Studio del bacino idrografico del fiume Trebbia per la gestione sostenibile delle risorse idriche  

 
COMMITTENTE
 
Regione Emilia-Romagna 
 
RESPONSABILE PROGETTO
 
Ing. Paolo Spezzani ARPA – Ingegneria Ambientale Vicolo Carega, 3 Bologna
Tel. 051/ 051/2966314 - fax 051/2966338 - E-mail: pspezzani@arpa.emr.it
 
DATA  CONSEGNA
 
Febbraio  2008
 
Obiettivi del progetto
 

Effettuare una esaustiva analisi conoscitiva delle condizioni idrologiche e dello stato di uso delle acque superficiali e sotterranee del bacino del F.Trebbia e sulla base di essa proporre le modalità per recuperare i volumi idrici richiesti per permettere il rilascio nell’alveo del Trebbia del DMV idrologico e per limitare i deficit già presenti all’utenza irrigua; considerando il riuso delle acque reflue del depuratore di Piacenza, la realizzazione di invasi a basso impatto ambientale e la riduzione delle perdite della rete irrigua consortile.

Alcune parti del progetto sono state predisposte dalla Provincia di Piacenza, dalla Agenzia d’Ambito per i Servizi Pubblici di Piacenza e dal Consorzio di Bonifica Bacini Tidone Trebbia.

 
Sintesi
Si riportano qui alcuni elementi tratti dalla “Sintesi divulgativa” del lavoro.

I prelievi irrigui da Trebbia, ad opera del Consorzio di Bonifica dei Bacini Tidone Trebbia, avvengono da 4 punti posti tra Rivergaro e Tuna, di cui 3 in destra idraulica e uno in sinistra, per un prelievo massimo concesso, complessivo, di 6 m3/s e medio di 2 m3/s. Il territorio irriguo sotteso è di quasi 20.000 ha, quasi equamente suddivisi tra destra e sinistra Trebbia. Su tale comprensorio le superfici attualmente irrigate, nell’anno climatologico medio, sono dell’ordine di 13.200 ha, anche qui quasi equamente suddivise tra le due sponde.

I prelievi medi da Trebbia relativi agli anni più recenti, da misure giornaliere disponibili (dal ’97), sono stati di 42 Mm3/y di cui circa 38 utili a fini irrigui, distribuiti per 1/4 verso l’areale in sinistra e per i restanti 3/4 verso l’ambito in destra, in relazione ai diritti storici dei diversi canali derivatori.

La resa delle attuali reti irrigue, valutata in termini di volume di acqua consegnata alle aziende agricole per usi irrigui si può stimare, sulla base di analisi sia agronomiche che idrauliche condotte nello Studio, in valori che vanno dal 40 al 55 % dei volumi di acqua derivati da Trebbia.

Si possono quantificare emungimenti irrigui autonomi dalle falde compresi tra 10 e 11 Mm3/y per ciascuno dei 2 ambiti irrigui in destra e sinistra (quindi in totale circa 21 Mm3/y).

 Il complesso delle analisi tecniche condotte origina uno schema sintetico delle possibili disponibilità di risorsa irrigua nell’anno medio attuale e in quello mediamente secco (1 su 6), a seguito dell’applicazione del DMV e delle possibili azioni individuate.  

 

 

A

B

C

D

E

F

G

H

F+G+H-D-E

     Valori in Mm3/anno

 

 

Condizione

 

Prelievo attuale utile da Trebbia (al lordo del DMV)

Prelievo attuale da falde

Riduzione di prelievo da falde con diversa gestione forniture

(*)

Riduzione di prelievo da Trebbia per applicazione del DMV

Richiesta aggiuntiva per un aumento di SAU irrigata di 800 ha al 2016

ecupero di rendi_ mento dalle reti del 20% (dal 40 al 60%)

Possibili incrementi di prelievo da falde nei comuni di Calendasco e Rottofreno

Impieghi da accumuli di cava di 8 Mm3

(fattibili in 10 anni)

Saldo attivo di volume alla fonte -

(**)

 

Anno medio

 

38

21

4

12-13

3

7

4

15

10-11

Anno mediamente secco

34

39

Non valutato

14-16

4

6

4

13

3-5

Differenza

-4

+18

-

+2÷3

+1

-1

-

-2

-6÷7

(*)

- considerando anche una riduzione parziale delle perdite in destra idaulica

(**)

- per ripianare le carenze attuali (≈ 10 Mm3/y), favorendo così una riduzione degli emungimenti, in particolare nella parte alta della conoide

Lo studio evidenzia quanto segue:

·                 per ripianare le sofferenze attuali, in particolare nelle annate secche e per bilanciare la riduzione della disponibilità connessa al rilascio dei DMV, appare necessaria e non dilazionabile la realizzazione di accumuli idrici;

·                 la realizzazione di invasi in ambiti di cava si ritiene obbligatoriamente da perseguire, essa può infatti consentire, nel breve-medio periodo, la creazione di volumi di accumulo al ritmo di circa 1 Mm3/y, per incrementare di 1.5-2.0 Mm3/y la disponibilità di risorsa, fino ad ottenere almeno, nel giro di una decina di anni, la disponibilità di 8÷10 Mm3 di capacità di accumulo;

·                 per il lungo periodo o si riterrà di portare a compimento la realizzazione degli invasi negli ambiti di cava, oppure si potrà indagare e perseguire maggiormente la fattibilità di un invaso montano su un’asta secondaria rispetto a Trebbia e Aveto, di capacità non superiore ai 10-15 Mm3;

·                 oltre a reperire risorsa aggiuntiva si ritiene però essenziale razionalizzare progressivamente il sistema irriguo esistente, riducendo le alte perdite nei canali, distribuendo la risorsa in base alle reali necessità delle colture irrigue presenti e realizzando impianti pluvirrigui in pressione per le zone più distanti dai punti di prelievo.  

Vengono allegati la “Sintesi divulgativa” e un estratto di circa 170 pagine denominato “Sintesi tecnica estesa”, che contiene tutti gli elementi significativi emersi.
SINTESI DIVULGATIVA  ((pdf 2.392 Kb) SINTESI TECNICA ESTESA  (pdf 14.944 Kb)