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| Suolo |
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| Il suolo, come sistema complesso,
può essere studiato secondo diverse prospettive di
analisi che ne approfondiscono, di volta in volta, le caratteristiche
fisico-chimiche (geologiche, geomorfologiche, idrogeologiche
e idrologiche, pedologiche e/o agronomiche) mettendole in
relazione agli effetti legati all'uso/sfruttamento delle
sue componenti da parte delle attività economico-sociali.
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| In questa accezione i progetti relativi
al sistema suolo sviluppati da Ingegneria Ambientale possono
essere suddivisi in: |
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- attività di studio e supporto alla pianificazione
per la caratterizzazione e la utilizzazione delle risorse
naturali (es. attività estrattive);
- misura e valutazione degli effetti prodotti dalle
azioni antropiche (es. subsidenza ed aree contaminate);
- analisi delle interazioni tra le azioni antropiche
e gli aspetti naturali (es. rischio idrogeologico).
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| In particolare i progetti realizzati
negli ultimi anni sono: |
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- Aggiornamento del piano delle attività estrattive
della provincia di Ravenna;
- Supporto tecnico per le fasi di predisposizione del
Piano di bacino dei fiumi Conca - Marecchia. Attività
relative alla presentazione del Piano straordinario
relativo alle aree a rischio idrogeologico molto elevato
(consegnato nel settembre 1999) e alla predisposizione
del Piano Stralcio assetto idrogeologico (in corso);
- Attività di caratterizzazione di siti inquinati
compresi nel Piano regionale di bonifica;
- Subsidenza
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| RIFIUTI |
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| I rifiuti solidi costituiscono uno
dei più significativi fattori di pressione sullambiente
generati dalle attività antropiche, sia quelle sociali
che quelle produttive. Le prime sono il determinante della
produzione di rifiuti urbani, le seconde dei rifiuti speciali.
Tutti i rifiuti si suddividono in "non pericolosi"
e "pericolosi" in funzione della pericolosità
ambientale . |
| La materia è complessa a partire
dalle definizioni: si pensi che nel gennaio 2000 nel nostro
paese è ancora in discussione una legge sulla definizione
di "rifiuto". |
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| La nostra attività si dispiega
con due finalità: |
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- La conoscenza;
- La pianificazione, capace di coniugare le esigenze
del servizio (efficacia ed efficienza, aspetti economico-produttivi)
con quelle della tutela ambientale.
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| Ad ognuna di queste due grandi categorie
si possono ricondurre i numerosi progetti che la nostra
Struttura Tematica ha realizzato negli ultimi anni: |
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- Il Piano di smaltimento dei rifiuti urbani e assimilabili
della provincia di Ravenna Pianificazione
- Il Piano di gestione dei rifiuti della provincia
regionale di Palermo Pianificazione;
- Il supporto alla Regione Emilia-Romagna per lelaborazione
di direttive per la pianificazione provinciale dei rifiuti
Conoscenza e pianificazione;
- La partecipazione al Centro Tematico Nazionale sui
Rifiuti Conoscenza e pianificazione;
- I Catasti sugli impianti di gestione dei rifiuti
in regime di autorizzazione e in regime semplificato
di comunicazione Conoscenza
- La gestione dei dati di produzione attraverso le
dichiarazioni MUD Conoscenza e compito di tipo
istituzionale
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| Si è detto sopra "fattore
di pressione". Vogliamo fare qualche numero? |
| In Emilia-Romagna la produzione di
rifiuti urbani per lanno 1998 è quantificata
in 2.270.000 t corrispondenti a circa 580 kg/abitantexanno,
quella di rifiuti urbani pericolosi in circa 500 t (dato
anno 1997); la produzione di rifiuti speciali derivanti
da attività produttive industriali ed artigianali
è quantificata in 5.520.000 t rifeite allanno
1997, di cui 557.000 t di pericolosi. |
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| Sul territorio regionale sono insediati: |
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- 37 discariche di 1° categoria per rifiuti urbani
e assimilati e fanghi non tossicio-nocivi;
- 36 discariche di 2°categoria tipo A per rifiuti
inerti;
- 19 discariche di 2° categoria tipo B per rifiuti
speciali non tossico-nocivi;
- 1 discarica di 2° categoria tipo C per rifiuti
speciali tossico-nocivi;
- 13 impianti di incenerimento, di cui 8 per rifiuti
urbani e 5 per rifiuti speciali;
- 13 impianti di compostaggio.
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