Uso efficiente dell´energia, risparmio energetico, sviluppo delle fonti rinnovabili, riqualificazione del sistema elettrico. E ancora, nuove tecnologie nell´industria, certificazione energetica degli edifici, sviluppo dei servizi di energy management.
Derivato dalla Legge regionale 26 del 2004 (prima in Italia ad affrontare, a livello regionale, la complessità della questione energetica), il PER si muove sulla linea del "Protocollo di Kyoto " che impone la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (6 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti). Per concorrere a questo risultato, il Piano definisce gli obiettivi di risparmio energetico dei diversi settori (il settore residenziale contribuisce per un terzo, il settore dei trasporti per il 40%, l´industria per il 25%) e prevede un primo stanziamento regionale di 90 milioni di euro in tre anni.
Il Piano non parte da zero. Ricordiamo l´avvenuta trasformazione del parco termoelettrico regionale con l´adozione delle nuove tecnologie ad alta efficienza alimentate a metano, in sostituzione delle vecchie centrali alimentate ad olio combustibile. Ciò ha prodotto, oltre che una riduzione del 50% delle emissioni inquinanti per kWh prodotto, un significativo aumento di energia prodotta, portando in pareggio il bilancio elettrico regionale che segnava un deficit del 60% solo nel 1998.
Sul fronte della produzione la strada indicata è quella di sviluppare le fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico, idroelettrico, geotermia, biomasse) e gli impianti di "generazione distribuita" ad alta efficienza basati sulla tecnologia della cogenerazione di piccola taglia e del teleriscaldamento.
In assenza di interventi correttivi, l´Emilia Romagna, con un consumo interno annuo oggi pari a 18 milioni di TEP (di cui il 70% d´importazione) rischierebbe di trovarsi sempre più dipendente da fonti esterne, con rischi di black out e con una situazione ambientale in continuo peggioramento.
Gli strumenti di intervento per la attuazione del PER riguardano innanzitutto l´emanazione di nuove norme sul rendimento energetico degli edifici, con standard più stringenti rispetto al passato nonché di un sistema di incentivi per l´accelerazione degli interventi di razionalizzazione energetica, per la promozione di servizi avanzati, di formazione e di informazione. Si prevede inoltre di introdurre la certificazione energetica degli edifici e si stabilisce che negli insediamenti pubblici, l´approvvigionamento energetico avvenga valorizzando al massimo le fonti rinnovabili. A tal fine la Regione avvierà un piano per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici e contribuirà ad introdurre nelle procedure di appalto nuove norme di risparmio energetico.
Il Piano punta allo sviluppo delle aree "ecologicamente attrezzate", dotate di impianti e servizi energetici comuni mentre, per il settore agricoltura, viene previsto un nuovo programma per l´"agroenergia" a partire dalle esigenze poste dalla riconversione del settore bieticolo-saccarifero.
Un ruolo decisivo è poi assegnato alle politiche per la razionalizzazione energetica del settore dei trasporti, a partire dalla sostituzione del trasporto su gomma con il trasporto su ferro.
Lo sforzo maggiore che deve essere compiuto riguarda l´innovazione. Nelle imprese affinché, collaborando con Università e centri di ricerca, si possano realizzare sistemi e servizi ad alta efficienza energetica. Nella PA affinché sia in grado di assicurare procedure amministrative e autorizzative, semplici, trasparenti, non discriminatorie, nel rapporto tra energia e ambiente, tenuto conto della sensibilità per la tutela dell´ambiente che è propria della società regionale.
(Fonte: ERMEs Energia)
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