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Caratterizzazione chimico-fisica del particolato atmosferico nelle classi dimensionali tra 10 e 0,4 µm (2^fase)
PREMESSA
Nel maggio del 2004, ha avuto inizio la seconda fase del progetto
di caratterizzazione del particolato urbano, coordinata dalla
sezione provinciale Arpa di Reggio Emilia e che ha visto impegnate
altre sezioni di Arpa e l´Università degli Studi di Bologna
(Istituto "Ciamician"). Il campionamento, della durata di una
settimana mediante impattore a cascata di tipo Andersen ad alto
volume, è avvenuto a Bologna in area urbana dal giugno 2004 al mese
di maggio 2005. Sul particolato raccolto si è proceduto alla
determinazione di metalli (sezione Arpa di Ferrara), IPA (sezione
Arpa di Ravenna), anioni e cationi (Istituto "Ciamician" e sezione
Arpa di Forlì-Cesena) nonché alla valutazione del rischio mutageno
associabile alle varie frazioni granulometriche (sezione Arpa di
Parma).

Parallelamente si è proceduto a:
Campionamento e caratterizzazione del materiale particellare
aerodisperso
Il corpo centrale del progetto è costituito dal campionamento del
materiale particellare aerodisperso e dalla sua caratterizzazione
chimico-fisica.
Il campionamento frazionato del PM10 è avvenuto per 12 mesi
consecutivi presso il Dipartimento di Fisica dell´Università degli
Studi di Bologna. I prelievi settimanali sono stati condotti in
continuo, a parte brevi intervalli dedicati alla manutenzione e
taratura del campionatore.
Dei 39 campioni ottenuti (ciascuno composto da 6 filtri
corrispondenti a ciascuna frazione granulometrica), solo 12 sono
stati sottoposti ad analisi per quantificare Metalli, Anioni e
Cationi, IPA nonchè utilizzati per lo studio della mutagenicità
delle polveri. La scelta dei campioni è avvenuta a posteriori, mese
per mese, sulla base delle condizioni meteoreologiche del
periodo.
I dati ottenuti confermano che:
Dall´analisi dei metalli si notano tre tipi di "comportamento" in base alla loro ripartizione nelle singole frazioni granulometriche: alcuni metalli mostrano concentrazioni maggiori nelle frazioni con diametro aerodinamico (da) <0.49µm (Arsenico, Cadmio e Piombo), altri invece con da maggiori (Manganese, Rame e Ferro), altri ancora sono presenti con contributi importanti sia nelle frazioni fini che in quelle grossolane (Vanadio, Cromo, Nichel, Stagno e Cobalto). Si è inoltre ritenuto interessante confrontare i valori medi registrati per Piombo, Arsenico , Cadmio e Nichel con i valori limite o obiettivo fissati dalle normative (rispettivamente DM n.60 del 02/04/02 e direttiva Europea 2004/107/CE del 15/12/04). (tab.1)
|
Dipartimento di
Fisica |
Valore
Obiettivo | |
|
Arsenico |
1,4 |
6 |
|
Cadmio |
0,61 |
5 |
|
Nichel |
4,0 |
20 |
|
Dipartimento di
Fisica |
Valore limite | |
|
Piombo |
18 |
500 |
Gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) sono risultati associati in modo prevalente (74 %) alla frazione con da < 0.49 µm e, se si considera il materiale particellare con da < 1 µm, questo contribuisce per circa il 90% alla concentrazione degli IPA rilevati nel PM10.

Infine i dati dell´analisi di IPA,
anioni e cationi e rapporto tra carbonio organico e
carbonio elementare osservato, testimoniano l´importanza della
componente secondaria nell´aerosol analizzato e la rilevanza di
sorgenti di natura antropica sulla qualità del particolato.
Per quanto concerne i test di mutagenicità, tutti i
campioni, ad eccezione di uno, sono risultati negativi.
Indagini su emissioni significative
Nel rimandare alla relazione conclusiva del progetto, si ritiene
qui interessante citare che dall´osservazione al SEM del materiale
particellare proveniente da impianti termici o produttivi si
evidenzia come il contributo antropico incida prevalentemente sulle
frazioni fini e come già a un primo confronto delle immagini
ottenute risulti evidente la differente concentrazione di polveri
emesse a seconda del combustibile utilizzato.

Emissione di caldaia a gasolio

Emissione di caldaia a metano

Emissione di caldaia a sughero
Per quanto riguarda l´indagine sulle emissioni da traffico veicolare, si è preferito procedere mediante ricerca bibliografica: numerosi e interessanti studi confermano che l´emissione di particelle dipende principalmente dal livello tecnologico del mezzo, dal tipo di combustibile, dal percorso e ciclo di guida.
Il progetto viene completato dall´ampia sezione curata dai
colleghi dell´Epidemiologia Ambientale nella quale si affronta il
tema dell´influenza degli eventi atmosferici sulle concentrazioni
di PM10, con particolare riguardo agli eventi di bora, e si offrono
alcune osservazioni in merito alla comparabilità dei dati forniti
da differenti strumenti di misura del PM presenti nelle centraline
della rete di monitoraggio della Regione Emilia Romagna e sul
confronto di tali dati con quelli rilevati nel sito di
campionamento.
Risulta così che nei giorni di bora le concentrazioni di polveri,
registrate dalle centraline interessate da tale fenomeno,
aumentano: l´osservazione al SEM dei filtri raccolti mostra la
presenza di cristalli di sale e di silice.

Immagine al microscopio elettronico di filtri per la rilevazione del particolato nell´area di Rimini
Risulta anche che le concentrazioni di polveri fini nei giorni
di bora chiara sono leggermente più elevate di quelle dei giorni di
bora scura, a conferma dell´importanza delle precipitazioni
nell´abbattimento delle polveri fini.
Passando poi ai dati forniti dalla rete di monitoraggio della
qualità dell´aria, viene riscontrato, coerentemente con quanto
riportato in letteratura, una non trascurabile influenza della
tipologia di campionatore, sia in termini di livelli che di
correlazioni tra gli andamenti; in particolare, i più coerenti
nelle rilevazioni sono risultati i campionatori di tipo ADAM ed
MP101M.
Si è infine cercato di correlare il sito di campionamento con le
centraline della rete di monitoraggio della qualità dell´aria al
fine di verificare quali realtà regionali potessero essere
rappresentare correttamente dallo studio condotto a Bologna. Oltre
alle centraline dell´area urbana di Bologna, è stato verificato che
diverse centraline della rete non risultano statisticamente
differenti dal sito di campionamento consentendo di affermare che
lo studio condotto è rappresentativo di zone urbane soggette a
elevato traffico.
a cura di
Renna E., Biancolini V., Paoli F.
ARPA Emilia-Romagna
Sezione provinciale Reggio Emilia
Stracquadanio M.
Università degli Studi di Bologna
Dipartimento di Chimica "G. Ciamician"
Gli autori delle relazioni
Biancolini V.
ARPA Emilia-Romagna
Sezione provinciale Reggio Emilia
Bocchi C., Cassoni F.
ARPA Emilia-Romagna
Sezione provinciale Parma
Gambini M., Scotto F., Zauli S.
ARPA Emilia-Romagna
Epidemiologia Ambientale - Modena
Paniello D., Scaroni I.
ARPA Emilia-Romagna
Sezione provinciale Ravenna
Stracquadanio M.,
Tositti L.
Università degli Studi di Bologna
Dipartimento di Chimica "G. Ciamician"
Contributi
Ascanelli M.
ARPA Emilia-Romagna
Sezione provinciale Ferrara
Ballabeni M., Pecchini G.
ARPA Emilia-Romagna
Sezione provinciale Reggio Emilia
Maltoni R., Mariotti C.
ARPA Emilia-Romagna
Sezione provinciale Forlì-Cesena
Poluzzi V.
ARPA Emilia-Romagna
Sezione provinciale Bologna
Rossi M.
ARPA Emilia-Romagna
Sezione provinciale Rimini
Foresti E., Lesci G., Parmeggiani S., Roveri
N., Tamburini S.
Università degli Studi di Bologna
Dipartimento di Chimica "G. Ciamician"
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