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Studio sull´applicazione di metodi microscopici per la determinazione del diametro medio delle fibre minerali vetrose ai fini della verifica del requisito previsto dalla nota R del DM 01/09/1998

L´immissione sul mercato dei cosiddetti "materiali sostitutivi dell´amianto" e le nuove disposizioni sull´etichettatura delle Fibre Minerali Vetrose (MMVFs) hanno determinato una crescente richiesta, da parte dei servizi di prevenzione delle Aziende USL, di analisi dei materiali per la verifica di quanto riportato sulle schede tecniche dei materiali, per la corretta applicazione del titolo VII del D.lgs. 626/94 e per la gestione degli interventi di bonifica.
Il Ministero della Sanità ha emesso una circolare esplicativa del D.M. 01/09/1998 senza l´indicazione di uno specifico metodo analitico. A tutt´oggi non esiste alcun metodo analitico ufficiale o procedura tecnica. Unico riferimento è una proposta dell´European Chemical Bureau (ECB) DRAFT4(Length Weighted Geometric Mean Diameter of Fibres) con indicazioni per l´analisi in microscopia elettronica a scansione (SEM), mentre l´Istituto Superiore di Sanità suggerisce l´analisi basata sulla microscopia ottica in contrasto di fase (MOCF).
Ci siamo posti il problema di rispondere alla necessità di misurare il valore del parametro indicato nella Nota R della circolare esplicativa del Ministero della Salute (DLG - 2ES), permettendoci alcune considerazioni e definendo una procedura operativa standard per la caratterizzazione dimensionale delle fibre minerali relative alle sostanze o ai prodotti all´ingrosso che contengono fibre artificiali vetrose, comprese le fibre di ceramica refrattarie (RCF), fibre vetrose artificiali (MMVFs), fibre cristalline e policristalline.
I lavori svolti dalla sezione provinciale di Reggio Emilia sono stati molteplici tra cui i più significativi sono:
- prima proposta operativa dello studio delle fibre minerali tramite confronto fra i metodi analitici in MOCF e SEM svolta interamente in sezione;
- classificazione di MMVFs (fibre vetrose artificiali) con la determinazione dei diametri e controllo tra i laboratori approfondendo lo studio dell´applicazione delle due tecniche microscopiche già citate.
Si tratta del primo studio in Italia condotto all´interno del gruppo GIF (Gruppo Interregionale Fibre) composto da Arpa Emilia-Romagna, Arpa Toscana, INAIL, ISPESL, Istituto Superiore di Sanità, Aziende USL di Reggio Emilia, Piacenza, Bologna, Modena, della Toscana, Lazio, Umbria, Liguria, Friuli Venezia Giulia.
Il Gruppo GIF opera per contribuire all´adeguamento degli standard operativi connessi all´applicazione delle norme, alla ricerca sui danni per la salute e i livelli di esposizione occupazionale, per individuare specifiche misure di prevenzione e protezione per i comparti a rischio, per aggiornare le conoscenze relative a metodi analitici e effetti tossici e mutageni.
La fase analitica del progetto è stata sviluppata avvalendosi di cinque laboratori competenti tramite un programma operativo articolato schematicamente nel modo seguente:
- la preparazione dei campioni da esaminare con i due sistemi di comminuzione è stata affidata ad un solo laboratorio (sezione di Reggio Emilia, Arpa Emilia-Romagna,) al fine di minimizzare i fattori di variabilità associati alle specifiche modalità operative di ogni laboratorio;
- i campioni sono stati esaminati dai cinque laboratori, con tecniche MOCF e SEM replicate, rendendole indipendenti per 100 fibre e 300 fibre;
- i risultati analitici sono stati elaborati statisticamente con il software SPSS 13.0 presso la sezione di Reggio Emilia di Arpa Emilia-Romagna.
In conclusione, si ritiene che possa essere utile, in futuro, svolgere ulteriori approfondimenti per eseguire la valutazione delle riproducibilità del metodo e la ripetibilità dei risultati ottenuti.
Precedente studio di classificazione di fibre minerali - 2003 (pdf 673 kB)
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