Termovalorizzatore più potente, ma emissioni invariate
In corso d’opera l’ammodernamento della centrale termoelettrica della Caviro, a Faenza. Le nuove caldaie soddisferanno interamente il fabbisogno di vapore ed energia dell’azienda
16/09/2009Caviro, azienda operante nel settore vitivinicolo nazionale, sta realizzando alcuni interventi di ammodernamento della propria centrale termoelettrica di Faenza (Ravenna). Si tratta in particolare della sostituzione di due vecchie caldaie, rispettivamente da 19 e 25 t/h, e dell´installazione di un impianto di essiccazione vinaccia con una nuova caldaia da 50 t/h di vapore. La centrale Caviro produce energia elettrica e vapore contemporaneamente, utilizzando fonti che per circa il 90% sono di origine vegetale. L´impianto, in pratica, sarà alimentato con 120 mila tonnellate annue di biomasse e, se attualmente Caviro ritira 80 mila tonnellate di vinacce, 15 mila di potature, 13 mila di Cdr (il Combustibile derivato da rifiuti), l´incremento previsto riguarderà il ricorso alle potature. Il Cdr smaltito rimarrà nell´ordine del 10, 8%.
L´investimento, di circa 40 milioni di euro, permetterà a Caviro di raggiungere l´autosufficienza energetica, mantenendosi ampiamente entro i limiti di legge previsti per l´emissione degli inquinanti più pericolosi. Stefano Dagnino, AD Caviro Distillerie, in una recente intervista ha precisato che è prevista anche "l´installazione di un impianto di trattamento estremamente avanzato e ad ampio spettro di trattamento degli inquinanti", analogo a quelli adottati da impianti che utilizzano combustibili ben più inquinanti. Grazie a questo sistema, tutte le emissioni dei principali inquinanti verranno ridotte del 30% rispetto agli attuali limiti autorizzativi, anche perché verranno chiusi i vecchi camini. I dati relativi alle emissioni del nuovo impianto sono rintracciabili nelle autorizzazioni rilasciate dalla Provincia, dall´Arpa e dall´Ausl.
Nonostante le rassicurazioni dell´azienda, però, il Comitato per il no all´inceneritore è preoccupato per la concentrazione nella zona di numerose industrie dotate di caldaie ad alta potenza e di impianti a recupero di energia, ritenuti fonti di emissioni malsane e spesso maleodoranti. Il Comitato, inoltre, contesta anche la reale aderenza di quanto sta accadendo all´interno del cantiere di Caviro con le autorizzazioni rilasciate dalla Provincia, senza contare che quattro anni fa le firme di 10 mila cittadini bloccarono la realizzazione di un impianto simile che ora invece, teme il Comitato, sta nascendo senza difficoltà. Contrari anche gli Amici di Beppe Grillo e l´associazione Fuori dal Coro: secondo loro la salute dei cittadini e quella dell´ambiente sono a rischio a causa delle alte temperature raggiunte durante la combustione. Inoltre, il capogruppo Ltf-Udc del Comune, Gilberto Bucci, si è detto perplesso per la difformità del progetto in esecuzione rispetto a quanto contenuto nella richiesta di screening presentata tempo fa.
Di fronte a tante critiche, l´assessore alle Politiche ambientali, Stefano Argnani, ha ricordato che l´azienda aveva tre anni di tempo per realizzare il progetto sottoposto nel 2007 alla Provincia e che, pertanto, non c´è da stupirsi che "alcuni interventi siano attualmente in corso". Sottolineando come non siano state chieste da Caviro variazioni rispetto al progetto originale, l´assessore ha inoltre ribadito che tutte le opere da realizzare devono rispettare le "norme stabilite per tutelare la qualità del territorio, che impongono di non peggiorare la situazione preesistente e sono state a suo tempo verificate in base alla Valutazione di impatto ambientale, fino all´autorizzazione definitiva concessa dalla Provincia". Il Sindaco di Faenza, Claudio Casadio, ha ricordato che "sulle emissioni Caviro era già in possesso di tutte le autorizzazioni" e che quindi "non poteva esserci un´autorizzazione che presentasse un saldo negativo".
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