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| DATA INIZIO |
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| 30/12/1996 |
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| RESPONSABILE PROGETTO |
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Ing. Andrea Chahoud, Ingegneria
Ambientale, vicolo Carega 3, Bologna
Tel 051 622 3839 fax 051 622 3861
indirizzo e-mail: achahoud@ia.arpa.emr.it
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| Obiettivi del progetto |
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| Soddisfare le esigenze operative
e pianificatorie dellAssessorato Ambiente
della Regione Emilia Romagna in relazione alla tematica
delle acque sotterranee. Tali obiettivi possono
essere precisati con un maggior grado di dettaglio
nel modo seguente: |
Attività di pianificazione
a scala regionale: creazione di supporti (studi,
ricerche, strumenti operativi) per laccrescimento
conoscitivo della tematica delle acque sotterranee
nei suoi aspetti quali-quantitativi e la messa a
punto di strumenti di supporto alle decisioni;
Attività di gestione della risorsa acqua
sotterranea da parte dei Servizi Provinciali di
Difesa del Suolo ai quali compete il rilascio delle
autorizzazioni per i prelievi: gli aspetti di cui
al punto precedente devono essere focalizzati ad
una scala di maggior dettaglio; la traduzione degli
approfondimenti conoscitivi soprattutto legati agli
aspetti quantitativi delle acque sotterranee in
strumenti operativi di gestione sul territorio assume
in questo caso particolare importanza. |
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| Metodologia |
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| Per usufruire delle nuove
conoscenze emerse sulla struttura dellacquifero
e sulle sue condizioni di sfruttamento, in risposta
alle esigenze sopra esposte, si individuano tre
livelli sui quali articolare lorganizzazione
delle attività che nel loro complesso comprendono
sia limplementazione del modello di simulazione
delle acque sotterranee sia altre e diversificate
attività progettuali, anche non solo di tipo
modellistico, in ogni modo riconducibili alla tematica
in oggetto e finalizzabili ad obiettivi di gestione
e pianificazione della risorsa. |
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| 2.1 Livello 1: Livello regionale |
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| Realizzazione del modello
"regionale" di simulazione del flusso
dellacquifero emiliano romagnolo. La taratura
in regime permanente del modello di flusso permetterà
il successivo raffronto tra le condizioni di equilibrio
del sistema dei diversi stati di permanenza risultanti
da diversi scenari di emungimento ipotizzabili in
base a possibili interventi di tipo normativo e/o
infrastrutturale. |
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| 2.2 Livello 2: livello locale |
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| Rappresenta il livello di
riferimento utile alle procedure autorizzative dei
SPDS per i quali si dovrà creare uno strumento
od un insieme di questi che siano effettivamente
operativi per la gestione sul territorio della risorsa
acqua sotterranea; risultano evidenti le possibilità
di interazione di questo livello con gli altri livelli
di riferimento. |
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| 2.3 Livello 3: livello dei
bacini pilota |
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| Rappresenta un approccio
modellistico ad una scala di maggior dettaglio rispetto
a quella del livello 1 ed in particolare farà
riferimento ai sistemi fisici naturali (singole
conoidi, aree di bassa pianura , zona costiera).
Sarà questa la sede nella quale i gruppi
di lavoro costituiti dai tecnici della Regione,
dell'Arpa e della Provincia di competenza potranno
confrontarsi al fine di valutare il raggiungibile
e possibile livello di aderenza dell'approccio modellistico
in fase di strutturazione. Si fa qui riferimento
alla predisposizione già in atto del "Progetto
Reno", in cui il servizio Analisi e Pianificazione
Ambientale ha coinvolto gli enti competenti a livello
provinciale, di bacino e comunale, congiuntamente
allArpa ed al Servizio Sistemi Informativi
Geografici, per la strutturazione di un progetto
che riguarda anche limplementazione del relativo
modello di flusso e di trasporto. |
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| Dati di input |
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Fisica del sistema a livello regionale e locale:
morfologia, geologia, idrogeologia
Idrologia: dati idrologici ed idrografici, pluviometria,
termometria, climatologia, deflussi
Utilizzazione della risorsa idrica: usi agricoli,
usi industriali, usi civili.
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| Risultati attesi |
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| Elaborati prodotti/da
produrre (report, banche-dati, cartografie GIS)
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| Limplementazione del
modello "regionale" di simulazione del
flusso delle acque sotterranee corrisponde alla
creazione di uno strumento da utilizzare a scopo
previsionale per indagare il bilancio idrogeologico
ad una scala opportunamente aggregata. È
prevista una attività di sintesi dei risultati
ottenuti, che sarà esplicata con una relazione
che trarrà le conclusioni sia sulle potenzialità
dello strumento modellistico, che sulle risultanze
derivanti dalle simulazioni effettuate. |
| Le attività previste
per il livello 2 corrispondono alla creazione di
uno "strumento" che possa rappresentare
per i Servizi Provinciali di Difesa del Suolo, che
assolvono le procedure autorizzative relative alle
concessioni dei permessi per gli emungimenti, un
supporto sia di accrescimento conoscitivo sia di
regolamentazione tecnica. Il codice di calcolo scelto
deve essere integrato allinterno delle procedure
attualmente in essere presso gli SPDS. A tal fine
dovranno essere create delle interfacce amichevoli
di collegamento tra le banche dati catastali e le
applicazioni modellistiche. Verrà redatto
un manuale duso del codice di calcolo così
come configurato ed integrato allinterno delle
banche dati dei SPDS. |
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| Utilizzi e possibili ulteriori
sviluppi |
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| Relativamente ai possibili
utilizzi degli strumenti prodotti, essi possono,
a seconda del livello di riferimento precedentemente
descritto: |
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| simulare i possibili scenari
di sfruttamento della risorsa allo scopo di supportare
decisioni a livello di programmazione/pianificazione;
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| valutare e verificare bilanci
idrogeologici a scala sub-regionale o locale; |
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| per il livello regionale,
valutare le condizioni al contorno di sottosistemi
ad esso appartenenti disegnati su confini amministrativi
(livello provinciale) o su confini di sistemi naturali
(conoidi, area di bassa pianura, zona costiera).
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| Lo sviluppo di strumenti
"aperti" e quindi aggiornabili consente
di effettuare operazioni di adeguamento degli stessi
in base al possibile affinamento dei termini che
costituiscono linput e la sollecitazione del
sistema simulato. |
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| Collaborazioni richieste
ad altri nodi di ARPA |
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| Il Servizio Meteorologico
ha messo a punto un programma, denominato CRITERIA,
per la determinazione del bilancio idrico del suolo
partendo dai dati meteo, dal tipo di suolo e dal
tipo di rotazione colturale applicata. Il pre-processamento
dei dati meteo con CRITERIA consentirebbe di ottenere
una stima più accurata del termine di infiltrazione
verso la falda tenendo conto dei sopracitati parametri. |