Ti trovi in : ArpaWeb / Reggio Emilia /
Un gruppo di lavoro ha applicato un modello statistico-matematico di valutazione del rischio chimico alla realtà dei laboratori della sezione, con questi risultati...
La Sezione provinciale di Reggio Emilia ha effettuato, presso il proprio Dipartimento tecnico, la valutazione del rischio chimico ai sensi del D.Lgs. 25/2002. Un gruppo di lavoro si è adoperato per stabilire l´entità del rischio in termini di sicurezza e salute dei lavoratori derivante dalla presenza di agenti chimici pericolosi e in particolare se era presente o meno un rischio moderato in base al decreto citato. Nella valutazione non sono state considerate le sostanze cancerogene e/o mutagene a cui si applica il D.Lgs. 66/2000 e per le quali non è possibile individuare una soglia del rischio al di sotto della quale il rischio possa essere definito moderato. Per quanto riguarda l´amianto il riferimento è stato al D.Lgs. 277/91 ancora in vigore al momento della valutazione. Non sono, inoltre, stati considerati gli agenti chimici che possono formarsi o liberarsi durante le operazioni analitiche essendo molto difficoltoso prevedere con certezza quali si sviluppino durante il processo, considerate le basse quantità utilizzate nell´attività analitica.
Nella valutazione del rischio chimico si possono prevedere le misure di esposizione dell´agente e successivamente il confronto con valori limite di soglia (TLV-TWA o TLV-STEL) di ogni singolo agente, oppure si può avviare un percorso che prevede di individuare la pericolosità intrinseca degli agenti chimici utilizzati, in funzione delle modalità d´uso, delle quantità dell´agente chimico impiegato e dei tempi di esposizione per ogni singolo lavoratore in base alla UNI EN 689 "Guida alla valutazione dell´esposizione per inalazione a composti chimici ai fini del confronto con i valori limite e strategie di misurazione"
Considerato l´elevato numero di sostanze chimiche utilizzate in laboratorio, la loro quantità e la tipologia d´uso si è deciso di compiere e approfondire la valutazione del rischio chimico utilizzando un algoritmo denominato Movarisch, proposto dalle Regioni Emilia-Romagna, Toscana e Lombardia che consente di effettuare la valutazione del rischio chimico secondo quanto previsto dal D.Lgs. 626/94 (Titolo VII-bis "protezione da agenti chimici"), in quanto tiene in particolare considerazione i parametri indicati dall´articolo di legge e dai quali non è possibile prescindere.
Il modello opera tramite l´applicazione di indici numerici ricavati dalla valutazione della pericolosità intrinseca (P) dell´agente chimico utilizzato in laboratorio (associando i coefficienti di "score" del Movarisch alle frasi R riportate nelle schede di sicurezza dell´agente), e la relativa esposizione (E) dell´operatore calcolando, infine, un valore di entità di rischio (R) R = P x E che ci permette di classificare il rischio come moderato o superiore al moderato come richiesto dalla normativa. Nella valutazione è stata considerata solo l´esposizione inalatoria (Einal) riportata dal Movarisch.
Nell´applicazione dell´algoritmo Movarisch sono state, inoltre, apportate modifiche che interpretano maggiormente una realtà come quella del nostro laboratorio, in modo da risolvere alcune criticità in relazione alla non regolarità e alla discontinuità del tempo di esecuzione delle operazioni analitiche e ai quantitativi spesso molto ridotti delle sostanze utilizzate. Il Movarisch, infatti, identifica il tempo di esposizione su base giornaliera, indipendentemente dalla frequenza d´uso dell´agente su basi temporali più ampie, quali la settimana, il mese o l´anno. Inoltre i quantitativi utilizzati in laboratorio sono spesso modesti, come l´utilizzo di standard nell´ordine di alcuni milligrammi. Ciò può portare ad una sovrastima nella classificazione del rischio in situazioni di attività non regolari e continuative. Pertanto, si è ritenuto opportuno effettuare delle scelte applicative, all´interno del modello Movarisch, nel calcolo del valore che assume il tempo di esposizione in relazione a:
attraverso la scelta di criteri più legati alla realtà del laboratorio della Sezione. (vedi relazione allegata)
Per la raccolta dei dati necessari all´applicazione del modello Movarisch è stata predisposta una scheda di rilevazione che raccoglie tutte le informazioni relative alle variabili previste dal modello e quelle introdotte per l´adattamento alla realtà del laboratorio. E´ stato, inoltre, predisposto un applicativo che consente il calcolo automatico del valore di rischio associato all´utilizzo di ciascuna sostanza. L´applicativo è stato illustrato per gruppi di lavoratori che eseguono le stesse tipologie di analisi, ovvero appartenenti alla stessa area analitica, in particolare per l´area chimica e, successivamente, ogni operatore ha compilato la propria scheda, individuando le sostanze utilizzate, le quantità, la frequenza, le modalità d´uso e il tempo di esposizione. L´analisi delle schede compilate dagli operatori ha permesso di effettuare le seguenti considerazioni:
In totale sono state valutate 1105 singole esposizioni ad agenti chimici, 827 per il laboratorio chimico e 278 per il laboratorio microbiologico. Il 99% dei casi assume un valore di rischio (R) inferiore a 15 che, secondo il modello Movarisch, corrispondente a un rischio moderato. Solamente 5 casi (0,5%) rientrano nell´intervallo di incertezza e 8 (0,7%) superano il rischio moderato.
L´esposizione alle sostanze per le quali si supera il valore di rischio moderato sono:
Per tali situazioni sono state eseguite le misurazioni dell´esposizione all´agente chimico e le successive analisi hanno dato come risultato valori inferiori ad 1/10 del TLV-TWA (media ponderata nel tempo), per cui possono essere evitate ulteriori misurazioni qualora non si verifichino cambiamenti particolari del posto di lavoro, secondo la UNI EN 689, appendice C3.
I risultati della valutazione del rischio chimico con l´applicazione del modello Movarisch e le misure di esposizione personale effettuate hanno dimostrato un´entità di rischio moderato.
Testo completo della relazione in formato pdf (933 kB)
Versione stampabile