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Migliora la qualità dell´aria: in calo le polveri sottili

Arpa e Provincia fanno il punto sui dati rilevati nel 2010 dalle centraline. In viale Timavo, per la prima volta, rispettato il limite annuale per le PM10 (ma sforamenti ancora elevati)

(04/02/2011) 

Polveri sottili in calo in città e provincia. Il dato, confortante, emerge dai dati elaborati sulla base delle concentrazioni rilevate dalle centraline dislocate sul territorio.

Nel 2010, per la prima volta da quando - a partire dal Duemila - si rilevano le PM10, la stazione di viale Timavo a Reggio Emilia ha infatti rispettato il valore limite annuale, pari a 40 microgrammi al metro cubo di aria, attestandosi su un valore di 38 microgrammi al metro cubo .

"Questo dato rappresenta un risultato certamente molto positivo, soprattutto se raffrontato ai valori rilevati negli ultimi anni - commenta l´assessore provinciale alla Mobilità sostenibile e Qualità dell´aria, Alfredo Gennari - Rispetto al 2006, quando si registrò un valore di 52 microgrammi, il calo è infatti del 27%. Inoltre, sempre negli ultimi cinque anni, le cosiddette "stazioni di fondo", ovvero tutte le centraline provinciali escluse quelle nell´ambito urbano di Reggio, si sono sempre attestate su una concentrazione media annuale oscillante dai 30 ai 32 microgrammi: nel 2010, pertanto, a fronte di una concentrazione di fondo pressoché costante nel tempo, si è assistito ad una riduzione consistente delle concentrazioni massime di PM10 nei pressi delle strade maggiormente congestionate, come appunto viale Timavo".



Concentrazione PM10 2010

Non nel limite previsto dalla normativa, i dati dei superamenti del valore limite giornaliero sempre delle polveri sottili: il tetto massimo di sforamenti annuale, pari a 35 giorni, è stato infatti superato da tutte le stazioni di monitoraggio dell´intera pianura padana. Ciò è dovuto, come ormai risaputo, alle pessime condizioni meteorologiche che portano al ristagno degli inquinanti nel periodo invernale e autunnale nel bacino padano. Nel 2010 i giorni di superamento nelle stazioni di fondo sono stati mediamente 50, contro gli 84 nella stazione di viale Timavo: un dato in linea con quello del 2009 (furono 80); che conferma comunque un sensibile calo rispetto ai 146 sforamenti del 2006, ai 139 del 2007 e ai 110 nel 2008. 

Un altro dato interessante, la cui lettura deve essere associata a quella delle PM10, è quello che riguarda la rilevazione della concentrazione delle PM2.5, attivata nella nostra provincia, fra le prime in regione, dal 2008. Il valore limite di concentrazione annuale delle PM2.5 è stato fissato dalla normativa nazionale entrata in vigore lo scorso 30 settembre, che ha finalmente recepito la direttiva europea del 2008, in 25 microgrammi al metro cubo d´aria.

Le stazioni di monitoraggio hanno rilevato una concentrazione media annuale di PM2.5 pari a 20 microgrammi a Castellarano, 22 a Reggio Emilia e 24 a Guastalla, tutti dunque entro il valore limite. I dati 2010 risultano essere analoghi a quelli rilevati negli anni precedenti e dimostrano come il 75% delle PM10 sia costituito da PM2.5, percentuale che in inverno è ancora più elevata: ciò significa che la stragrande maggioranza della massa delle polveri fini è costituita da particelle di diametro molto fine. Queste sono generate soprattutto da meccanismi di formazione secondaria, ovvero da reazioni chimico-fisiche che avvengono in atmosfera tra gas precursori come gli ossidi di azoto.

Per quanto riguarda il biossido di azoto (NO2) - che a differenza delle polveri sottili assume concentrazioni molto più diversificate, principalmente a causa della vicinanza o meno ad arterie stradali o aree industriali - nel 2010 i dati rilevati variano dai 26 microgrammi al metro cubo riscontrati nella campagna reggiana ai 30-32 microgrammi nelle aree più antropizzate, per salire ai 38 di Casalgrande e di Reggio Emilia città, con punta di 46 microgrammi in viale Timavo. Proprio la centralina di viale Timavo è dunque l´unica a non rispettare il valore limite di legge, fissato in 40 microgrammi. A differenza delle polveri sottili, per il biossido di azoto il trend appare costante e, purtroppo, non si può ancora parlare di parziali risultati positivi raggiunti.

ozono, inquinante esclusivamente estivo, è rilevato a Reggio Emilia, a Guastalla e a Castellarano. Generalmente si assiste a valori di ozono mediamente più elevati in campagna che in città, mentre a sud di questa, dunque nella prima collina, i valori sono lievemente inferiori. L´ozono è rilevato anche nella stazione di Febbio, cioè in alta montagna, ma in quota l´ozono assume dinamiche molto diverse che devono essere analizzate separatamente e dunque tali risultati non possono essere comparati con quelli delle altre centraline.

A fronte di un numero massimo ammissibile di 25 giorni di sforamenti annuali del valore limite di 120 microgrammi al metro cubo d´aria, nel 2010 si sono registrati 51 superamenti a Reggio Emilia e 53 nella Bassa reggiana: valori leggermente inferiori invece nell´area pedecollinare ove i superamenti sono stati 42.

Per quanto riguarda infine benzene, monossido di carbonio e altri microinquinanti - che sono rilevati unicamente nei pressi delle stazioni da traffico e da anni rispettano pienamente i limiti normativi - l´Arpa ha registrato una diminuzione dei valori medi annuali rispetto agli anni precedenti. La media annuale di benzene si è infatti attestata a soli 1,5 microgrammi al metro cubo d´aria in viale Timavo e a 1 a Casalgrande, a fronte di un valore limite pari a 5 microgrammi. Bassi anche i valori di monossido di carbonio che si attestano su concentrazioni medie annuali inferiori a 0,5 mg/m3 e senza superamenti del valore limite.

"Insieme ad Arpa, che svolge tutti i monitoraggi e le elaborazioni dei dati, ai Comuni ed alla Regione, la Provincia di Reggio Emilia ha sempre dedicato grande attenzione alla qualità dell´aria - commenta l´assessore provinciale Alfredo Gennari - Accolgo quindi con soddisfazione i positivi risultati raggiunti nel 2010, anche perché è una problematica molto vasta che coinvolge tutti i territori del bacino padano e sulla quale è molto difficile ottenere i miglioramenti che noi tutti auspichiamo. I segnali positivi registrati sulla qualità dell´aria sono influenzati dall´attuale crisi economica, ma sicuramente si cominciano a vedere anche i primi risultati di tutte le azioni attuate in questi anni. Per rendere ancora più "pulita" l´aria che respiriamo serve l´impegno di tutti, dagli Enti ai singoli cittadini, chiamati ad adottare nuovi stili di vita: utilizzare il trasporto pubblico o la bicicletta, o se possibile muoversi a piedi, invece di ricorrere ai mezzi privati, migliora la qualità dell´aria, ma anche della nostra vita".




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