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La modellistica delle acque sotterranee implementata
all’interno del presente progetto riguarda sia
il modello di flusso in regime transitorio delle
acque sotterranee sia il modello di trasporto a
questo collegato al fine di studiare la dinamica
dei nitrati (trasporto di un soluto in soluzione).
Il modello realizzato copre l’intero territorio di
pianura della Regione Emilia-Romagna. La
dimensione regionale del modello non ne
rappresenta la scala nel senso stretto del
termine, ma bensì la misura di insieme
all’interno della quale risulta possibile
riconoscere e distinguere le singole realtà a
scala di maggior dettaglio (provinciale e locale)
sulle quali poter poi effettuare la lettura e
l’analisi dei risultati.L’implementazione
della modellistica per il flusso ed il trasporto
dei nitrati richiede, nella sua fase iniziale,
l’effettuazione di una serie di scelte operative
che dipendono necessariamente dagli obiettivi che
si pongono in termini di lettura finale dei
risultati. La discretizzazione spaziale definisce
infatti l’unità di volume del serbatoio sulla
quale vengono restituiti i risultati finali
(carico idraulico, concentrazione di nitrati,
bilanci) mentre la scansione temporale regola le
possibilità di lettura della dinamica del sistema
nella sua evoluzione nel tempo. Nel primo caso la
consapevolezza di dover far seguire al modello di
flusso il modello di trasporto ha portato ad
operare scelte operative tali da garantire una
buona lettura dei risultati finali nello spazio,
nel secondo caso si è invece cercato di cogliere
i periodi di maggiore sollecitazione del sistema
sia per il flusso idrico (prelievi
principalmente), sia per il trasporto dei carichi
di azoto.
Il
lavoro nel suo complesso è stato impostato
secondo i seguenti passaggi:
1.
implementazione
del solo modello di flusso e sua calibrazione fino
ad ottenere un discreto
assetto del campo di moto dell’acqua;
2.
implementazione
del modello di trasporto dei nitrati e sua
calibrazione preliminare (dispersività,
porosità);
3.
verifica
col modello di trasporto del campo di moto del
fluido ed eventuale ricalibrazione del
modello
di
flusso dove necessario;
4.
calibrazione
definitiva del modello di flusso per l’intero
periodo di osservazione;
5.
calibrazione
definitiva del modello di trasporto di nitrati;
6.
costruzione
degli scenari al 2016 e relative simulazioni;
7.
analisi
finale dei risultati (carichi idraulici,
concentrazioni di nitrati, bilanci di acqua ed
azoto).
In
particolare per la simulazione dell’evoluzione
dell’acquifero al 2016 sono stati utilizzati i
criteri previsti nell’ambito del Piano di Tutela
delle Acque regionale, assegnando sia le
variazioni dei prelievi che derivano dalle ipotesi
di risparmio idrico, sia le variazioni della
diffusione di sorgenti di azoto a seguito della
riduzione dei carichi in ingresso previste sempre
dal PTA. Ove possibile sono stati applicati anche
i dati di dettaglio maggiore forniti da alcune
Province nell’ambito dello sviluppo dei propri
Piani di Tutela provinciali.
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