Ti trovi in : ArpaWeb / Campi elettromagnetici / Argomenti / Cosa sono i Cem /
Le onde elettromagnetiche sono un fenomeno
fisico attraverso il quale l´energia elettromagnetica può
trasferirsi da un luogo all´altro per propagazione.
Tale fenomeno di trasferimento di energia può avvenire nello spazio
libero (via etere), oppure può essere confinato e facilitato
utilizzando appropriate linee di trasmissione (guide d´onda, cavi
coassiali, etc.).
Le onde elettromagnetiche, secondo la teoria di Maxwell, sono
fenomeni oscillatori, generalmente di tipo sinusoidale e sono
costituite da due grandezze che variano periodicamente nel tempo:
il campo elettrico ed il campo magnetico.
Il campo elettrico E si definisce come una
proprietà o perturbazione dello spazio, prodotta dalla presenza di
cariche elettriche, positive o negative.
Tale perturbazione si può verificare constatando che ponendo una
carica elettrica nella regione perturbata questo risulta soggetto
ad una forza.
L´intensità del campo elettrico si misura in Volt per metro
(V/m).
Qualsiasi conduttore elettrico produce un campo elettrico
associato, che esiste anche quando nel conduttore non scorre alcuna
corrente.
Più alta è la tensione, più intenso è il campo ad una certa
distanza dal conduttore; mentre per una data tensione l´intensità
diminuisce al crescere della distanza.
Conduttori come i metalli, i materiali edili e gli alberi hanno
proprietà schermanti.
Il campo magnetico H può essere definito come
una proprietà o perturbazione dello spazio prodotta dal movimento
delle cariche elettriche ossia dalla presenza di correnti
elettriche oppure da magneti permanenti (calamite).
Tale perturbazione si può verificare constatando che ponendo un
corpo magnetizzato nella regione perturbata, questo risulta
soggetto ad una forza.
L´intensità del campo magnetico si esprime in Ampère per metro
(A/m), anche se solitamente si preferisce riferirsi ad una
grandezza correlata, la densità di flusso magnetico o induzione
magnetica B, misurata in microtesla (µT). Tra le due unità di
misura vale la seguente relazione: 1 T = 7.958 x 105 A/m.
Il campo magnetico viene generato soltanto quando viene acceso un
apparecchio elettrico e quindi scorre corrente. La sua intensità
dipende proporzionalmente dall´intensità della corrente
elettrica.
I campi magnetici sono più intensi in prossimità della sorgente e
diminuiscono rapidamente all´aumentare della distanza, inoltre non
sono schermati dai materiali comuni, come le pareti degli
edifici.
Un campo elettrico variabile nel tempo genera, in direzione
perpendicolare a se stesso, un campo magnetico, anch´esso
variabile, che a sua volta influisce sul campo elettrico stesso.
Questi campi concatenati determinano nello spazio la propagazione
di un campo elettromagnetico, indipendentemente dalle cariche e
correnti elettriche che li hanno generati.
In prossimità della sorgente irradiante, cioè in condizioni di
campo vicino, il campo elettrico ed il campo magnetico assumono
rapporti variabili con la distanza e possono essere considerati
separatamente, mentre ad una certa distanza, cioè in condizioni di
campo lontano, il rapporto tra campo elettrico e campo magnetico
rimane costante: in condizioni di campo lontano i due campi sono in
fase, ortogonali tra loro e trasversali rispetto alla direzione di
propagazione (onda elettromagnetica piana).

Le principali caratteristiche delle onde elettromagnetiche
dipendono da una loro proprietà fondamentale: la frequenza
f, ossia il numero di oscillazioni compiute in un secondo.
Tale grandezza si misura in cicli al secondo o Hertz (Hz) e
relativi multipli e sottomultipli.
Strettamente connessa con la frequenza è la lunghezza
d´onda l, che è la distanza percorsa dall´onda durante un
tempo di oscillazione e corrisponde alla distanza tra due massimi o
due minimi dell´onda (l´unità di misura è il metro con relativi
multipli e sottomultipli).
Le due grandezze sono tra loro legate in maniera inversamente
proporzionale attraverso la seguente relazione: f =
v/l dove v è la velocità di propagazione
dell´onda, espressa in metri al secondo (m/s).
La velocità di propagazione delle onde elettromagnetiche nel vuoto
è di 300000 km/s.
Frequenza e lunghezza d´onda, oltre ad essere tra loro legate, sono
a loro volta connesse con l´energia E trasportata dall´onda, che si
misura in Joule (J) e relativi multipli o in elettronVolt (eV),
valendo tra le due unità di misura la relazione di conversione

L´energia associata alla radiazione elettromagnetica è direttamente proporzionale alla frequenza dell´onda stessa attraverso la relazione: E = h f dove h è una costante detta Costante di Planck pari a

L´energia elettromagnetica trasportata dall´onda nell´unità di
tempo per unità di superficie si definisce densità di potenza S e
si esprime in Watt su metro quadro (W/m2).
Maggiore è la frequenza, maggiore è l´energia trasportata
dall´onda. Quando un´onda elettromagnetica incontra un ostacolo
penetra nella materia e deposita la propria energia producendo una
serie di effetti diversi a seconda della sua frequenza.
Dai meccanismi di interazione delle radiazioni con la materia
dipendono gli effetti e quindi i rischi potenziali per la salute
umana.
L´insieme di tutte le possibili onde elettromagnetiche, in funzione
della frequenza e della lunghezza d´onda, costituisce lo spettro
elettromagnetico. Nello spettro elettromagnetico
si possono distinguere due grandi zone.

Le onde elettromagnetiche con frequenza superiore a 3000 THz e lunghezza d´onda inferiore a 100 nm hanno un´energia tale (> 12.4 eV) da rompere i legami chimici che tengono uniti gli atomi e le molecole e quindi da ionizzare la materia e sono dette radiazioni ionizzanti (IR); viceversa, le onde con frequenza inferiore non trasportano un quantitativo di energia sufficiente a produrre la rottura dei legami chimici e produrre ionizzazione e sono perciò dette radiazioni non ionizzanti (NIR): è in questa regione dello spettro elettromagnetico che si parla propriamente di campi elettromagnetici.
In particolare le radiazioni non ionizzanti di maggiore interesse ambientale sono le seguenti:

Versione stampabile