LP5 Azione 3
MODELLI IN VITRO PREDITTIVI DEL RISCHIO CANCEROGENO
Obiettivo dell´azione
La valutazione tossicologica di miscele complesse correlate all´inquinamento ambientale può essere attuata mediante l´ausilio di modelli cellulari in vitro. Questo approccio consente di analizzare miscele reali estratte da diverse matrici ambientali, di valutare le relazioni dose-risposta e di identificare marcatori biomolecolari direttamente correlati con l´esposizione. Tutto ciò, oltre a permettere di delineare un profilo tossicologico della miscela e a descriverne le interazioni tra le diverse componenti, rende più attendibile la stima del rischio per la salute umana, quando non siano disponibili dati di evidenze epidemiologiche. La scelta dei modelli, però, deve includere parametri che siano in accordo con una corretta estrapolazione del rischio, deve basarsi su test convalidati, possibilmente rappresentativi di organi bersaglio dell´esposizione e descrittivi delle patologie acute e croniche che ne sono diretta conseguenza.
Risultati attesi
Descrizione dell´attività citotossica e potenzialmente cancerogena di campioni d´aria possibilmente interessati dalla presenza di inceneritori.
Descrizione dell´attività
L´esperienza recente, maturata nella seconda campagna di monitoraggio del termovalorizzatore di Granarolo dell´Emilia, e i dati di letteratura mostrano che il modello BALB/c 3T3 può essere utilmente impiegato per delineare un profilo tossicologico dei campioni di aria prelevati nelle aree circostanti l´impianto di termovalorizzazione e per descrivere i danni a breve termine (tossicità) e a lungo termine (cancerogenicità). Il modello BALB/c 3T3 si basa sull´utilizzo di fibroblasti murini, adattati alla crescita in piastra, dove formano un monostrato continuo di cellule. Il trattamento con agenti cancerogeni induce trasformazione cellulare, le cellule perdono l´inibizione da contatto e la capacità di crescere adese ad un substrato, formando strutture che, per morfologia, modalità di crescita e caratteristiche biomolecolari, ben rappresentano la formazione di un tumore in vivo. Tali strutture maligne, denominate foci, forniscono una stima qualitativa e quantitativa delle potenzialità cancerogene dell´agente esaminato. Il test ha una buona predittività, specificità e sensibilità ed è internazionalmente riconosciuto, e in via di definitiva convalidazione, come un ottimo saggio di screening per cancerogeni.
In ogni esperimento saranno saggiati:
- pool dei campioni raccolti durante tutte le campagne realizzate dalla Linea progettuale 2 relativamente al PM 2.5 campionato nei punti di massima e minima ricaduta dell´inceneritore, nell´area urbana e nell´area rurale (1 campione per tipo di filtro per sito per un totale di max 12 campioni)
- uno standard internazionale di riferimento (SRM 1649a);
- due controlli negativi (cellule non trattate, cellule trattate con solvente-veicolo);
- due controlli positivi (cancerogeni benzo(a)pirene e 1,2-dibromoetano).
Gli studi iniziali verranno eseguiti con una sola dose. Studi di relazione dose-risposta verranno allestiti successivamente. Di seguito è riportato lo schema operativo adottata nella presente azione.
L´azione si articola nelle seguenti attività elementari:
1. Messa a punto dei metodi e pianificazione coordinata delle attività;
2. Test di citotossicità e valutazione degli effetti acuti della miscela
3. Test di trasformazione e valutazione degli effetti cronici della miscela
4. Determinazione del profilo tossicologico e valutazione della relazione dose-risposta della miscela

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