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Effetti sulla salute
(6/9/2007)
L´INALAZIONE E LA DEPOSIONE DELLE POLVERI NELL´APPARATO RESPIRATORIO
La quantità di polveri che vengono inalate dall´individuo
dipendono:
- dalla concentrazione di particelle nell´aria,
- dalla velocità e direzione di spostamento dell´aria vicino
all´individuo
- dalla sua frequenza respiratoria
- dal tipo di respirazione (nasale od orale).
Le particelle liquide o solubili possono essere assorbite dai
tessuti in qualsiasi punto dove si depositano e provocare dei danni
intorno a tale punto, se sono corrosive o radioattive o in grado di
avviare qualsiasi azione locale.
Le particelle insolubili possono essere trasportate, in base alle
loro dimensioni, verso altre parti del tratto respiratorio o del
corpo, dove possono essere assorbite o provocare danni
biologico.
L´ARIA INQUINATA CAUSA MALATTIE?
Non vi sono più dubbi sul fatto che l´inquinamento
atmosferico rappresenti un rischio per la salute umana,
pur se, ancor´oggi, per molte delle sostanze nocive facenti parte
della miscela complessa che costituisce l´inquinamento atmosferico
gli effetti non sono del tutto noti.
L´inquinamento atmosferico non agisce soltanto sull´apparato
respiratorio; infatti batteri, virus e allergeni come i pollini, o
le sostanze contenute nel fumo di tabacco possono causare anche
altri disturbi a livello più generale così come le sostanze
inquinanti presenti nell´aria.
Ad esempio, gli idrocarburi volatili e il monossido di carbonio
penetrano nei polmoni e raggiungono il cervello ed altri organi
tramite il sangue, così come le particelle di metalli di dimensioni
piccolissime raggiungono il sangue e si possono depositare nelle
ossa, nei denti e nei reni. Già piccole quantità di piombo hanno
effetti sulle facoltà cerebrali dei bambini. Il particolato infine
provoca effetti anche sul sistema cardiocircolatorio.
Le vie respiratorie possiedono una serie di "meccanismi
di difesa" contro le sostanze estranee che penetrano in
esse.
Le vie aeree superiori sono rivestite da una mucosa, costituita
soprattutto da cellule cigliate (munite cioè di piccolissimi
peluzzi) e di cellule caliciformi (che secernono muco).
Le ciglia delle cellule si muovono a onda, in modo coordinato;
cosi´ trasportano la sottile patina di muco e le sostanze estranee
che vi restano attaccate verso la cavità orale, dove vengono
inghiottite.
Inoltre fra le cellule della mucosa vi sono le terminazioni di
finissime fibre nervose le quali possono essere irritate dalle
sostanze nocive presenti nell´aria, e possono determinare una
contrazione della muscolatura dei bronchi, un aumento della
secrezione di muco e provocare la tosse.
Negli alveoli, cioè le parti più profonde dei polmoni, la funzione
di ripulitura non è più svolta da queste cellule, ma da altre
cellule chiamate macrofagi (o cellule spazzine) che mangiano e
smaltiscono i batteri penetrati nell´organismo, nonché i resti di
cellule distrutte.
Le sostanze nocive che penetrano nelle vie aeree possono, sia a seguito di esposizioni acute (cioè di breve durata) che di esposizioni croniche, danneggiare in vario modo tutti questi meccanismi di difesa.
GLI EFFETTI SULLA SALUTE DELLE PARTICELLE SOSPESE
Esiste un livello di esposizione a particelle in sospensione al
di sotto del quale non ci sono effetti avversi sulla salute della
popolazione?
Gli studi epidemiologici hanno evidenziato una relazione
lineare fra l´esposizione a particelle ed effetti sulla
salute.
Vale a dire, che quanto più e´ alta la concentrazione di particelle
nell´aria tanto maggiore è l´effetto sulla salute della
popolazione.
Allo stato attuale delle conoscenze, secondo l´Organizzazione
Mondiale della Sanità non e´ possibile fissare una soglia di
esposizione al di sotto della quale certamente non si verificano
nella popolazione degli effetti avversi sulla salute. Per questo
motivo, l´OMS non fornisce un valore guida di riferimento per le
particelle, ma indica delle "funzioni di rischio" per i diversi
effetti sulla salute.
Tali funzioni quantificano l´eccesso di effetto avverso per la
salute che ci si deve aspettare per ogni incremento unitario delle
concentrazioni di PM10 o di PM2,5.
Recenti studi indicano inoltre che l´esposizione acuta a particelle in sospensione contenenti metalli (come le particelle derivanti dai combustibili fossili usati come carburanti) possono causare un vasto spettro di risposte infiammatorie nelle vie respiratorie e nel sistema cardiovascolare (danneggiamento cellulare e aumento della permeabilità cellulare), verosimilmente in relazione alle loro componenti metalliche.
Nelle persone sensibili (come gli asmatici e le persone con malattie polmonari e cardiache preesistenti), c´è ragione di temere un peggioramento della meccanica respiratoria (diminuzione della funzione polmonare) ed uno scatenamento di sintomi (es.tosse o un attacco di asma), nonché un´alterazione dei meccanismi di regolazione del cuore e della coagulazione del sangue.
Nell´ultimo decennio, numerosi studi epidemiologici hanno
evidenziato un´associazione tra i livelli di inquinanti atmosferici
a cui la popolazione è normalmente esposta nelle città ed una serie
di effetti negativi sulla salute.
Tali studi sono stati condotti in numerosi Paesi del mondo, con
criteri rigorosamente scientifici ed hanno fornito risultati
riproducibili.
Nella maggior parte di questi studi l´inquinamento atmosferico e´
stato determinato dalla presenza nell´aria delle particelle in
sospensione, di ossidi di azoto (NOx), di anidride solforosa (SO2)
e di monossido di carbonio (CO).
Tuttavia, nell´insieme degli studi, le particelle in sospensione (e
soprattutto le frazioni di più piccole dimensioni come il PM10 e il
PM2,5) sono risultate l´indicatore di qualità dell´aria più
consistentemente associato con una serie di effetti avversi sulla
salute.
Gli studi hanno evidenziato un eccesso misurabile di esiti
clinici dell´inquinamento da particelle.
Tali effetti sono sia di tipo acuto, ossia si
manifestano nella popolazione nei giorni in cui la concentrazione
degli inquinanti è più elevata (aggravamento di sintomi respiratori
e cardiaci in soggetti predisposti, infezioni respiratorie acute,
crisi di asma bronchiale, disturbi circolatori e ischemici),
sia di tipo cronico, ossia si presentano per
effetto di un´esposizione di lungo periodo (sintomi respiratori
cronici quale tosse e catarro, diminuzione della capacità
polmonare, bronchite cronica, ecc.).
Inoltre studi condotti negli Stati Uniti ed in molti Paesi europei
hanno evidenziato un´associazione fra i livelli di inquinanti
atmosferici e il numero giornaliero di morti o di ricoveri in
ospedale per cause respiratorie e cardiovascolari.
La tabella riassume le conseguenze sulla salute dell´inquinamento atmosferico, a breve e a lungo termine, stimati per un aumento di 10 µg/m3 della concentrazione di PM10; questi dati sono basati sulla letteratura epidemiologica attualmente disponibile.
IMPATTO SANITARIO DELL´INQUINAMENTO ATMOSFERICO
Incremento percentuale nella frequenza dei fenomeni sanitari in una città all´aumentare di 10 µg/m3 di PM10 (Da Linee guida sulla qualità dell´aria OMS 2000).
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