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Comunicato Stampa
Controlli sulle acque superficiali, di falda e marine, e previsioni sull´eventuale diffusione delle sostanze inquinanti lungo il fiume e nel mare Adriatico.
(26/02/2010)
A seguito dell´emergenza nata dallo sversamento di oli combustibili nel fiume Lambro, giunti successivamente al Po, Arpa Emilia-Romagna ha attivato una serie di azioni straordinarie a supporto dell´attività della Protezione civile regionale e nazionale e degli organismi tecnici coinvolti.
Situazione idrometrica fiume Po
Dall´inizio dell´emergenza, almeno una volta al giorno, Arpa
trasmette agli organismi tecnici un bollettino sperimentale sulla
situazione idrometrica del Po, con valutazioni "indicative" di
previsione di portata e del transito della massa inquinante nelle
varie località.
Contemporaneamente vengono fatte simulazioni e stime della
permanenza della massa inquinante nel tempo lungo il Po,
utilizzando i dati di portata del fiume, i dati meteo e quelli
relativi alla capacità di ricezione delle acque da parte del
mare.
Controllo delle acque superficiali del fiume
Po
Le sezioni provinciali di Arpa fin dall´inizio emergenza stanno
monitorando costantemente le acque del fiume Po, con prelievi
almeno giornalieri in diversi punti per verificare la
concentrazione degli inquinanti e in particolare degli oli minerali
(idrocarburi totali), in superficie e a due metri di
profondità.
A Piacenza vengono eseguiti campionamenti su tre punti (Calendasco,
Piacenza, a valle di Isola Serafini). A Parma su due punti
(Polesine e Stagno di Roccabianca) e a Reggio Emilia in uno, nei
pressi di Boretto. Due i punti di prelievo a Ferrara, entrambi nei
pressi di Pontelagoscuro, uno dei quali in entrata alla centrale di
potabilizzazione. La frequenza dei campionamenti varia (da uno a
tre al giorno) a seconda del passaggio della massa oleosa. I
risultati delle analisi vengono inviati a Prefetture, Province e
Sindaci competenti, nonché agli organismi tecnici coinvolti.
Controllo e analisi delle acque di falda
Controlli da parte di Arpa anche sulla qualità delle acque di falda
per verificare eventuali contaminazioni di olio combustibile. Sono
già attivi da due giorni controlli su tre pozzi in provincia di
Piacenza, uno a Parma (Boschetto di Sanguigna) e da oggi su quattro
in provincia di Reggio Emilia. Altri controlli verranno attivati
nei prossimi giorni nelle province più a valle.
Previsioni sull´eventuale diffusione degli inquinanti in
Adriatico
Arpa sta monitorando quotidianamente la possibile evoluzione della
chiazza di idrocarburi dal momento del suo eventuale ingresso nel
mare Adriatico. La previsione della diffusione in mare e
spiaggiamento degli idrocarburi viene eseguita quotidianamente, in
base agli ultimi dati meteomarini e di inquinamento disponibili,
utilizzando il modulo applicativo per la gestione delle emergenze
ambientali incluso nel sistema oceanografico AdriaROMS di ARPA. Nel
dettaglio il modulo consente di prevedere, sulla base dei campi di
corrente e del vento previsto, l´evoluzione temporale e spaziale,
fino a 72 ore, della chiazza o della traccia rilasciata in un punto
o in un´area definita. Dall´inizio dell´emergenza Arpa sta fornendo
con continuità alla Protezione civile tutte le simulazioni e i vari
scenari nel caso gli inquinanti arrivassero all´Adriatico.
Monitoraggio delle acque marine nel caso gli inquinanti
raggiungano l´Adriatico
Il Battello oceanografico Daphne di Arpa ha in previsione di
monitorare il mare di fronte alle bocche del Po in territorio
emiliano-romagnolo da lunedì mattina, per verificare l´eventuale
presenza di olio combustibile in mare. Se le previsioni di arrivo
dell´inquinante saranno modificate e anticipate, i controlli
verranno anticipati a domenica.
Sugli eventuali effetti del possibile inquinamento delle acque
marine, considerati la quantità di inquinante che potrebbe
raggiungere il mare e le attuali condizioni meteorologiche, che
spingerebbero al largo gli idrocarburi, questa non dovrebbe
arrecare danni rilevanti all´ecosistema marino. Diverse le
considerazioni per quanto riguarda gli allevamenti di vongole e
cozze, per i quali bastano quantità ridottissime di idrocarburi per
renderle inutilizzabili a fini commerciali.
Qualità dell´aria
Considerando il fortissimo odore di idrocarburi che avvolge Isola
Serafini, dove ristagna ed è in via di rimozione una grande
quantità di inquinante, e in parte anche a Piacenza, è in corso il
monitoraggio della qualità dell´aria, tramite la rete regionale
delle centraline di analisi e campionatori passivi. I risultati
saranno messi a disposizione delle autorità locali e sanitarie.
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