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Le intense e protratte anomalie climatiche verificatesi nel
corso dell´ultimo decennio hanno indotto la comunità scientifica ad
ammettere ufficialmente l´esistenza di una modificazione del clima
osservato dovuta alle attività umane.
Durante l´ultimo secolo, l´uomo ha provocato un profondo mutamento
nella composizione dell´atmosfera terrestre per quanto riguarda
specie chimiche che, se pur presenti in quantità molto ridotte,
contribuiscono in modo sostanziale alla determinazione
dell´equilibrio radiativo del nostro pianeta. Sono i tanto discussi
´gas serra´, l´ozono, e gli aereosol.
Variazioni anche piccole nelle concentrazioni di tali componenti
possono modificare la forzatura radiativa del clima e modificare
l´equilibrio del sistema sia a livello globale che a livello
regionale.
Il clima si definisce come la descrizione del tempo meteorologico
medio di una regione. Tale descrizione deve tenere conto sia della
variabilità, ampiezza e frequenza di eventi estremi, che della
media vera e propria.
In tempi recenti, è stata introdotta una nuova definizione di
clima come il sistema globale costituito dall´unione e interazione
reciproca di atmosfera, oceano, litosfera, criosfera e biosfera. La
non-linearità della dinamica di ogni singolo sistema componente e
delle interazioni reciproche fra i sistemi componenti rende lo
studio sull´evoluzione dello stato di equilibrio del clima
particolarmente complesso e le previsioni sul suo stato futuro
difficili da produrre.
Già nel 1988 il Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP),
d´intesa con l´Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM), ha
costituito un gruppo di esperti di livello internazionale,
IPCC: Intergovernamental
Panel on Climate Change, per definire lo stato delle conoscenze a
livello globale circa:
I risultati presentati dall´IPCC (Comitato Intergovernativo sul
Cambiamento Climatico) prevedono che l´aumentato effetto serra
produca una serie di mutamenti climatici che possono implicare,
unitamente ad un aumento della temperatura media, anche un
innalzamento del livello del mare, e conseguente allagamento delle
regioni costiere, lo scioglimento dei ghiacciai e delle calotte,
cambiamenti nella distribuzione delle precipitazioni, con
conseguenti siccità e allagamenti; cambiamenti nella frequenza di
incidenza di estremi climatici, in special modo di picchi di
temperature massime di intensità ampiamente al di sopra della
norma.
I cambiamenti climatici osservati negli ultimi dieci anni sembrano
andare esattamente nella direzione prevista da questi studi e hanno
coinvolto la nostra società anche a livello locale. Se dunque fino
a dieci anni fa il problema sembrava essere più di natura
accademica, ormai la sua importanza e realtà si e´ imposta a tutti
noi, chiamando associazioni governative sia internazionali che
nazionali ad agire al fine di limitare le conseguenze di tali
cambiamenti sulla società civile ed economica. In particolare
diventa assolutamente importante limitare per quanto possibile
l´aumento della concentrazione dei gas serra, limitando
l´immissione degli stessi nell´atmosfera.
I documenti del gruppo IPCC ed i lavori successivi di varie
conferenze e comitati internazionali hanno poi portato alla
approvazione di una Convenzione quadro sui cambiamenti climatici
(FCCC), firmata anche dall´Italia al Congresso del 1992 di Rio de
Janeiro ed entrata in vigore il 21.3.94.
Un passo di approfondimento e di perfezionamento delle intese sul
piano internazionale si è avuto alla Conferenza sui cambiamenti
climatici di Kyoto, in Giappone, a dicembre 1997; nell´occasione si
è approvato un protocollo il cui processo di formalizzazione ha
avuto inizio il 15.3.99. A Kyoto sono peraltro emerse anche alcune
incertezze ancora esistenti nel mondo scientifico sull´entità delle
conseguenze, dirette e indirette, prodotte dai cambiamenti
climatici globali, però si è stabilito che, nel caso specifico,
l´incertezza scientifica non deve giustificare l´inazione; da ciò
si è avuta l´esigenza di promuovere altre conferenze
internazionali, fino a quella di Bonn di novembre 1999, per far
maturare accordi politici concreti, tesi a ridurre le emissioni di
gas serra nell´atmosfera incriminate dei cambiamenti, nel
presupposto evidenziato che solo uno sviluppo sostenibile sia da
considerare come unico accettabile per il progresso umano. Molti
paesi hanno sottoscritto il trattato, anche se permangono riserve e
posizioni discordanti come evidenziato nelle Conferenze delle
Parti.
Nell´ambito del progetto Interreg IVC Water CoRe, ARPA ha realizzato un pieghevole, utilizzabile anche come locandina, sul cambiamento climatico e l´impatto sulle risorse idriche. Il pieghevole è disponibile anche in versione di stampa ad alta qualità.
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