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In regione Emilia-Romagna sono, al momento, attive due reti
di monitoraggio delle falde profonde, una è la Rete Regionale di
Monitoraggio delle acque sotterranee, che consta di circa 470 pozzi
di controllo, sui quali vengono condotti almeno 2 rilievi per
anno.
L´altra è una nuova rete da poco predisposta da parte della
Regione, con letture in continuo, ovvero a cadenza oraria, della
piezometria. Quest´ultima rete è relativa ad una quarantina di
piezometri automatici, adeguatamente distribuiti sulla porzione di
pianura della regione.
In un certo numero di casi, i punti di monitoraggio concidono con
pozzi che già fanno parte della Rete Regionale di Monitoraggio
delle acque sotterranee, oppure sono relativi a pozzi vicini con
caratteristiche analoghe in termini di falde intercettate.
In altri casi riguardano piezometri realizzati nel corso degli anni
dal Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli della Regione.
Queste due reti consentono di monitorare gli acquiferi profondi
in modo appropriato, al fine di conoscere rapidamente lo stato
delle piezometrie nei mesi primaverili, per evidenziare la
situazione corrente prima del più intenso sfruttamento estivo
connesso principalmente agli emungimenti irrigui e acquedottistici,
in particolare in presenza di condizioni di rischio di eventi
siccitosi sulle acque superficiali fluenti.
Per gli acquiferi prossimi alla fascia costiera, è di interesse
anche il monitoraggio della ingressione di acque salate di origine
marina attraverso il rilevamento in continuo della conducibilità
elettrica.
E´ disponibile un
nuovo sito web contenente dati sulle acque sotterranee della
pianura emiliano-romagnola: il lavoro è stato realizzato
grazie ad una collaborazione tra Regione e Arpa
Emilia-Romagna.
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