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Tutela delle acque

Tutela acque

L´evoluzione del clima e le attività antropiche stanno progressivamente riducendo le disponibilità e la qualità della risorsa idrica in molte aree. La corretta gestione della risorsa idrica riveste un´importanza primaria, soprattutto nelle aree dove si registra un sensibile divario tra domanda e offerta d´acqua, in particolar modo per gli usi civili, unitamente ad una competizione tra quest´ultimo uso e quello agricolo.
In Europa la domanda d´acqua è in aumento, con particolare riguardo all´area meridionale, e specialmente per gli usi agricoli, sebbene l´industria rimanga il maggiore utilizzatore. In generale nei paesi del Nord prevalgono gli usi industriali, mentre al Sud prevalgono gli usi agricoli. Per regolamentare la materia, l´Unione Europea ha confermato che è necessario perseguire gli obiettivi della salvaguardia, tutela e miglioramento delle qualità dell´ambiente e utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali, fondata sui principi della precauzione e dell´azione preventiva, sul principio della correzione dei danni causati all´ambiente, nonché sul principio "chi inquina paga" ( Direttiva Quadro n. 60/2000). In particolare nella stessa direttiva è confermato che:

  • l´acqua non è un prodotto commerciale al pari degli altri, bensì un patrimonio che va protetto, difeso e trattato come tale;
  • le politiche dei prezzi dell´acqua devono incentivare adeguatamente gli utenti ad usare le risorse in modo efficiente ed a contribuire agli obiettivi ambientali di tutela delle acque;
  • tutti i settori devono partecipare in modo adeguato al recupero dei costi dei servizi idrici.

Le utilizzazioni della risorsa idrica in Italia, con particolare ma non esclusivo riferimento al Mezzogiorno, hanno comportato negli ultimi decenni un forte incremento del numero di captazioni e derivazioni, non sempre inquadrate in un sistema ambientale sostenibile. Il quadro normativo italiano di riferimento è rappresentato dal D. lgs n. 152 dell´11 Maggio 1999 recante "Disposizioni sulla tutela delle acque dall´inquinamento e recepimento della direttiva 91/271 CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676 Cee relativa alla protezione delle acque dall´inquinamento da nitrati provenienti da fonti agricole", integrato dal successivo Decreto 258/00, che riprende il concetto di risparmio, già considerato dalla legge Galli n. 36/94. Il Decreto 152/99 anticipa i concetti presenti nella Direttiva Quadro 60/2000 e fa propria una strategia di tutela quali-quantitativa, che finalmente entra a pieno titolo nell´impianto legislativo sulle acque in Italia. Ultimo provvedimento da considerare è il D.P.R. n. 238/99 che completa e chiarisce alcune disposizioni della legge Galli e regolamenta la raccolta delle acque in invasi e cisterne. Il D. Lgs. 152/99 contiene misure specifiche di protezione, acquisisce il principio di interrelazione tra tutela qualitativa e quantitativa della risorsa idrica e disegna inoltre un sistema di verifiche più moderno e razionale. Le disposizioni normative sul bilancio idrico rilanciano l´esigenza di una vera e propria pianificazione degli usi della risorsa. Le misure razionali da adottare per una gestione sostenibile della risorsa riguardano principalmente:

  • adozione dei piani di tutela delle acque e definizione del bilancio idrico a livello di bacino ideologico;
  • definizione e controllo dei fabbisogni idrici;
  • aggiornamento e revisione degli strumenti di controllo e verifica;
  • miglioramento dell´efficienza della rete di distribuzione idrica al fine di ridurre le perdite e gli sprechi;
  • razionalizzazione dell´attività irrigua e corretta programmazione degli interventi;
  • controllo e razionalizzazione degli emungimenti idrici;
  • sviluppo di processi di riutilizzo delle acque reflue in agricoltura.

L´Acqua in Emilia-Romagna




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