Organizzazione di un sistema di sorveglianza ambientale e valutazione epidemiologica nelle aree circostanti gli impianti di incenerimento in Emilia-Romagna

Aumenta la produttività dei termovalorizzatori italiani

Il secondo Rapporto sul recupero energetico da rifiuti urbani in Italia, di Enea e Federambiente, detta le cifre del sistema impiantistico nazionale: energia elettrica + 20%, energia termica + 35 per cento

24/06/2009

Sono 51 gli impianti di incenerimento attivi in Italia, e 49 di questi sono a pieno titolo termovalorizzatori, ovvero il loro funzionamento permette di produrre energia elettrica. Tra questi, 11 sono anche in grado di produrre energia termica che fa funzionare reti di teleriscaldamento.

Guardandoli da questo punto di vista, si direbbe che i rifiuti possano rappresentare una vera e propria risorsa, se trattati adeguatamente. È quanto emerge dal secondo Rapporto sul recupero energetico da rifiuti urbani in Italia, realizzato in collaborazione da Enea e Federambiente.

Il triennio che separa le due indagini è un lasso di tempo sufficiente per valutare le tendenze del settore che se ha mantenuto pressoché invariato il numero di impianti (da 52 a 51), ha per contro registrato un aumento della capacità annua di trattamento di circa il 12,4% ed è ora attestato su 5,98 Mt. Analogamente, è aumentata la potenza elettrica installata, passata da 536 a 587 MW. Sintomatico del fatto che gli impianti italiani sono passati in tre anni da una capacità media di circa 102.000 t/a a circa 117.000 t/a.

In sintesi, per quanto attiene i risultati raggiunti dal sistema impiantistico nazionale, è interessante rilevare come la produzione di energia elettrica sia cresciuta del 20% e quella di energia termica del 35 per cento.




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