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Studio della composizione del particolato aereo-disperso PM10 in area urbana, campionato mediante impattore Andersen a basso volume
Introduzione
Nel 2003 è stato condotto uno studio del particolato urbano
aero-disperso utilizzando per il campionamento un impattore di tipo
Andersen a basso volume (28,3 l/min), in modo da quantificare le
singole frazioni ed indagarne la caratteristiche chimico fisiche.
Il campionamento delle polveri è avvenuto presso la centralina di
rilevamento della qualità dell´aria di S. Lazzaro a Reggio Emilia,
posta a nord-est della città in area non direttamente interessata
dalle sorgenti di emissione urbana.
I prelievi, uno per mese, sono stati condotti in continuo per 12
mesi consecutivi, a parte brevi intervalli dedicati alla
manutenzione e taratura del campionatore. I filtri ottenuti per
ogni stadio sono stati utilizzati per la valutazione gravimetrica,
l´analisi dei componenti inorganici, come i metalli e gli anioni
solubili, per lo studio della mutagenicità delle polveri e per
l´osservazione al microscopio elettronico a scansione.
| IMPATTORE ANDERSEN |
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RISULTATI
Analisi gravimetrica
Nei mesi invernali il contributo alla polverosità totale delle frazioni più fini risulta maggiore rispetto ai mesi estivi. In particolare passando da gennaio a dicembre si nota una progressiva diminuzione della concentrazione delle particelle con diametro aerodinamico inferiore a 2 - 3 µm (ad eccezione di marzo) fino a giugno e luglio e poi un progressivo aumento fino a dicembre. Il contributo della frazione più grossolana (> 5 µm) sembra maggiore nei mesi estivi anche se sono presenti concentrazioni elevate durante alcuni mesi invernali. Si potrebbe concludere che nei mesi invernali il particolato, oltre ad essere quantitativamente più consistente, è presente con un numero di particelle più elevato nella classe con diametro aerodinamico minore (< 2 - 3 µm).
Analisi con microscopio elettronico a scansione (SEM)
Mediante microscopio elettronico a scansione (SEM) dotato di sonda EDX per analisi elementare sono state osservate ed analizzate le particelle presenti sui filtri dei vari stadi di campionamento relativi al mese di settembre. Le polveri sono state recuperate da una porzione di filtro e trasferite su membrana di policarbonato. La composizione osservata ha evidenziato una grande presenza di silicati di sodio, potassio, calcio, silice, ferro e carbonati di calcio negli stadi relativi a particelle più grandi mentre negli stadi relativi a particelle fini si ha la prevalenza di materiale carbonioso a testimonianza del notevole contributo dato dalla combustione alla presenza di particelle fini ed ultrafini.
| IMMAGINE SEM |
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Ricerca degli anioni solubili, misura del pH e conducibilità
I filtri inerenti ai vari stadi di campionamento sono stati
trattati con acqua per l´estrazione dei componenti solubili. Sulle
soluzioni ottenute si sono determinati gli anioni quali Cloruri,
Bromuri, Solfati, Nitrati e Fluoruri, si è misurato il pH e la
conducibilità.
I nitrati e solfati costituiscono le specie prevalenti,
cloruri e fluoruri sono viceversa in tracce, mentre non è stata
rilevata la presenza di bromuri e fosfati (< 0,02 µg/m3).
I nitrati risultano presenti in quantità maggiore rispetto ai
solfati, entrambi sono presenti nelle frazioni granulometriche al
di sotto dei 2 - 3 µm. Per quanto riguarda i nitrati è possibile
riscontrare un andamento stagionale con concentrazioni maggiori nel
periodi invernali, mentre i solfati mantengano una concentrazione
costante durante tutto l´anno.
I cloruri sono risultati più bassi di nitrati e solfati e la
loro concentrazione non appare in relazione diretta con il mese di
campionamento. La maggior parte dei cloruri si trova nel primo
stadio, appartenenti a particelle "grossolane" provenienti da
processi di erosione di materiali presenti nell´ambiente.
I fluoruri sono risultati presenti in quantità bassissima e
prevalentemente sono presenti nelle particelle con diametri
aerodinamici più grandi, con lieve tendenza ad aumentare nei mesi
invernali.
La maggiore distribuzione degli anioni nelle frazioni più fini è
confermata dalla maggiore conducibilità presentata, durante
tutto l´anno, dalle soluzioni derivanti dal campione relativo alle
granulometrie sotto i 2-3 µm, Anche che in questo caso si riscontra
un marcato andamento stagionale con una conducibilità più elevata
nei mesi invernali. Il pH delle soluzioni mostra sempre un
lieve e costante decremento con il diminuire del diametro
aerodinamico, come probabile conseguenza del contenuto di prodotti
aventi caratteristiche acide (derivanti dall´ossidazione di NOX e
SO2) nelle particelle più piccole e della presenza di composti
aventi caratteristiche basiche (carbonati e ossidi) distribuiti
molto probabilmente nelle frazioni granulometriche con diametro più
elevato.
Analisi dei metalli
L´analisi, eseguita mediante ICP ottico ha permesso di
determinare le quantità di 13 metalli, espresse in µg/m3, presenti
in ogni stadio di campionamento.
Alluminio, Manganese e Titanio mostrano una maggiore
concentrazione nelle frazioni più grossolane, con andamento
stagionale marcato (valori più alti nei periodi estivi),
comportamento caratteristico di elementi presenti nell´ambiente e
nelle polveri originatesi per erosione. Piombo e Cadmio
risultano presenti solo nelle frazioni più fini, con caratteristico
andamento stagionale (valori più alti nei periodi invernali),
comportamento caratteristico di elementi derivanti da attività
antropiche. Stagno, Cromo, Nickel e Rame mostrano una
distribuzione quasi regolare con comportamenti stagionali di
difficile interpretazione che richiedono approfondimento così come
Cobalto per scarsità di dati, Zinco per comportamento
anomalo e per Arsenico e Antimonio per i quali non è stato
possibile ottenere valori data la loro scarsa presenza nelle
polveri.
Esito dei test di mutagenesi effettuati sui campioni di particolato atmosferico prelevati nel mese di febbraio 2003
Gli estratti dei campioni di particolato sono stati sottoposti a
test di mutagenesi con i ceppi TA98 e TA100 di Salmonella
typhimurium (metodo di incorporazione in piastra) in accordo
con i metodi standard (Maron DM, Ames BN. Revised methods for the
Salmonella mutagenicity test. Mutat Res 1983; 113:
173-215).
Dei campioni di particolato atmosferico prelevati nel periodo
28/01/03 - 27/02/03 sono risultati positivi quelli corrispondenti
alle frazioni di PM con diametri aerodinamici compresi tra 3,3 e
0,4 µm. Nei campioni risultati positivi si osserva una maggiore
sensibilità nei test condotti in assenza di attivazione metabolica
esogena, evidenziando una prevalenza di sostanze ad azione mutagena
diretta negli estratti di queste frazioni (cioè composti chimici
che possono agire sul DNA direttamente, senza essere stati
metabolizzati). Si ricorda che la mutagenicità associata alle
polveri aerodisperse, rilevata con questo tipo di test, presenta un
tipico andamento stagionale in quanto è inversamente correlata con
l´andamento della temperatura e questo può essere dovuto
all´interazione tra fattori meteo-climatici ed attività
antropiche.
CONCLUSIONI
Lo studio effettuato ha coinvolto solamente una parte dei
costituenti il particolato atmosferico, ciononostante i dati
ottenuti durante lo studio hanno permesso di evidenziare alcune
caratteristiche relative agli inquinanti studiati.
Per quanto riguarda la distribuzione nelle varie frazioni
granulometriche, la quantità di polvere, i nitrati, i solfati,
la conducibilità delle soluzioni, il piombo, il cadmio, il potere
mutageno e la presenza di sostanze carboniose hanno mostrato
una concentrazione decisamente più elevata nelle polveri "fini"
(< 2 -3 µm); cloruri, fluoruri, alluminio, manganese, titanio
e silicati hanno mostrato una concentrazione maggiore nelle
polveri "grossolane" (> 2-3 µm).
Alcuni inquinanti tra cui stagno, cromo e nickel sono
risultati distribuiti in modo quasi uniforme tra le granulometrie
analizzate mentre il rame ha presentato una concentrazione più
elevata intorno a 4 µm.
Per quanto riguarda l´andamento stagionale, le frazioni "fini"
delle polveri, i nitrati, il cadmio, il piombo, i fluoruri e la
conducibilità delle loro soluzioni mostrano un progressivo
aumento nei mesi invernali rispetto a quelli estivi; al contrario,
le frazioni "grossolane" delle polveri, l´alluminio, il
manganese, il titanio e in parte lo stagno mostrano un
progressivo aumento nei mesi estivi rispetto a quelli invernali.
Per quanto riguarda i cloruri, solfati, cromo, rame, nichel,
stagno sembra che non vi sia una dipendenza stagionale. Il
cobalto per scarsità di dati e lo zinco per
comportamento anomalo necessitano di uno studio di
approfondimento.
Da tali informazioni è stato possibile per molti degli analiti
studiati ipotizzarne l´origine: sembrano derivare da attività
antropiche: nitrati, solfati, piombo, cadmio, materiale
carbonioso e potere mutageno; sembrano derivare da erosione di
materiali presenti nell´ambiente: alluminio, titanio, manganese,
silicati e probabilmente anche i fluoruri, mentre per
gli altri elementi studiati risulta difficile attribuire una
origine con i dati ottenuti in questo studio, sarà necessario un
approfondimento.
Gli studi nel prossimo futuro dovrebbero essere dedicati alla
frazione PM 2,5, che oltre ad essere quantitativamente prevalente,
è risultata essere portatrice degli inquinanti più pericolosi per
la salute e dovrebbe riservare risultati di maggior interesse.
CREDITS
Renna E., Pecchini G., Ballabeni M., Braglia R., Alberini G.,
Garatti E.
Dipartimento tecnico
ARPA Emilia-Romagna
Sezione provinciale Reggio Emilia
Cassoni F.
Dipartimento tecnico
ARPA Emilia-Romagna
Sezione provinciale Parma
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