Ricognizione sulla presenza delle sostanze pericolose nei processi che caratterizzano i comparti produttivi a maggiore impatto ambientale, analisi delle possibilità di eliminazione o riduzione anche attraverso la diffusione delle migliori tecniche disponibili (BAT) e predisposizione di linee guida a supporto delle amministrazioni provinciali per il rilascio delle autorizzazioni allo scarico

 
 
COMMITTENTE
 
Regione Emilia-Romagna, Assessorato  Ambiente e Sviluppo Sostenibile
 
RESPONSABILE PROGETTO

P.I. Gabriele Bardasi,  Tel. 051-2966316 fax 051/2966338 e-mail: gbardasi@arpa.emr.it

Ing. Paolo Spezzani, Tel 051-2966314 fax 051/2966338 e-mail pspezzani@arpa.emr.it

Struttura Tematica Ingegneria Ambientale  Vicolo Carega, 3 Bologna  

 
DATA INIZIO
2003
DATA CONSEGNA
2005
 
Obiettivi del progetto
L’obiettivo dello studio è stato quello di individuare un primo elenco di industrie a potenziale rischio di scarico in corpo idrico o in fognatura di sostanze pericolose, e successivamente di fornire un’analisi dei risultati ottenuti dall’azione di monitoraggio svolta in questi anni da ARPA, per giungere ad una valutazione delle principali criticità nei corsi d’acqua e proporre gli opportuni sviluppi conoscitivi del caso.
Sintesi
 Lo studio comprende una Relazione Generale, una Relazione dell’Attività 8 oltre ad una sintesi tecnica dello studio. Nella Relazione Generale viene effettuata un’analisi a scala locale delle aziende ritenute maggiormente idroesigenti e idroinquinanti presenti in Emilia - Romagna con la creazione di un catasto informatizzato contenente sia l’elenco delle unità locali che potenzialmente sono a rischio di scarico di sostanze pericolose, sia le analisi condotte da ARPA negli ultimi anni sugli scarichi produttivi. Di seguito sono stati valutati i carichi delle sostanze pericolose, già monitorate dalla Regione, veicolati nelle stazioni di chiusura dei Bacini principali dell’Emilia – Romagna e sono stati confrontati con i quantitativi sversati dalle industrie maggiormente idroinquinanti e dai principali depuratori pubblici. Per i principali settori idroinquinanti da sostanze pericolose si è proceduto ad evidenziare le eventuali modifiche da apportare ai cicli produttivi per limitare o annullare le relative emissioni. Infine è stata predisposta una scheda tecnica da compilare a cura delle aziende per il rilascio e il rinnovo delle autorizzazioni allo scarico, congiuntamente alle linee guida tecnico-amministrative connesse al rilascio delle autorizzazioni.Nell’attività 8 viene sviluppato, in maniera più approfondita, quanto riportato nel capitolo 8 della Relazione Generale, in merito all’analisi dei cicli produttivi presenti nei dei settori industriali interessati dall’utilizzo di sostanze pericolose. Nello studio vengono individuate le aziende più rappresentative e/o rilevanti del comparto, vengono precisate le sostanze pericolose eventualmente impiegate nei processi produttivi e negli scarichi idrici, viene valutata la possibilità d’introdurre eventuali alternative di processo che comportino riduzione di quantitativi di sostanze pericolose contenute negli scarichi.Un’analisi preliminare sul territorio regionale ha fornito come risultato un elenco di tipologie industriali che dovevano essere oggetto di studio:
  • trattamento e rivestimento dei metalli e lavori di meccanica generale conto terzi (cod. ISTAT 285);
  • fabbricazione di piastrelle e lastre in ceramica per pavimenti e rivestimenti - recupero degli smalti (cod. ISTAT 263);
  • fabbricazione di vernici (cod. ISTAT 243);
  • fabbricazione di carta, cartone e pasta-carta (cod. ISTAT 211);
  • fabbricazione di articoli in Materie Plastiche (cod. ISTAT 252);
  • fabbricazione di concimi e composti azotati (cod. ISTAT 2415);
  • trattamento delle acque di scarico industriali in siti specializzati (cod. ISTAT 90002).

Per i settori prescelti è stata svolta un’analisi dettagliata nella quale si sono:

1) illustrati i principali cicli produttivi e le materie prime utilizzate;

2) individuati i parametri indicatori d’inquinamento;

3) stimati i fattori di carico inquinante per BOD, COD, N e P (solo per alcune attività);

4) stimati (solo per alcune attività) i fattori di carico per inquinanti specifici (come ad esempio i metalli pesanti);

5) descritti i principali trattamenti dei reflui di produzione;

6) illustrati:

  •   specifici trattamenti dei reflui,

  •   particolari gestioni impiantistiche,

  •   modifiche possibili sulle materie prime.

 Nelle analisi dei cicli produttivi sviluppate nell’Attività 8 si sono escluse volutamente le attività presenti nei due poli chimici della Regione Emilia-Romagna in quanto per esse è prevista un’indagine specifica condotta da ARPA Ingegneria – Ambientale per conto della Regione Emilia – Romagna (Delibera G:R. n°2003/630 del 14/04/03 “Attuazione deliberazione CIPE 36/02. Interventi aree depresse. Triennio 2002-2004.”).  Per la tutela della privacy delle aziende oggetto di studio alcune tabelle presentate negli Allegati della Relazione Generale e nella Sintesi Tecnica, non sono state riportate in quanto contengono dati personali identificativi delle suddette aziende. Chiunque fosse interessato ad avere tali informazioni può richiedere il database completo all’Assessorato Ambiente e Sviluppo Sostenibile.  

RELAZIONE GENERALE (pdf 1.056 Kb) SINTESI TECNICA (pdf 498 Kb) ATTIVITA' 8-Parte 1a (pdf 1.974 Kb) ATTIVITA' 8-Parte 1B (pdf 1.409 Kb) ATTIVITA' 8-Parte 2 (pdf 679 Kb)ATTIVITA' 8-Parte 3 (pdf 1.576 Kb)

 


a cura di: Area Ecosistema Acque Interne
e-mail: gbardasi@arpa.emr.it, pspezzani@arpa.emr.it
ultimo aggiornamento: 12.01.2007