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Le stazioni radio base (SRB) sono gli impianti della telefonia
mobile che ricevono e ritrasmettono i segnali dei telefoni
cellulari, consentendone il funzionamento.
La propagazione di questi segnali avviene in bande di frequenza
diverse, tra i 900 e i 2100 MHz, a seconda del sistema tecnologico
utilizzato (GSM, DCS e
UMTS).
Una caratteristica fondamentale delle trasmissioni per telefonia
cellulare, diversamente da quelle per la diffusione
radiotelevisiva, è la bi-direzionalità delle comunicazioni che
avvengono tra la rete radiomobile costituita dalle SRB installate
in una determinata area ed i terminali mobili (telefoni cellulari)
degli utenti.

Gli operatori telefonici (gestori) attualmente sul mercato per il traffico pubblico sono quattro: Tim (ora Telecom Italia), Vodafone, Wind e Tre (H3G); i primi tre offrono servizi con tecnologia GSM (900 MHz), DCS (1800 MHz) e UMTS (2000 MHz), mentre l´operatore Tre è esclusivamente dedito al servizio cellulare di terza generazione UMTS.
A Dicembre 2005 sono scadute le licenze per l´utilizzo dei sistemi analogici di prima generazione E-TACS (900 MHz), impiegati solo da Telecom Italia.
Le SRB sono distribuite sul territorio in maniera capillare in funzione della densità di popolazione, essendo prevalentemente concentrate nelle aree urbane densamente abitate. A seconda del numero di utenti serviti, le SRB sono distanziate tra loro di poche centinaia di metri nelle grandi città fino a diversi chilometri nelle aree rurali.
Ogni SRB è in grado di servire una porzione di territorio limitata, detta "cella", le cui dimensioni dipendono dalla densità degli utenti da servire nell´area, dall´altezza delle installazioni, dalla potenza impiegata e dalla tipologia dell´antenna utilizzata (come da figure).


Le SRB hanno una diffusione capillare sul territorio in funzione
del numero di utenti per far fronte al problema delle molteplici
attenuazioni generalmente presenti in ambiente urbano e non (muri,
vegetazione, ecc) e per ottimizzare l´utilizzo delle risorse di
frequenza disponibili.
Una SRB di un determinato gestore è costituita da uno o più sistemi
di diversa tecnologia (GSM, DCS, UMTS) - e quindi diverso range
assegnato di frequenza in trasmissione e ricezione, detti
servizi.
A loro volta, i vari servizi sono composti da una, due o più
frequentemente, almeno in ambiente urbano, tre antenne trasmissive,
dette celle, diversamente orientate nello spazio al fine di
garantire la copertura del servizio nell´area circostante. Le
antenne dei vari servizi orientate nelle diverse direzioni dello
spazio sono anche dette settori.
Le antenne delle SRB tradizionali sono generalmente montate su
tralicci o pali o sostegni di altro tipo, quali torri di
acquedotti, ecc., installati sul terreno, oppure ancora su paline
fissate al tetto di edifici.
Le altezze di installazione risultano di norma comprese tra 15 e 50
metri.
Su una stessa struttura possono essere presenti più SRB di diversi
gestori (co-siting).
Le installazioni inoltre possono essere fisse o mobili; queste
ultime, in genere costituite da pali cosiddetti carrellati, hanno
carattere provvisorio, essendo legate ad esigenze di servizio
particolari (manifestazioni, fiere, aree soggette a flusso
turistico stagionale).
In alcune zone dei centri urbani, alle SRB di tipo
tradizionale si affiancano quelle micro e pico-cellulari, ossia
sistemi a corto raggio d´azione che garantiscono la copertura del
servizio nella aree a maggior traffico telefonico (microcelle) e
negli ambienti interni (picocelle: estensori di copertura).
Tali sistemi sono caratterizzati da un minor impatto visivo
rispetto alle normali SRB e dall´uso di potenze estremamente basse
che permettono installazioni anche a pochi metri dal suolo (circa 3
metri), in genere sulla parete di edifici o all´interno di
insegne.
Nelle SRB, accanto alle antenne trasmissive sono frequentemente
presenti parabole per i collegamenti punto-punto
(ponti radio) al
servizio delle stesse SRB.
Le potenze impiegate dalle stazioni radio base variano da qualche
milliwatt (nel caso delle micro e pico-celle) ad alcune decine (al
massimo un centinaio) di Watt, in base al numero ed alla tipologia
di servizi presenti.
Questa tipologia di impianti opera con potenze in ingresso ridotte
per il principio di funzionamento che li contraddistingue; essendo
infatti la comunicazione bidirezionale, un aumento della potenza di
trasmissione non consentirebbe di migliorare la qualità del
servizio in entrambe le direzioni di comunicazione, ma soltanto in
un senso (dalla SRB al cellulare e non viceversa).
Il grado di copertura di una determinata area (inteso come qualità
sia della trasmissione che della ricezione), oltre che dalla
densità degli impianti presenti, dipende anche dalle
caratteristiche tecniche delle antenne utilizzate.
Tali antenne emettono onde elettromagnetiche in un fascio di
irradiazione molto stretto sul piano verticale che si estende
invece orizzontalmente quasi parallelamente al terreno permettendo
di raggiungere anche gli utenti lontani.
Per questo, nelle aree immediatamente al di sotto delle antenne,
contrariamente a quanto si pensa comunemente, i livelli di campo
elettromagnetico generati sono molto contenuti, così come anche in
generale al livello del terreno in tutta l´area circostante.
I livelli di emissione di una SRB non sono comunque costanti, ma
variano nel tempo in funzione della distanza dei terminali serviti
e del numero di utenti del servizio (tipicamente sono più bassi
nelle ore notturne). Si rileva in genere una ciclicità giornaliera
ed anche settimanale i cui andamenti dipendono anche dalla
tipologia e destinazione d´uso dell´area di territorio interessata
(es. residenziale, commerciale ecc.)
In generale comunque l´altezza delle installazioni, le potenze
impiegate e la tipologia delle antenne utilizzate, fanno si che
nelle aree circostanti gli impianti per telefonia mobile i valori
di campo elettromagnetico risultino ampiamente al di sotto dei
valori di riferimento normativo.
Alcuni gestori della telefonia mobile impiegano anche sistemi a rete di tipo Wireless (Punto-Multipunto), e permettono una comunicazione a maggior capacità e velocità e sono costituiti da Master Station, posizionate in corrispondenza di SRB esistenti o in siti appositamente individuati ed in comunicazione con un certo numero di Terminal Station, assimilabili a ponti radio.
Oltre alle reti mobili ad uso pubblico, sul territorio esistono anche reti ad uso privato (PMR), come quella interna di RFI (Rete Ferroviaria Italiana, Gruppo FS), al servizio esclusivo dei dipendenti delle Ferrovie, che opera con una tecnologia particolare (detta GSM-R - 900 MHz) ed è costituita da impianti installati per lo più a ridosso delle linee ferroviarie.
In Regione Emilia-Romagna è inoltre attiva dal 2004 la rete radiomobile digitale ad uso privato al servizio dell´Amministrazione regionale (rete Tetra), inizialmente dedicata ai servizi di emergenza (118, Protezione Civile, Polizia Municipale e Provinciale, ecc) e che verrà estesa in futuro anche ad altri servizi di pubblica utilità (corpo forestale, monitoraggio ambientale, trasporto pubblico, controllo del territorio, etc.); tale rete è costituita da impianti trasmittenti operanti a frequenze comprese tra 450 MHz e 470 MHz e da parabole di collegamento.
Infine attualmente si stanno diffondendo sul territorio i sistemi DVB-H che collegano il mondo della telefonia mobile a quello della televisione digitale, instaurando nuove sinergie che si traducono in un ampliamento dei servizi offerti.
Altre tecnologie:
- Sistemi Wi-Fi
- Sistemi Wi-Max
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