso per l’intero periodo di osservazione;

5.  calibrazione definitiva del modello di trasporto di nitrati;

6.  costruzione degli scenari al 2016 e relative simulazioni;

7.  analisi finale dei risultati (carichi idraulici, concentrazioni di nitrati, bilanci di acqua ed azoto).  

 

In particolare per la simulazione dell’evoluzione dell’acquifero al 2016 sono stati utilizzati i criteri previsti nell’ambito del Piano di Tutela delle Acque regionale, assegnando sia le variazioni dei prelievi che derivano dalle ipotesi di risparmio idrico, sia le variazioni della diffusione di sorgenti di azoto a seguito della riduzione dei carichi in ingresso previste sempre dal PTA. Ove possibile sono stati applicati anche i dati di dettaglio maggiore forniti da alcune Province nell’ambito dello sviluppo dei propri Piani di Tutela provinciali.

 

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