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Già i cellulari di moderna generazione GSM/EDGE e UMTS
consentono di visualizzare immagini televisive, mediante una
trasmissione "unicast", in cui ciascun utente riceve una propria
copia del programma televisivo di interesse.
Con questa modalità, tuttavia, le frequenze disponibili possono
essere utilizzate contemporaneamente da parte di pochi utenti che
si trovano nella stessa area ed inoltre le batterie dei cellulari
sono soggette ad un rapido scaricamento.
Per ovviare a questi inconvenienti si è fatta strada la soluzione
tecnologica del DVB-H, acronimo di Digital Video Broadcasting
Handheld, standard europeo per la diffusione dei segnali televisivi
su terminali mobili, che rappresenta un´evoluzione del DVB-T.
Dalla necessità per gli operatori di broadcasting televisivo
(emittenti) di servire gli utenti dotati di terminali mobili, sia
in condizioni outdoor (al di fuori degli edifici), sia in
condizioni indoor (dentro agli edifici), è derivata l´esigenza di
integrare la rete esistente di ripetitori televisivi, sia in
analogico che in digitale, con nuovi sistemi di trasmissione
diffusi capillarmente sul territorio e con caratteristiche analoghe
(basse potenze di emissione, dell´ordine delle decine di watt) a
quelle delle reti radiomobili cellulari della telefonia mobile, in
particolare del servizio UMTS, ma ovviamente in bande di frequenza
diverse, proprie della televisione analogica e digitale (UHF e VHF)
e con guadagni inferiori (5-10 dBi).
Questa integrazione sta avvenendo con l´installazione di antenne
dedicate (in genere a pannello o omnidirezionali), in
corrispondenza di siti SRB esistenti (co-siting), attraverso
opportuni accordi commerciali tra gli operatori di broadcasting ed
i gestori della telefonia mobile, ciò anche al fine di limitare
l´impatto estetico e architettonico e l´occupazione fisica del
territorio con nuove strutture edilizie. Questa non è comunque
l´unica modalità di realizzazione del DVB-H, in quanto l´iniziativa
per l´installazione di tali sistemi può essere adottata anche
direttamente dai gestori della telefonia, in seguito
all´acquisizione delle frequenze di emittenti televisive ed
eventualmente delle relative installazioni già esistenti, da
integrare con la tecnologia DVB-H.
A questo proposito va detto che non esiste ancora una disciplina
specifica in merito alla titolarità dei diritti di installazione ed
esercizio di tali sistemi, essendosi da poco conclusa la fase di
consultazione tra i soggetti interessati avviata dall´Autorità per
le Garanzie al fine di regolamentare la materia.
Attraverso il DVB-H si vengono a creare sinergie tra il mondo della
televisione quello della telefonia mobile, che si risolvono in un
aumento del numero di servizi offerti all´utente, attraverso la
bi-direzionalità della comunicazione propria delle reti mobili
cellulari, rendendo possibile non solo la diffusione di programmi
tv agli utenti sui cellulari, ma anche, all´inverso, la
trasmissione di informazioni dall´utente alle reti televisive
(interattività).
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