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A cura di: Paolo Vecchia - Istituto Superiore di Sanità
Premessa
La valutazione dei rischi sanitari dei campi elettromagnetici è
un processo estremamente complesso, sia per il grande numero di
pubblicazioni scientifiche molto eterogenee e quasi sempre non
esaustive che afferiscono alla tematica, sia per il carattere
multidisciplinare della tematica stessa. Rispetto alle valutazioni
di singoli ricercatori o di gruppi specialistici (ad esempio di
biologi, o fisici, o epidemiologi), che pure abbondano in
letteratura, assumono quindi particolare rilevanza le valutazioni
espresse da commissioni e gruppi di lavoro interdisciplinari, sia
perché un´analisi collettiva consente di confrontare e contemperare
giudizi che altrimenti comporterebbero inevitabilmente un notevole
grado di soggettività, sia perché in queste sedi collegiali
confluiscono competenze diverse, come quelle biologiche, mediche,
epidemiologiche, fisiche e tecnologiche.
Gruppi di studio sono stati costituiti da diversi governi nazionali
e organizzazioni internazionali; tra queste ultime rivestono
particolare importanza l´Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
e la Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni
Non Ionizzanti (ICNIRP). Quest´ultima ha emanato nel 1998 delle
linee guida per la protezione dei lavoratori e della popolazione
dall´esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici
nell´intervallo di frequenze tra 0 Hz (campi statici) e 300
GHz.
Un´analisi dei documenti prodotti dalle diverse commissioni cui
si è fatto cenno mostra una sostanziale convergenza nelle loro
conclusioni. Un loro approfondito confronto, alla luce delle
accresciute conoscenze scientifiche intervenute nel tempo trascorso
tra la pubblicazione dell´uno o dell´altro, richiederebbe uno
spazio eccessivo rispetto all´esigenza di sintesi di queste
note.
Ciò considerato, si farà riferimento nel seguito prevalentemente ai
documenti prodotti dall´OMS. Quest´ultima ha avviato nel 1996 un
Progetto Internazionale CEM (campi elettromagnetici), che
esplicitamente prevede tra le sue attività la revisione critica
della letteratura scientifica sugli effetti biologici
dell´esposizione a campi elettromagnetici.
Nell´ambito del progetto, l´OMS cura anche la pubblicazione di
note informative sui diversi aspetti delle problematiche connesse
ai campi elettromagnetici; queste note, regolarmente tradotte in
Italiano a cura dell´Istituto Superiore di Sanità sotto il titolo
di "Promemoria", sono disponibili al pubblico anche sulla rete
Internet (www.who.int/peh-emf/). Ad
esse si farà prevalentemente riferimento nei paragrafi seguenti per
le valutazioni di sintesi della letteratura.
A queste valutazioni sembra comunque opportuno far precedere alcuni
criteri fondamentali universalmente adottati dalla comunità
scientifica e più volte ribaditi dall´OMS.
Criteri fondamentali di valutazione
Soltanto gli studi scientifici accreditati possono essere inclusi nella letteratura scientifica di riferimento. Come accreditati si intendono gli articoli pubblicati su riviste che prevedano un vaglio critico preventivo da parte di esperti di riconosciuta competenza (il cosiddetto processo di peer review). Possono anche essere inclusi, previo giudizio di valore, rapporti di istituti nazionali o internazionali di riconosciuto prestigio;
Un effetto biologico si verifica quando l´esposizione alle onde elettromagnetiche provoca qualche variazione fisiologica notevole o rilevabile in un sistema biologico.
Un effetto di danno alla salute si verifica quando l´effetto biologico è al di fuori dell´intervallo in cui l´organismo può normalmente compensarlo, e ciò porta a qualche condizione di detrimento della salute.
Campi elettrici e magnetici a frequenza estremamente bassa (ELF)
Il Promemoria dell´OMS n. 205 Campi elettromagnetici e salute
pubblica: campi a frequenza estremamente bassa (ELF) fa esplicito
riferimento, per la valutazione dei possibili effetti sanitari a
lungo termine, ad un ampio rapporto prodotto nel 1998 dal National
Institute of Environmental Health Sciences (NIEHS) degli Stati
Uniti.
Rimandando per maggiori dettagli al testo completo del rapporto
NIEHS, disponibile anche sulla rete Internet (www.niehs.nih.gov/emfrapid/)
si riporta di seguito il testo pertinente del promemoria
citato.
Nel giugno 1998, il NIEHS ha convocato un gruppo di lavoro internazionale per una revisione critica dei risultati della ricerca. Il gruppo di lavoro, usando i criteri stabiliti dall´Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (International Agency for Research on Cancer, IARC), ha concluso che i campi ELF debbano essere considerati come un "possibile cancerogeno per l´uomo".
"Possibile cancerogeno per l´uomo" è la più bassa di tre categorie ("cancerogeno per l´uomo", "probabilmente cancerogeno per l´uomo", "possibilmente cancerogeno per l´uomo") usate dalla IARC per classificare l´evidenza scientifica relativa ad agenti potenzialmente cancerogeni. La IARC ha due ulteriori classificazioni dell´evidenza scientifica: "non classificabile" e "probabilmente non cancerogeno per l´uomo", ma il gruppo di lavoro del NIEHS ha ritenuto che vi fosse abbastanza evidenza per eliminare queste categorie.
"Possibile cancerogeno per l´uomo" è una classificazione usata per denotare un agente per il quale esista una limitata evidenza di cancerogenicità nell´uomo ed un´evidenza meno che sufficiente negli animali da esperimento. Quindi la classificazione è basata sulla solidità dell´evidenza scientifica, non su quanto l´agente sia cancerogeno, ovvero su quanto elevato sia il rischio.
Quindi "possibile cancerogeno per l´uomo" significa che esiste una limitata evidenza credibile che suggerisca che l´esposizione a campi ELF può provocare il cancro. Mentre non si può escludere, in base all´evidenza disponibile, che l´esposizione a campi ELF causi il cancro, sono necessarie ulteriori ricerche, focalizzate e di alta qualità, per risolvere il problema.
La conclusione del gruppo di lavoro del NIEHS si basava soprattutto sul fatto che quegli studi epidemiologici che suggeriscono che la residenza in prossimità di elettrodotti dia luogo ad un aumento del rischio di leucemia infantile mostrano una certa coerenza. Elementi a sostegno di questa associazione sono stati trovati negli studi che collegavano l´incidenza di leucemia infantile alla vicinanza alle linee ed ai campi magnetici nelle case, questi ultimi misurati nell´arco di 24 ore. Inoltre, il gruppo di lavoro ha trovato una limitata evidenza di un aumento anche dei casi di leucemia linfatica cronica in ambienti di lavoro.
E´ opportuno sottolineare che il gruppo di esperti ha analizzato
anche una lunga serie di effetti sanitari diversi dal cancro; nel
giudizio del gruppo per nessuno di questi l´evidenza scientifica
raggiungeva il livello di adeguata.
Due studi epidemiologici particolarmente importanti per le
dimensioni e per la metodologia impiegata sono stati pubblicati
dopo il rapporto NIEHS (Linet et al. 1998; McBride et al. 1999). I
loro risultati sembrano indebolire l´ipotesi di una cancerogenicità
dei campi magnetici, ma nessun gruppo di lavoro ha finora
effettuato, o aggiornato, una revisione critica della letteratura
che tenga conto di questi due contributi. Si deve peraltro
sottolineare che in un prossimo futuro è attesa la pubblicazione
dei risultati di uno studio epidemiologico britannico di grande
rilevanza. Entro breve tempo sono attese anche le conclusioni di un
gruppo di studio europeo incaricato di analizzare congiuntamente,
nei limiti consentiti da protocolli di indagine diversi, i dati
degli studi svolti fino ad ora.
E´ verosimile che enti governativi e organizzazioni internazionali
attendano questi risultati, oltre a quelli di studi di altra natura
(in vitro e in vivo) tuttora in corso, per commissionare nuove
valutazioni di sintesi, su basi più consistenti. In particolare,
nell´ambito del progetto più volte citato, l´OMS prevede nel 2001
una valutazione (effettuata congiuntamente alla IARC) degli effetti
cancerogeni dei campi ELF, mentre nel 2002 seguirà una valutazione
di altri possibili effetti sanitari.
Campi Elettromagnetici a Radiofrequenze e Microonde
Il promemoria n.183 dell´OMS Campi elettromagnetici e salute pubblica. Effetti sanitari dei campi a radiofrequenza si conclude con le seguenti osservazioni:
Le stesse valutazioni sono riportate nel Promemoria n.193 Campi
elettromagnetici e salute pubblica. I telefoni mobili e le loro
stazioni radiobase che, come il titolo indica, tratta il problema
specifico della telefonia cellulare, particolarmente sentito dal
pubblico.
A tale riguardo è di tutta evidenza che le preoccupazioni dei
cittadini nascono molto più dalle antenne fisse per il servizio
(tecnicamente indicate come stazioni radio base) che dal telefono
in sé, nonostante quest´ultimo esponga l´utente a campi molto più
intensi.
Per quanto riguarda le stazioni radio base, alle conclusioni sopra
riportate in merito alla pericolosità dei campi elettromagnetici a
radiofrequenza in generale, se ne devono aggiungere altre relative
alle particolari condizioni di esposizione. Le caratteristiche di
direzionalità dei fasci emessi e le basse potenze di uscita fanno
sì che i livelli di campo in tutte le reali situazioni di
esposizione siano estremamente bassi, tali da non prefigurare allo
stato attuale delle conoscenze effetti biologici significativi.
Queste considerazioni, espresse in un articolo del Notiziario ISS
nel 1996, praticamente coincidono con quelle successive
dell´Istituto Svedese di Protezione dalle Radiazioni.
Importanti ricerche sono in atto o in programma per il prossimo
futuro. Tra queste sembra opportuno segnalare uno studio
epidemiologico sull´associazione tra l´uso di telefoni cellulari e
tumori della testa e del collo. Allo studio, coordinato dalla IARC,
partecipano gruppi di ricerca di 14 paesi, tra cui l´Italia.
Sulla base di questi studi, l´OMS e la IARC effettueranno nel 2003
una valutazione degli effetti cancerogeni dei campi
elettromagnetici a radiofrequenza, mentre per il 2004 è prevista la
valutazione di eventuali altri effetti sulla salute.
Sull´argomento legge anche:
Aspetti sanitari dell´esposizione a campi elettromagnetici, di Paolo Vecchia - Istituto superiore della Sanità. 2005 (pdf 726 kb)
IARC Monographs on the
Evaluation of Carcinogenic Risks to Humans (inglese)
(pdf 16 kb)
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