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Recupero delle scorie di fonderia come aggregato per fondi stradali

(16/05/2008) 

Per gentile concessione della Ditta Bacchi La sezione Arpa Emilia-Romagna di Reggio Emilia si è attivata per risolvere la questione legata alle numerose segnalazioni provenienti da cittadini ed amministrazioni comunali della pianura reggiana riguardanti l´utilizzo di scorie di fonderia e il loro potenziale pericolo di contaminazione ambientale.
Le scorie di acciaieria e quelle provenienti dalla fusione in forni elettrici, a combustibile o in convertitori a ossigeno di leghe di metalli ferrosi, sono considerate, ai sensi della normativa vigente, rifiuti speciali non pericolosi.
Infatti, questo materiale è ricompreso tra quelli previsti dal DM 05.02.98 recentemente integrato e modificato dal DM 05.04.06 n. 186, che regolamenta le attività di recupero (riutilizzo di materia o energia) dei rifiuti non pericolosi in procedura semplificata.

Tale materiale, nell´area nord della provincia di Reggio Emilia, è principalmente utilizzato per l´attività di recupero come sottofondo in cantieri edili o stradali e generalmente ricoperto con uno strato di cemento o asfalto.

La medesima Provincia di Reggio Emilia, per le infrastrutture stradali di competenza, incentiva l´utilizzo di questi materiali alternativi; per questo motivo l´Aggregato Artificiale è già stato impiegato in numerosi cantieri edili e per rilevanti opere stradali.

E´opportuno, inoltre, sottolineare che il D.Lgs. 152/06 "Norme in materia ambientale" corretto e integrato dal D.Lgs. 4/08, prevede espressamente l´incentivazione delle attività di recupero di materia o energia dai rifiuti.

I controlli svolti dal Distretto Nord della sezione provinciale Arpa Emilia-Romagna di Reggio Emilia presso diversi cantieri edili nei comuni della bassa reggiana, anche in collaborazione con il Nucleo Operativo Ecologico regionale dei Carabinieri, presso la ditta di Boretto e in altre province non hanno evidenziato alcuna situazione di inadeguatezza rispetto a quanto previsto dalla normativa a tutela dell´ambiente.

Recentemente, da parte del Distretto Nord, è stato effettuato un ulteriore controllo a seguito di un esposto relativo all´utilizzo delle scorie di fusione per la realizzazione della tangenziale di Novellara: anche in questo caso gli esiti analitici hanno confermato che il materiale rispetta gli standard previsti dalla normativa.




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