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Aereo algerino caduto a Piacenza: non c'è stata contaminazione

Le misure compiute da Arpa nell'area alla periferia di Piacenza nella quale è caduto l'aereo C130 algerino domenica 13 agosto hanno scongiurato l'ipotesi di una contaminazione da materiale radioattivo.
Hercules C-130

L'area alla periferia di Piacenza nella quale è caduto l'aereo C130 algerino domenica 13 agosto non è stata contaminata da materiale radioattivo. Le misure eseguite dai tecnici di Arpa della Sezione provinciale di Piacenza, nella zona dello schianto e sui rottami dell'aereo, non hanno riscontrato alcuna presenza di radioattività.

L'allarme iniziale sulla possibilità che la zona potesse essere stata contaminata da materiale radioattivo era stato lanciato dopo l'incidente, in quanto alcune versioni dell'Hercules C130 utilizzano, come contrappeso nel timone e negli alettoni del timone di coda, uranio impoverito (uranio 238).

Dal sopralluogo di Arpa Emilia-Romagna è emerso che tali sezioni dell'aereo sono comunque rimaste integre e non sono state sottoposte a temperature elevate, dato che il comandante, deceduto come gli altri 2 membri dell'equipaggio, ha scaricato il carburante prima dell'impatto, evitando l'esplosione.

In attesa di conoscere dai dati del costruttore del velivolo se i contrappesi fossero realmente in uranio impoverito, come supposto in un primo momento, o più probabilmente in tungsteno, Arpa sta proseguendo gli accertamenti, controllando e prelevando campioni di terreno nelle aree nelle quali è caduto il kerosene rilasciato dall'aereo, per valutare eventuali contaminazioni da idrocarburi. (AM)






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