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(21/10/2009)
È terminata la stagione dell´ozono, ovvero il periodo nel quale si possono verificare elevate concentrazioni di ozono in atmosfera. Dunque è possibile trarre alcune considerazioni di sintesi sull´anno 2009 in merito a questo inquinante prettamente estivo e al numero di superamenti dei valori di legge registrati nel corso di questo periodo.
L´ozono troposferico è di origine sia antropica che naturale ed è un inquinante cosiddetto secondario, cioè non viene emesso direttamente da una o più sorgenti, ma si produce per effetto della radiazione solare in presenza di inquinanti primari quali gli ossidi d´azoto (NOX) e i composti organici volatili (VOC), prodotti in larga parte dai motori a combustione e dall´uso di solventi organici. Il complesso dei fenomeni che porta a elevate concentrazioni di ozono viene denominato smog fotochimico. Il ruolo svolto dalla radiazione solare spiega il tipico andamento temporale, giornaliero e stagionale, delle concentrazioni dell´ozono, che si attesta sui valori più elevati nelle ore più calde del pomeriggio. Mentre la presenza dell´ozono nella stratosfera svolge un´importantissima funzione protettiva per la salute umana e l´ambiente in cui viviamo, nello strato dell´atmosfera che va dalla superficie terrestre fino a 10-15 km d´altezza (la troposfera), alte concentrazioni di ozono risultano nocive per la salute dell´uomo, per la vita degli ecosistemi e per la conservazione dei materiali.
Il D.Lgs. n° 183 del 21/05/2004 fissa come valore bersaglio per il 2010 i 120 µg/m3, calcolato come massima concentrazione media su 8 ore rilevata in un giorno da non superare per più di 25 giorni per anno civile. La verifica del conseguimento dei valori bersaglio per le concentrazioni di ozono nell´aria sarà effettuata per la prima volta nel 2013 sulla base della media dei superamenti dei tre anni precedenti.
Presso la stazione di San Lazzaro (Reggio Emilia) il primo superamento del valore bersaglio è avvenuto il 2 maggio, data che indica l´inizio della stagione critica per l´ozono. A tal proposito è interessante verificare che nel 2008 la stagione era iniziata ben un mese prima. Ne consegue che il mese di aprile 2009 è risultato essere un mese mediamente caratterizzato da un buon livello della qualità dell´aria grazie a livelli di concentrazione abbastanza contenuti sia per PM10 che per l´Ozono.
La stagione dell´ozono quest´anno è terminata l´1 settembre, 10 giorni prima rispetto all´anno precedente. Anche il mese di settembre dunque è risultato essere caratterizzato da una qualità dell´aria sufficientemente buona grazie alla quasi totale assenza di superamenti sia del PM10 che dell´Ozono. Cosicché i mesi di aprile e settembre possono essere giudicati i migliori mesi dell´anno 2009, in termini di qualità dell´aria.
Il numero complessivo di superamenti del valore limite per il 2009 è risultato essere di 54, in linea con i 59 del 2008, e contro i 25 concessi dalla normativa. Tale numero di superamenti risulta essere più che doppio rispetto a quanto concesso. Nel complesso la stagione dell´ozono è durata circa 40 giorni in meno rispetto al 2008, ma per un equivalente numero di superamenti: in sintesi è stata una stagione più breve ma più intensa.
Le giornate più critiche della stagione 2009 sono risultate essere dal 19 al 25 Maggio, dal 12 al 19 giugno e soprattutto le ultime tre settimane di luglio; anche il mese di agosto ha registrato diversi superamenti, ma più lievi, nelle due settimane centrali.
Nel corso della giornata le concentrazioni di ozono tendono a seguire l´andamento della radiazione solare, raggiungendo valori elevati nelle prime ore del pomeriggio e valori massimi fra le 15 e le 17; nelle aree rurali si possono registrare fenomeni di alta concentrazione anche nelle ore notturne. L´andamento tipico dell´Ozono nel corso della giornata è quello raffigurato nel grafico sottostante.

Presso la stazione di fondo rurale di San Rocco di Guastalla i giorni di superamento del valore limite sono risultati essere 68, inferiori dunque ai 79 rilevati nel 2008. La differenza rispetto a quanto rilevato in città può essere spiegata dal fatto che nelle aree meno antropizzate vengono a mancare i meccanismi di trasformazione dell´ozono generato, con conseguente possibile accumulo e ristagno di questo inquinante.
Presso la stazione di Castellarano, si sono registrati ben 71 giorni di superamento, numero sensibilmente superiore all´atteso, a testimonianza di una stagione caratterizzata da una maggiore omogeneità territoriale.
Diverso ragionamento deve essere effettuato per i dati provenienti dalla stazione di fondo remoto Febbio, poiché l´ozono a 1000 metri di quota assume un comportamento diverso, mantenendosi a concentrazioni medie più elevate che in pianura. Ciò nonostante il numero di superamenti del valore limite nel 2009 si mantiene su 72 giorni, in linea con le altre stazioni non cittadine.
Altro dato importante riguarda il superamento della Soglia di Informazione di 180 µg/m3, valore questo calcolato direttamente sulla media oraria. Il superamento di tale soglia, o la previsione di tale superamento, deve essere sempre comunicata al pubblico: a tal fine Arpa pubblica quotidianamente tali informazioni e previsioni, nonché consigli utili per ridurre l´esposizione a tale inquinante. Anche in questo caso nel 2009 si è assistito ad una drastica riduzione del numero di ore di superamento di tale soglia per un totale di 1 solo giorno di superamento per San Lazzaro (3 per San Rocco, 5 per Castellarano, 3 per Febbio), contro i 9 giorni del 2008 e i 13 giorni del 2007.
Non si è registrato, come negli anni precedenti, nessun superamento della Soglia di Allarme di 240 µg/m3 in nessuna stazione.
In estrema sintesi l´anno 2009 è stato caratterizzato da una minore durata della stagione dell´ozono, da una sua minore intensità nei valori massimi, ma da una eguale intensità in termini di valori medi rispetto all´anno scorso. Si è registrata anche una maggiore uniformità territoriale poiché anche l´area collinare, a differenza dell´anno scorso, è stata coinvolta in egual misura da questi fenomeni.
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