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Il contributo di Arpa allo studio degli anfiboli fibrosi

Il 27 e 28 aprile scorso si è svolto a Roma, presso l´Aula Magna dell´Università "La Sapienza", il convegno nazionale "Anfiboli fibrosi: nuove problematiche relative al rischio ambientale e sanitario"

Nell´ambito dell´evento sono stati presentati i più recenti risultati di studi che hanno evidenziato la correlazione tra la presenza di anfiboli fibrosi (rocce naturali a morfologia fibrosa) e gli effetti sulla salute dell´uomo. Inoltre, è stata l´occasione per presentare i risultati ottenuti da più ricerche
1) studio dei nuovi anfiboli fibrosi di Biancavilla;
2) caratterizzazione chimico-strutturale di anfiboli fibrosi con metodiche innovative;
3) valutazione del rischio da anfiboli fibrosi: indagini ambientali e tossicologiche e indagini sul "carico polmonare" di soggetti esposti e di "animali sentinella";
4) presentazione delle esperienze di diverse regioni relativamente alla presenza di amianto in natura.


All´interno delle relazioni sono stati illustrati, in particolare due importanti contributi che riguardano direttamente la nostra regione, da parte della Provincia di Parma (Pietro Boggio) e dall´Eccellenza Amianto, polveri e fibre della sezione provinciale di Reggio Emilia (Orietta Sala).
Quest´ultimo intervento si è sviluppato attraverso l´illustrazione dei progetti portati a termine o in corso in regione, quali la Mappatura dei siti contaminati e l´anagrafe, con georeferenziazione, delle cave di pietre verdi contenenti amianto e alcune riflessioni sull´andamento della ricerca analitica ed epidemiologica legata al progetto regionale "Pietre verdi".
Nella relazione sopracitata, in particolare, è stato presentato l´approfondimento epidemiologico in cui non si evidenzia una significativa differenza nell´incidenza di patologie legate all´amianto in territori con presenza di cave rispetto a territori con analoghe caratteristiche senza cave di pietre verdi.
L´attenzione, in questa importante sede di confronto, è stata rivolta alle numerose criticità:

- difficoltà tecnico-operative nell´applicazione del DM 14/05/1996 in particolare relativamente alla valutazione di pericolosità dei materiali appenninici estratti tramite l´indice di rilascio;

- necessità di estendere a tutti i lavoratori delle cave, dei trasporti e della successiva lavorazione/manipolazione di pietrischi di pietre verdi, delle iniziative di prevenzione, protezione e sorveglianza quali lavoratori esposti a fibre di amianto;

- necessità di regolamentare gli impieghi di questi materiali;

- ma soprattutto necessità di attivare un coordinamento fra le Regioni sedi di affioramenti ofiolitici.

Durante lo svolgimento del convegno, inoltre, si sono evidenziate le contraddizioni e le conseguenti difficoltà interpretative e gestionali per casi concreti di utilizzo di pietre verdi come, ad esempio, interventi di urbanizzazione ed opere infrastrutturali (i cantieri TAV e relativi accessi di cantiere), ma anche rotonde cittadine, arredi urbani e per giardini pubblici.
Per questo diventa sempre più urgente l´intervento del legislatore (locale e/o nazionale) per chiarire la complessa materia considerandone, contemporaneamente, gli aspetti sanitari, ambientali, paesaggistici e socio-economici.

 

 

Consulta gli atti del convegno




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