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Prevenzione, integrazione e sussidarietà i punti di forza del sistema di allerta per le ondate di calore. Per il futuro importante il coinvolgimento del Terzo settore e delle Associazioni di volontariato.
(20/04/2007)
Negli ultimi decenni si è verificato un graduale aumento della
temperatura sia a livello globale che a livello europeo
determinato, in parte, dalle attività umane. Questo determina
effetti economici ed ha impatto sugli ecosistemi.
Si prevede abbia effetto anche sulla salute umana, in quanto andrà
ad influire sulle malattie infettive e alimentari, sulle malattie
allergiche e sulla mortalità e morbosità derivata da eventi
catastrofici. Nel breve periodo si è riscontrata una relazione tra
ondate di calore e mortalità.
Per affrontare questi argomenti si è tenuto a Bologna, il 19
aprile u.s. un seminario dal titolo "Ondate di calore. Dopo un
inverno mite quali scenari ci dobbiamo attendere per l´estate" che
ha visto la partecipazione di rappresentanti della Pubblica
amministrazione e di Associazioni, di volontariato e non,
interessati alla salute pubblica.
Tra gli interventi ricordiamo: Stefano Tibaldi,
Direttore del Servizio Idrometeorologico di Arpa Emilia-Romagna,
che ha presentato il sistema di previsione basato sull´indice di
Thom, un indice bioclimatico che tiene conto di temperatura e
umidità; Gabriele Cavazza, Vice Direttore
sanitario dell´Area territoriale dell´Ausl di Bologna, che ha
illustrato i compiti dei dipartimenti di sanità pubblica, tra i
quali la costruzione delle mappe dei soggetti a rischio e
l´attivazione della rete sanitaria di intervento e Massimo
Annichiaro, Vice Direttore sanitario dell´Area ospedaliera
Ausl di Bologna.
Il sistema di allerta
A partire dal 2004 la Regione Emilia-Romagna ha attivato un sistema di allerta per le ondate di calore che coinvolge la Sanità, l´Arpa (Agenzia regionale per la prevenzione e l´ambiente), i Comuni e le Associazioni di volontariato. Punti di forza di tale sistema sono il carattere previsionale, il sistema si basa sulla previsione delle ondate di calore in modo da permettere alle strutture coinvolte di organizzarsi per tempo per fronteggiare l´emergenzia e la forte integrazione che si è venuta a creare tra i tanti soggetti coinvolti.
In base alle previsioni fornite giornalmente dall´Arpa tramite un bollettino, le strutture sanitarie della regione attivano una serie di procedure atte a garantire un´adeguata risposta presso le strutture ospedaliere e per fornire servizi a domicilio alle persone considerate a rischio. A questo si affianca un importante contributo da parte del Comune e delle Associazioni che grazie a campagne di informazione, all´attivazione di numeri verdi e all´organizzazione di servizi di trasporto e di intrattenimento in luoghi freschi cercano di limitare il disagio per i soggetti in difficoltà.
Dal convegno sono emersi i punti sui quali focalizzarsi per la prossima stagione: sviluppare una più puntuale mappa territoriale dei soggetti a rischio, agire sulla capacità di affrontare emergenze prolungate, investire sulla comunicazione e sul coinvolgimento del terzo settore e delle Associazioni di volontariato che possono fornire un utile e valido supporto all´operato della Sanità pubblica.
I numeri della campagna informativa 2006 del Comune di Bologna
Per approfondimenti
Rischio calore, il sito di Arpa Emilia-Romagna
"Climate change 2007", quarto rapporto dell´ IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), frutto del lavoro di oltre 2500 scienziati appartenenti a 130 paesi diversi
"Estate 2006, un´anomala normalità", articolo ArpaRivista 4/2006
Il sito del Dipartimento di sanità pubblica
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