Il commento dell´allergologo pubblicato nel sito tematico dei pollini di ARPA Emilia-Romagna, contiene indicazioni sanitarie ed approfondimenti importanti, in relazione ai pollini di maggiore interesse nel periodo considerato. La realizzazione di tale sezione, con commenti aggiornati a cadenze stabilite, è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra ARPA-SIMC ed AAITO Emilia-Romagna (Associazione Allergologi Immunologi Territoriali ed Ospedalieri).
Commento dell´allergologo (12 maggio
2011)
a cura della dott.ssa Eleonora Savi, U.O.
Allergologia - Ospedale G. Da Saliceto (PC).
La diagnostica molecolare e la scelta dell´immunoterapia
specifica
La diagnostica allergologica molecolare
permette di evidenziare la sensibilizzazione cioè la presenza di
IgE non tanto verso una fonte allergenica, esempio graminacee,
betullacee, ma verso le singole componenti allergeniche di cui la
fonte è composta. Gli allergeni e i pollini in particolare, sono
composti di varie molecole: alcune specifiche e peculiari di quel
polline, quindi più importanti dal punto di vista allergologico
poiché esprimono la vera sensibilizzazione ad esso; altre molecole
che si possono definire "minori" e sono comuni a vari pollini come
graminacee, betulacee, olivo e parietaria e che sono presenti anche
negli alimenti vegetali. Queste ultime si possono definire come
pan-allergeni e sono i le Calcium Binding Protein (C.B.P.) e le
Profiline.
La sensibilizzazione verso un pan allergeni induce quindi
positività ai test allergometrici verso tutti i pollini che lo
contengono, con un effetto confondente nella diagnosi. Quindi la
diagnostica molecolare permette di individuare con precisione la/le
molecole allergeniche sensibilizzanti; la positività ad una
molecola "genuina", cioè specifica di un polline, permette insieme
ai dati dell´anamnesi e ai dati clinici, di indirizzare la scelta
del paziente che deve fare l´immunoterapia specifica e con quale
allergene eseguire la medesima terapia.
Sono disponibili i risultati di studi che hanno valutato
l´efficacia dell´immunoterapia basata sull´impiego di allergeni
ricombinanti o nativi,gli stessi utilizzati nella diagnostica e a
cui il paziente è risultato essere allergico: i vantaggi di questo
approccio consistono nel somministrare solo molecole ben definite e
importanti nella reazione allergica e in quantità stabilita, per
esempio Bet v1 per l´allergico alla betulla. Una corretta e più
mirata diagnosi allergologica si è dimostrato avere ricadute
importanti sull´efficacia della terapia e sui costi della medesima.
La messa in evidenza delle vere sensibilizzazioni riduce i casi di
polisensibilizzazione e circoscrive il numero di allergeni per il
quale il paziente deve essere trattato con conseguente riduzione di
costi. D´altro canto viene ridotto il numero dei pazienti
polisensibilizzati ai quali, senza la diagnostica molecolare,
sarebbe stata preclusa l´immunoterapia, data la difficoltà di
scegliere l´estratto più idoneo.
Recenti studi retrospettivi di efficacia dell´immunoterapia,
eseguiti su pazienti sottoposti all´immunoterapia sottocute, hanno
evidenziato che il miglioramento della sintomatologia allergica era
più evidente nei pazienti allergici alle molecole "genuine" e
trattati con immunoterapia con le medesime. Si osservavano modesti
miglioramenti dei sintomi negli allergici a molecole allergeniche
minori, cioè ai pan allergeni. Quali sono quindi le molecole
maggiori o genuine di allergia?
Le graminacee, di cui si conoscono 2000 specie, ma solo 20 sono
importanti per l´allergologo, presentano 11 molecole: il Phl p 1 e
Phl p 5 sono considerate specifiche di allergia a questo polline,
ma anche il Phl p 4 e il Phl p 6. Sono invece pan allergeni il Phl
p 12, una profilina, e il Phl p 7, una C.B.P., il cui significato
clinico, allorchè il paziente esprima una positività per essa,
indica un maggior rischio asmatico. E´ importante sottolineare che
ogni paziente ha un diverso pattern di positività per le varie
molecole e questo dipende dal diverso contenuto e dalle diverse
concentrazioni delle molecole nel polline di quella data area
geografica.
La betulla ha pollini definiti da Lorentz nella sua classificazione
omologhi: nocciolo, ontano, carpino, quercia. Questi presentano
come allergene maggiore rispettivamente Cor a 1, Aln g 1, Car b 1,
Que a 1 omologhi nella struttura al Bet v 1 della betulla.
La sensibilizzazione verso tale allergene esprime la vera allergia
alla betulla. Non tutti i pazienti allergici ai test per betulla
quindi sono veri allergici alla betulla, ma solo il 56%; i restanti
sono positivi a pan-allergeni: Bet v 2 profilina e Bet v 4 una
C.B.P. In questi casi la sensibilizzazione è stata indotta da altri
pollini. La Parietaria ha un suo marker di sensibilizzazione la
molecola Par j 2 : anche in questo caso la presenza di
sensibilizzazione per Par j 2 permete di individuare il vero
allergico alla parietaria giacchè anche la parietaria contiene pan
allergeni che possono determinare una positività al test cutaneo
con effetto confondente . L´olivo ,presente ormai in ampie zone del
nostro territorio, non più solo nelle zone costiere e lacustri
,fiorisce in sovrapposizione a graminacee e condivide con le
graminacee alcuni panallergeni ole e 2 e Ole e 3 (profiline e
calcium bindin g protein rispettivamente ) ma anche un allergene
genuino come Ole e 1 tipico dell´olivo e quindi in grado di
definire in caso di sua positività il vero allergico, è molto
simile alla molecola delle graminacee Phl p 11 quindi solo la
negatività a questo allergene può indicarci una vera allergia
all´olivo e giustificare una terapia per esso . Il Cipresso
presenta una fioritura talmente precoce rispetto agli altri pollini
che lo distingue. Presenta una molecola allergenica Cup a 1
(cipresso arizona ) o Cup s 1 (cipresso sempervirens) che lo
caratterizza. L´ambrosia induce al contrario del cipresso una
sintomatologia in tarda estate che pure la caratterizza : il suo
allergene specifico è Amb a 1 . In questi due casi la diagnostica
molecolare è meno rilevante essendo la clinica a suggerire la
terapia . L´alternaria ,la muffa che si sviluppa sui vegetali da
tarda primavera e si mantiene nell´aria fino agli inizi
dell´autunno ,presenta varie molecole (Alt a 2 ,Alt a 11 ) di cui
la principale riconosciuta da 95% degli allergici è Alt a 1: la
presenza di IgE nei suoi confronti oltre che esprimere la vera
allergia verso la muffa correla con un maggior rischio di asma
bronchiale nei bambini . Da tutto questo si evince che una diagnosi
precisa nell´individuare la molecola allergizzante e inducente i
sintomi è fondamentale per impostare una ITS precisa ed efficace in
particolare nel paziente "apparentemente" allergico a tutto o
quasi!
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