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Problema ambientale: Inquinamento dell'aria
Sequenza indicatori
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Inquadramento generale
La maggior parte delle attività umane comporta la continua immissione di sostanze inquinanti nellatmosfera. Il destino di queste sostanze è governato da molteplici fattori, tra cui le caratteristiche fisiche degli strati daria sovrastanti che ne determinano la diffusione, i processi di rimozione che ne influenzano il tempo di permanenza in atmosfera, le trasformazioni chimiche che creano, a loro volta, altre sostanze potenzialmente pericolose.
Questo insieme di fattori può, quindi, portare a fenomeni di inquinamento che interessano aree limitate, come gli episodi di smog nelle grandi città industriali, o coinvolgono invece lintero pianeta, come la distruzione dellozono stratosferico e i cambiamenti climatici.
E chiaro quindi che il problema dellinquinamento atmosferico deve essere affrontato con azioni locali inserite in programmi più ampi che individuino strategie comuni sia a livello regionale che a scala europea e mondiale.
Tabella A
| Indicatore n°: 1 |
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Sistema/componente: Aria | |
| Titolo dellindicatore: N° autorizzazioni rilasciate ad aziende con emissioni in atmosfera | |||
| Descrizione: Si riportano i trend delle autorizzazioni rilasciate alle aziende per le emissioni in atmosfera | |||
| Fonte dei dati: Catasti provinciali delle autorizzazioni rilasciate ai sensi del DPR 203/88 | |||
| Commenti/Problematiche: Dalle tabelle si evidenzia landamento del trend autorizzativo rispetto alle aziende di ogni tipologia produttiva con emissioni significative (ex artt. 15A/B e 6) presenti sul territorio distrettuale. Si nota che i movimenti di ristrutturazioni e/o nuovi insediamenti più significativi si registrano nel corso degli anni nei comuni di Fiorano, Sassuolo e Casalgrande. Il distretto ha un peso in termini di modificazioni agli impianti produttivi di circa il 43% rispetto al totale delle due province. | |||
| Copertura geografica dellindicatore: Distretto | Livello di dettaglio geografico: Comune | ||
| Unità di Misura: n° autorizzazioni rilasciate | Tipo di rappresentazione: Tabellare | ||
| Serie dei dati: 1997-1998-1999 | Frequenza aggiornamento dati: annuale | ||
| Generazione dei dati: n° atti autorizzativi | |||
| Flusso informativo - Azioni richieste: Provincia, ARPA | |||
| Responsabile del procedimento: ARPA | |||
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1997 |
art.6 | art.15A | art.15B | TOT |
| Casalgrande |
4 |
18 |
0 |
22 |
| Castellarano |
3 |
14 |
2 |
19 |
| Castelvetro |
7 |
10 |
1 |
18 |
| Fiorano |
4 |
34 |
4 |
42 |
| Formigine |
5 |
6 |
11 |
|
| Maranello |
7 |
6 |
1 |
14 |
| Rubiera |
2 |
6 |
0 |
8 |
| Sassuolo |
7 |
16 |
0 |
23 |
| Scandiano |
7 |
5 |
0 |
12 |
| Viano |
0 |
3 |
1 |
4 |
| Distretto |
46 |
118 |
9 |
173 |
| Provincia Modena |
127 |
176 |
21 |
324 |
| Provincia RE |
82 |
74 |
23 |
179 |
|
1998 |
art.6 | art.15A | art.15B | TOT |
| Casalgrande |
1 |
19 |
3 |
23 |
| Castellarano |
6 |
12 |
1 |
19 |
| Castelvetro |
0 |
14 |
1 |
15 |
| Fiorano |
9 |
43 |
2 |
54 |
| Formigine |
6 |
9 |
2 |
17 |
| Maranello |
4 |
8 |
12 |
|
| Rubiera |
6 |
5 |
0 |
11 |
| Sassuolo |
3 |
20 |
1 |
24 |
| Scandiano |
6 |
9 |
0 |
15 |
| Viano |
2 |
1 |
0 |
3 |
| Distretto |
43 |
140 |
10 |
193 |
| Provincia Modena |
87 |
245 |
15 |
347 |
| Provincia RE |
107 |
222 |
27 |
356 |
|
1999 |
art.6 | art.15A | art.15B | TOT |
| Casalgrande |
6 |
14 |
4 |
24 |
| Castellarano |
7 |
58 |
0 |
65 |
| Castelvetro |
2 |
4 |
6 |
|
| Fiorano |
9 |
11 |
20 |
|
| Formigine |
4 |
6 |
10 |
|
| Maranello |
4 |
2 |
6 |
|
| Rubiera |
3 |
7 |
0 |
10 |
| Sassuolo |
10 |
9 |
1 |
20 |
| Scandiano |
1 |
5 |
1 |
7 |
| Viano |
1 |
1 |
0 |
2 |
| Distretto |
47 |
117 |
6 |
170 |
| Provincia Modena |
103 |
110 |
14 |
227 |
| Provincia RE |
110 |
265 |
35 |
410 |
Tabella B
| Titolo dellindicatore: n° autorizzazioni rilasciate alle aziende con emissioni in atmosfera |
Altri indicatori/indici strettamente correlati Indicatori di pressione: Carico inquinante da industrie ceramiche Polveri, Fluoro, piombo (t/anno), diffusione in atmosfera di polveri e fluoro derivanti da industria ceramica: mappe di isoconcentrazione Indicatori di stato: qualità dellaria PTS, CO, NOx, deposizioni acide: pH, nitrati, solfati, fluoro, piombo Indicatori di risposta: n° impianti di depurazione emissioni ceramiche, % emissioni ceramiche depurate, rimozione di inquinanti in atmosfera, n° controlli emissioni/anno, efficienza rete di rilevamento. |
| Scopo ed obiettivi dellindicatore: Valutare il trend di ristrutturazioni, nuovi insediamenti registrati nel corso degli anni, in quanto ad ogni atto autorizzativo corrisponde una modifica dellimpianto produttivo e/o trasferimenti | |
| Unità e definizioni: n° autorizzazioni rilasciate, art.15A/B=modifiche impianti; art.6= nuovi impianti | |
| Metodi di misura | |
| Metodo di elaborazione: Sommatoria dagli atti autorizzativi rilasciati | |
| Mappe/Documenti/progetti/Modelli collegati: | |
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Problematiche: Ulteriori azioni richieste: sistema informativo province RE e MO non strutturato Problema di aggregazione dati :difficoltà a scorporare le diverse attività produttive per codice ISTAT, non essendo previsto nel catasto provinciale di RE. |
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| Documento di riferimento: indicatore individuato ad hoc per questa area territoriale definita "Distretto Industriale" | |
| Riferimento normativo: D.P.R. 203/88 | |
| Probabili tipi di rappresentazione: Tabelle, grafici. | |
| Problemi di trattamento dellinformazione: n° aziende con emissioni in atmosfera autorizzate suddivise per comparti produttivi | |
Tabella A
| Indicatore n°: 2 |
|
Sistema/componente: Aria | |
| Titolo dellindicatore: Carico inquinante autorizzato derivante da industrie ceramiche. | |||
| Descrizione: Si riporta la distribuzione del carico inquinante delle Polveri, del Fluoro e del Piombo derivanti dalle emissioni delle ceramiche dei comuni del Distretto. | |||
| Fonte dei dati: Catasti provinciali di autorizzazioni rilasciate ai sensi del DPR 203/88. | |||
|
Commenti/Problematiche: I valori riportati nei grafici sono aggiornati al 1999. I carichi inquinanti calcolati dai valori del limite autorizzato rappresentano una stima del peso massimo che le aziende del comparto possono esercitare sullinquinamento atmosferico. Dal confronto tra i carichi inquinanti autorizzati e i dati dei controlli e degli autocontrolli effettuati alle emissioni si possono fare le seguenti considerazioni:
|
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| Copertura geografica dellindicatore: Distretto | Livello di dettaglio geografico: Comune | ||
| Unità di Misura: t/anno, % | Tipo di rappresentazione: grafico | ||
| Serie dei dati: 1999 | Frequenza aggiornamento dati: annuale | ||
| Generazione dei dati: Carico inquinante autorizzato: valore limite di concentrazione e di portata imposti ai singoli punti di emissione dalle autorizzazioni rilasciate agli impianti, in relazione alle ore lavorate /die; | |||
| Flusso informativo - Azioni richieste: Provincia, ARPA | |||
| Responsabile del procedimento: ARPA | |||






Tabella B
| Titolo dellindicatore Carico inquinante derivante da industrie ceramiche |
Altri indicatori/indici strettamente correlati Indicatori di pressione: n° autorizzazioni rilasciate, diffusione in atmosfera di polveri e fluoro derivanti da industria ceramica: mappe di isoconcentrazione Indicatori di stato: qualità dellaria PTS, CO, NOx, deposizioni acide: pH, nitrati, solfati, fluoro, piombo Indicatori di risposta: n° impianti di depurazione emissioni ceramiche, rimozione di inquinanti in atmosfera, n° controlli emissioni/anno, efficienza rete di rilevamento. |
| Scopo ed obiettivi dellindicatore: Il carico inquinante dà conto della pressione sulla matrice aria dovuta alle emissioni dellindustria ceramica. | |
| Unità e definizioni: t/anno, % (rapporto tra carichi dei comuni e totale distretto) | |
| Metodi di misura: controlli alle emissioni e autocontrolli ai sensi dell'ex DPR 203/88 | |
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Metodo di elaborazione: il carico inquinante viene calcolato utilizzando le concentrazioni limite di inquinante (espresse in mg/mc) che gli impianti sono autorizzati ad emettere, la portata autorizzata espressa in Nmc/h e la durata autorizzata della emissione espressa in h/d e considerando 220 giorni lavorativi/anno. I dati necessari a tale calcolo vengono desunti dai catasti provinciali di autorizzazione rilasciate ai sensi del DPR 203/88. |
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| Mappe/Documenti/progetti/Modelli collegati: autorizzazioni alle emissioni degli impianti ceramici del Distretto, produzione di piastrelle del distretto. | |
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Problematiche: Ulteriori azioni richieste: al fine di un calcolo puntuale del carico inquinante autorizzato, è necessario un aggiornamento continuo del catasto delle emissioni qualora vengano modificati gli impianti e le autorizzazioni ad essi relativi; per effettuare il calcolo del reale carico emesso, sarebbe necessario un flusso informativo diretto rispetto ai valori degli autocontrolli. Relativamente alle Polveri bisognerebbe valutare in modo concertato tra tutti i portatori di interesse l'opportunità di aggiornare i limiti alle emissioni fredde rispetto a quanto oggi la migliore tecnologia di abbattimento è in grado di garantire. |
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| Documento di riferimento: Indicatore individuato ad hoc per le caratteristiche produttive del territorio in esame. | |
| Riferimento normativo: D.P.R.203/88 | |
| Probabili tipi di rappresentazione: grafici - tabelle | |
| Problemi di trattamento dellinformazione: | |
Tabella A
| Indicatore n°: 3 | P S R | Sistema/componente: Aria | |
| Titolo dellindicatore: Diffusione in atmosfera di Polveri e Fluoro derivanti da industria ceramica. | |||
| Descrizione: Si riportano le mappe di isoconcentrazione delle Polveri e del Fluoro derivanti dal contributo di tutte le ceramiche attive del Distretto. | |||
| Fonte dei dati: Catasti provinciali di autorizzazione rilasciate ai sensi del DPR 203/88, dati meteorologici delle stazioni di Spezzano (MO) e Castellarano (RE). | |||
|
Commenti/Problematiche: Le concentrazioni sono calcolate a partire dai dati delle emissioni ricavati dai catasti provinciali di autorizzazione agli impianti rilasciate ai sensi del DPR 203/88, pertanto rappresentano il contributo massimo che le ceramiche possono produrre. Relativamente alle Polveri i limiti alle emissioni fredde sono relativamente alti, per cui le concentrazioni di ricaduta calcolate rappresentano una sovrastima di quelle realmente rilevabili. Le mappe di diffusione degli inquinanti in atmosfera derivanti dalle emissioni del comparto ceramico indicano un peso del 15% rispetto a quello rilevato dalle stazioni di monitoraggio. Relativamente al Fluoro i limiti alle emissioni sono tali per cui le concentrazioni di ricaduta calcolate risultano essere confrontabili con quelle delle immissioni riscontrate nelle campagne di rilevamento effettuate. Ciò garantisce sull'affidabilità del modello e sul fatto che il limite di emissione per il Fluoro è vicino al valore di concentrazione realmente emesso dai camini, garantito dalla migliore tecnologia oggi applicata. |
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| Copertura geografica dellindicatore: Distretto | Livello di dettaglio geografico: Comune | ||
| Unità di Misura: mg/mc | Tipo di rappresentazione: mappa | ||
| Serie dei dati: 1999 | Frequenza aggiornamento dati: annuale | ||
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Generazione dei dati: La stima della concentrazione di ricaduta al suolo delle Polveri e del Fluoro è stata realizzata a partire da:
|
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| Flusso informativo - Azioni richieste: Provincia, ARPA | |||
| Responsabile del procedimento: ARPA | |||
Tabella B
| Titolo dellindicatore: Diffusione in atmosfera di Polveri e Fluoro derivanti da industria ceramica. |
Altri indicatori/indici strettamente correlati: Indicatori di pressione: n° autorizzazioni rilasciate, carico inquinante da industrie ceramiche Polveri, Fluoro, piombo (t/anno); Indicatori di stato: qualità dellaria PTS, CO, NOx, deposizioni acide: pH, nitrati, solfati, fluoro, piombo Indicatori di risposta: n° impianti di depurazione delle emissioni ceramiche, % emissioni ceramiche depurate, rimozione di inquinanti in atmosfera, n° controlli emissioni/anno, efficienza rete di rilevamento. |
| Scopo ed obiettivi dellindicatore: La stima delle concentrazioni al suolo di un inquinante permette di esprimere considerazioni sullo stato di qualità dellaria, nonché sul sistema di monitoraggio ambientale; inoltre permette di valutare il contributo derivante da determinate sorgenti analizzate (emissioni ceramiche). | |
| Unità e definizioni: mg/mc (misura della concentrazione al suolo dellinquinante, calcolata come media annua, ottenuta considerando i primi, i secondi e i terzi valori orari più alti rilevati per ogni singolo punto della griglia di recettori definita). | |
| Metodi di misura: | |
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Metodo di elaborazione: Le mappe di isoconcentrazione sono state realizzate grazie allintegrazione ed elaborazione di più dati relativi a più parametri e allapplicazione del modello gaussiano ISC3 (Industrial Source Complex Dispersion Models version 3) sviluppato presso lUS-EPA (United States Environmental Protection Agency) pubblicato nel 1995, formulato allo scopo di studiare il trasporto e la dispersione in atmosfera degli inquinanti gassosi e particolati emessi da unampia gamma di sorgenti, attraverso successive fasi:
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| Mappe/Documenti/progetti/Modelli collegati: | |
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Problematiche: Nel modello non è stato stimato leffetto del dilavamento degli edifici (downwash) per la mancanza delle informazioni planimetriche e progettuali degli edifici; la dimensione vasta del territorio in esame e lalto numero delle aziende considerate fanno sì che i risultati ottenuti senza lopzione relativa al dilavamento possono essere considerati soddisfacenti e significativi. Ulteriori azioni richieste: Al fine di un calcolo puntuale delle concentrazioni al suolo dellinquinante, è necessario un aggiornamento continuo del catasto delle emissioni qualora vengano modificati gli impianti e le autorizzazioni ad essi rilasciati. Inoltre risulta necessaria una manutenzione continua delle centraline di monitoraggio delle stazioni meteo. Problema di aggregazione dati : |
|
| Documento di riferimento: | |
| Riferimento normativo:. | |
| Probabili tipi di rappresentazione: mappe | |
| Problemi di trattamento dellinformazione: | |
Tabella A
| Indicatore n°: 4 |
|
Sistema/componente: Aria | |
| Titolo dellindicatore: Veicoli immatricolati nel distretto. | |||
|
Descrizione: Sono state eseguite delle elaborazioni sia sui dati dei veicoli totali che sulle singole categorie, in particolare:
I dati dei singoli comuni sono stati confrontati con il dato del distretto e delle due Province di riferimento. Inoltre per i veicoli, le autovetture, gli autocarri e i motocarri immatricolati nel 1997 si riporta:
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| Fonte dei dati: A.C.I. | |||
| Commenti/Problematiche: la distribuzione nel tempo del numero di veicoli mostra un andamento di leggero aumento. | |||
| Copertura geografica dellindicatore: Distretto. | Livello di dettaglio geografico: Comune. | ||
| Unità di Misura: numero automezzi. | Tipo di rappresentazione: grafica. | ||
| Serie dei dati: 1991-1997 | Frequenza aggiornamento dati: annuale. | ||
| Generazione dei dati: n° autoveicoli immatricolati. | |||
| Flusso informativo - Azioni richieste: A.C.I. A.R.P.A. | |||
| Responsabile del procedimento: ARPA | |||



Tabella B
| Titolo dellindicatore: Veicoli immatricolati |
Altri indicatori/indici strettamente correlati: Indicatori di pressione: Flussi di traffico, carico inquinante da trasporti NOx, HC, CO; Indicatori di stato: Qualità dellaria: anidride carbonica (CO2), trend delle concentrazioni; qualità dellaria PTS, CO, NOx, deposizioni acide: pH, nitrati, solfati, fluoro, piombo, andamento demografico; Indicatori di risposta: efficienza rete di rilevamento. |
| Scopo ed obiettivi dellindicatore: Valutare l'indice di motorizzazione (potenziale carico derivante dai veicoli immatricolati) | |
| Unità e definizioni: Le categorie comprendono: autovetture, autobus, motocicli, motocarri e autocarri (autocarri merci, speciali, rimorchi e semirimorchi, trattori e motrici). | |
| Metodi di misura: numero dei mezzi immatricolati nei diversi territori comunali. | |
| Metodi di elaborazione: | |
| Mappe/documenti/progetti/modelli collegati: flussi di traffico. | |
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Problematiche: Ulteriori azioni richieste: gli ultimi aggiornamenti risalgono allanno 1997 Problemi di aggregazione dati: i veicoli immatricolati non danno indicazioni sul flusso di traffico. Occorrerebbe elaborare i dati di immatricolazione con quelli di demolizione dei mezzi, dato che non si è potuto reperire. |
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| Documento di riferimento: | |
| Riferimento normativo: | |
| Probabili tipi di rappresentazione: | |
| Problemi di trattamento dellinformazione: | |
Tabella A
| Indicatore n°: 5 |
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Sistema/componente: Aria | |
| Titolo dellindicatore: Flussi di traffico veicolare: numero mezzi circolanti | |||
| Descrizione: Simulazioni effettuate attraverso l'ausilio di un modello dei flussi di traffico opportunamente tarato con una campagna di rilievi dei flussi effettuata negli anni 1995 - 1998 con aggiornamento all'anno 2000. | |||
| Fonte dei dati: Matrice Origine /Destinazione delle autovetture costruita sulla base del Censimento ISTAT 1991 della mobilità delle persone con aggiornamento al 1998 per quanto riguarda la popolazione residente. Matrice Origine/Destinazione dei mezzi pesanti costruita sulla base delle analisi dei progetti europei DEMETRA ed HERMES, aggiornata nelle analisi del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale della Provincia di Modena. | |||
|
Commenti/Problematiche: Tutti i dati sono relativi all'ora di punta del mattino 7,30-8,30. Le matrici dei mezzi pesanti sono relative a tutti i mezzi originati e destinati dal comprensorio ceramico. Pertanto al di fuori di questo ambito territoriale i volumi di mezzi pesanti sono da considerarsi parziali. Tutto il distretto presenta condizione di forte congestione con rilevanza sia del traffico leggero che pesante. In particolare gli assi viari più impattati dal traffico indotto dall'attività produttiva sono Castellarano-Rubiera e Casalgrande-Sassuolo. |
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| Copertura geografica dellindicatore: Distretto | Livello di dettaglio geografico: rete stradale comunale, provinciale e statale del distretto | ||
| Unità di Misura: n° veicoli nell'ora di punta | Tipo di rappresentazione: Cartografia | ||
| Serie dei dati: 1991, 1998 | Frequenza aggiornamento dati: non continuativa | ||
| Generazione dei dati: flussi di traffico della Provincia di Modena | |||
| Flusso informativo - Azioni richieste: Provincia di Modena - Servizio Trasporti, A.R.P.A | |||
| Responsabile del procedimento: Provincia di Modena - Servizio Trasporti | |||
Tabella B
| Titolo dellindicatore: Flussi di traffico veicolare |
Altri indicatori/indici strettamente correlati: Indicatori di pressione: Carico inquinante da trasporti NOx, HC, CO; Indicatori di stato: Qualità dellaria: anidride carbonica (CO2), trend delle concentrazioni; qualità dellaria PTS, CO, NOx, deposizioni acide: pH, nitrati, solfati, fluoro, piombo, andamento demografico; Indicatori di risposta: efficienza rete di rilevamento. |
| Scopo ed obiettivi dellindicatore: Quantificare i flussi di traffico sulla rete stradale di riferimento per individuare le situazioni più critiche. | |
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Unità e definizioni: Autovetture. Veicoli leggeri del tipo auto, veicoli commerciali leggeri, autocarri con meno di 35 q di portata, esclusi mezzi di soccorso e di pubblica sicurezza. Rigidi. Veicoli pesanti costituiti da autocarri con massa superiore a 35 q a 2 o più assi senza rimorchio. Articolati. Veicoli pesanti costituiti da convogli del tipo autotreno, autosnodato e autoarticolato. |
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| Metodi di misura: conteggio del flusso veicolare. | |
| Metodi di elaborazione: simulazione con l'ausilio di un modello di calcolo probabilistico | |
| Mappe/documenti/progetti/modelli collegati: mappe dei carichi inquinanti da trasporto. | |
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Problematiche: Ulteriori azioni richieste: Problemi di aggregazione dati: Mancano i mezzi articolati non a scopo ceramico e tutti i flussi di attraversamento, cioè quegli spostamenti originati e destinati a zone esterne al modello di simulazione. |
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| Documento di riferimento: PTCP della Provincia di Modena e PTVE dei Comuni di Sassuolo Fiorano e Maranello | |
| Riferimento normativo: Codice della Strada (D.LGS. 30.4.92 n°285) e dal relativo Regolamento dattuazione (D.P.R. 16.12.92 n°495) e s.m. | |
| Probabili tipi di rappresentazione: Tabelle, cartografia | |
| Problemi di trattamento dellinformazione: | |
Tabella A
| Indicatore n°: 6 |
|
Sistema/componente: Aria | |
| Titolo dellindicatore: Carico inquinante da traffico. | |||
| Descrizione: Calcolo delle emissioni di agenti inquinanti NOx, CO, HC, sulla base delle simulazioni dei flussi di traffico veicolare. Simulazioni e calcoli effettuati con l'ausilio di un modello dei flussi di traffico. | |||
| Fonte dei dati: Matrice Origine /Destinazione delle autovetture costruita sulla base del Censimento ISTAT 1991 della mobilità delle persone con aggiornamento al 1998 per quanto riguarda la popolazione residente. Matrice Origine/Destinazione dei mezzi pesanti costruita sulla base delle analisi dei progetti europei DEMETRA ed HERMES, aggiornata nelle analisi del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale della Provincia di Modena. | |||
|
Commenti/Problematiche: Tutti i dati sono relativi all'ora di punta del mattino 7,30-8,30. Le matrici dei mezzi pesanti sono relative a tutti i mezzi originati e destinati dal comprensorio ceramico. Pertanto al di fuori di questo ambito territoriale i volumi di mezzi pesanti sono da considerarsi parziali. Il carico inquinante conferma la situazione descritta dai flussi di traffico. |
|||
| Copertura geografica dellindicatore: Distretto | Livello di dettaglio geografico: rete stradale comunale, provinciale e statale del distretto | ||
| Unità di Misura: g/km | Tipo di rappresentazione: Dati e cartografica | ||
| Serie dei dati: | Frequenza aggiornamento dati: | ||
| Generazione dei dati: flussi di traffico della Provincia di Modena | |||
| Flusso informativo - Azioni richieste: Provincia di Modena - Servizio Trasporti, ARPA | |||
| Responsabile del procedimento: Provincia di Modena - Servizio Trasporti | |||
Tabella B
| Titolo dellindicatore: Carico inquinante da trasporti |
Altri indicatori/indici strettamente correlati: Indicatori di pressione: Flussi di traffico, carico inquinante da trasporti NOx, HC, CO; Indicatori di stato: Qualità dellaria: anidride carbonica (CO2), trend delle concentrazioni; qualità dellaria PTS, CO, NOx, deposizioni acide: pH, nitrati, solfati, fluoro, piombo, andamento demografico; Indicatori di risposta: efficienza rete di rilevamento. |
| Scopo ed obiettivi dellindicatore: Individuare la quantità di sostanze inquinanti emesse dagli autoveicoli circolanti. | |
| Unità e definizioni: fattori di emissione espressi in g di inquinante per km | |
| Metodi di misura: | |
| Metodi di elaborazione: I calcoli delle emissioni sono stati effettuati con l'ausilio del modello di simulazione dei flussi di traffico della Provincia di Modena, secondo le direttive svizzere, considerando i fattori di calcolo delle emissioni pubblicati dall'Ufficio Federale Svizzero per l'Ambiente. Gli inquinanti considerati sono NOx, CO, e HC. Per ogni sostanza inquinante viene usata una curva di regressione la cui equazione è un polinomio di quinto grado. | |
| Mappe/documenti/progetti/modelli collegati: | |
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Problematiche: Ulteriori azioni richieste: aggiornamento dei fattori di emissione per le polveri derivante da traffico non ancora reperibili in bibliografia. Problemi di aggregazione dati: |
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| Documento di riferimento: | |
| Riferimento normativo: direttive svizzere, considerando i fattori di calcolo delle emissioni pubblicati dall'Ufficio Federale Svizzero per l'Ambiente. | |
| Probabili tipi di rappresentazione: Tabelle, cartografia. | |
| Problemi di trattamento dellinformazione: | |
Tabella A
| Indicatore n°: 7a |
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Sistema/componente: Aria | |
| Titolo dellindicatore qualità dellaria polveri totali sospese (PTS) | |||
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Descrizione: Per le polveri totali sospese (PTS) si riportano le seguenti elaborazioni:
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| Fonte dei dati: ARPA Reti Provinciali di monitoraggio della qualità dellaria | |||
| Commenti/Problematiche: I superamenti registrati nel distretto sono pari a circa il 30% rispetto al totale delle due Province. Le concentrazioni medie sono al di sotto dello standard di qualità previsto dalla normativa, anche se i valori massimi e il 95°percentile, consistentemente più elevati mettono in evidenza valori di punta registrabili nei frequenti periodi di stabilità atmosferica. Rispetto ai trend del 95° percentile è possibile evidenziare come il comune di Sassuolo eguagli e a volte superi i dati rilevati nei diversi capoluoghi di provincia della regione definiti "aree urbane ad alto traffico". | |||
| Copertura geografica dellindicatore: comunale | Livello di dettaglio geografico: singole postazioni di misura (punti con coordinate geografiche) | ||
| Unità di Misura: n° e % superamenti, µg/mc | Tipo di rappresentazione: tabelle, grafici | ||
| Serie dei dati:1994,1995, 1996, 1997, 1998 | Frequenza aggiornamento dati: annuale | ||
| Generazione dei dati: concentrazioni medie giornaliere | |||
| Flusso informativo Azioni richieste: ARPA | |||
| Responsabile del procedimento: ARPA | |||
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Tabella A
| Indicatore n°: 7b |
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Sistema/componente: Aria | |
| Titolo dellindicatore: qualità dellaria - biossido di azoto (NO2) | |||
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Descrizione: Per il biossido di azoto (NO2) si riportano le seguenti elaborazioni:
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| Fonte dei dati: ARPA Reti Provinciali di monitoraggio della qualità dellaria | |||
| Commenti/Problematiche: Relativamente al biossido di azoto, si evidenzia una percentuale di superamento del livello di attenzione estremamente ridotta, unicamente per la stazione di Sassuolo, rispetto alle situazioni presentatesi nel resto delle due province. I trend dei valori medi rilevati negli anni sono in progressivo calo, con concentrazioni più elevate nella stazione di Sassuolo rispetto alle altre del distretto. I valori massimi e di percentili che in alcuni casi si avvicinano al limite mettono in evidenza fenomeni di accumulo che si registrano in particolari situazioni meteorologiche. | |||
| Copertura geografica dellindicatore: Distretto | Livello di dettaglio geografico: singole postazioni di misura (punti con coordinate geografiche) | ||
| Unità di Misura: n° e % superamenti, µg/mc | Tipo di rappresentazione: tabelle, grafici | ||
| Serie dei dati:1994,1995, 1996, 1997, 1998 | Frequenza aggiornamento dati: annuale | ||
| Generazione dei dati: concentrazioni medie orarie | |||
| Flusso informativo Azioni richieste: ARPA | |||
| Responsabile del procedimento: ARPA | |||
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Tabella A
| Indicatore n°: 7c |
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Sistema/componente: Aria Atmosfera | |
| Titolo dellindicatore qualità dellaria monossido di carbonio (CO) | |||
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Descrizione: Per il monossido di carbonio (CO) si riportano le seguenti elaborazioni:
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| Fonte dei dati: ARPA Rete Provinciale di monitoraggio della qualità dellaria | |||
| Commenti/Problematiche: Relativamente al monossido di carbonio non si sono registrati superamenti dei livelli di attenzione e di allarme. I trend dei valori medi rilevati negli anni sono in progressivo calo, con concentrazioni più elevate nella stazione di Sassuolo rispetto alle altre del distretto. I valori massimi e dei percentili consistentemente più elevati mettono in evidenza fenomeni di accumulo che si registrano in particolari situazioni meteorologiche. | |||
| Copertura geografica dellindicatore: comunale | Livello di dettaglio geografico: singole postazioni di misura (punti con coordinate geografiche) | ||
| Unità di Misura: n° superamenti e %, mg/mc | Tipo di rappresentazione: tabella e grafici | ||
| Serie dei dati: periodi di rilevamento relativi agli anni 1994, 1995, 1996, 1997, 1998 | Frequenza aggiornamento dati: annuale | ||
| Generazione dei dati: concentrazioni medie orarie maggiori del livello di attenzione | |||
| Flusso informativo - Azioni richieste: ARPA | |||
| Responsabile del procedimento: ARPA | |||
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Tabella A
| Indicatore n°: 7d |
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Sistema/componente: Aria | |
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Descrizione: Per lozono (O3) si riportano le seguenti elaborazioni:
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| Fonte dei dati: ARPA Rete Provinciale di monitoraggio della qualità dellaria | |||
| Commenti/Problematiche: L'ozono è un inquinante che subisce fenomeni di trasporto su lunga distanza e deriva da smog fotochimico ed è generato dall'irraggiamento solare. I superamenti dei livelli di attenzione sono frequenti nel distretto, anche se con percentuali relativamente ridotta rispetto al totale delle due Province. | |||
| Copertura geografica dellindicatore: comunale | Livello di dettaglio geografico: singole postazioni di misura (punti con coordinate geografiche) | ||
| Unità di Misura: n° e % superamenti, ug/mc | Tipo di rappresentazione: tabella e grafici | ||
| Serie dei dati: periodi di rilevamento relativi agli anni 1994, 1995, 1996, 1997, 1998 | Frequenza aggiornamento dati: annuale | ||
| Generazione dei dati: concentrazioni medie orarie maggiori del livello di attenzione | |||
| Flusso informativo - Azioni richieste: ARPA | |||
| Responsabile del procedimento: ARPA | |||
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Tabella B
| Titolo dellindicatore: qualità dellaria Polveri totali sospese (PTS), NOx, CO, O3 |
Altri indicatori/indici strettamente correlati: Indicatori di pressione: Carichi inquinanti da emissioni, carichi inquinanti da traffico, consumi di combustibile ad uso civile ed industriale Indicatori di Stato: Classi di stabilità atmosferica, vento e circolazione atmosferica, temperatura Indicatori di Risposta: riduzione combustibili nella produzione ceramica, n° stazioni di monitoraggio. |
| Scopo ed obiettivi dellindicatore: dallanalisi dei superamenti dei livelli di attenzione e di allarme, dei valori medi, massimi e del 98° percentile delle concentrazioni medie orarie e giornaliere rilevate nel 1998 è possibile avere un quadro generale della qualità dellaria. Gli inquinanti sono soggetti agli andamenti temporali delle sorgenti di emissione, alle ciclicità meteorologiche ed a fenomeni di accumulo. Levoluzione della qualità dellaria nel tempo è state seguita attraverso lanalisi delle medie annue e dei 98° percentili calcolati dal 1994 al 1998; i dati dei 98° percentili calcolati nelle stazioni del distretto sono stati confrontati con i valori rilevati nelle stazioni, più critiche per questo parametro, presenti nelle due province di riferimento e nelle altre province della regione. | |
| Unità e definizioni: n° e % superamenti, percentili, µg/mc, mg/mc | |
| Metodi di misura: per il Biossido di Azoto, per il Monossido di Carbonio e per l'Ozono la misura viene effettuata con analizzatori automatici a chemiluminescenza. Eseguono rilevazione dellinquinante ogni 5 sec. e mediano le concentrazioni rilevate nellora. | |
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Metodi di elaborazione: Per le Polveri si procede al conteggio delle concentrazioni medie giornaliere che hanno superato nel 1998 il livello di attenzione (150 µg/mc) e di allarme (300 µg/mc) nelle stazioni presenti nel distretto ceramico e in tutte le postazioni sul territorio provinciale di Modena e di Reggio E. Calcolo del valore medio e 98° percentile delle concentrazioni medie orarie rilevate nel 1994, 1995, 1996, 1997, 1998 e del massimo 1998. Per il Biossido di Azoto si procede al conteggio delle concentrazioni medie orarie che hanno superato nel 1998 il livello di attenzione (200 µg/mc) e di allarme (400 µg/mc) nella stazioni presenti nel distretto ceramico e in tutte le postazioni sul territorio provinciale di Modena e di Reggio E. Calcolo del valore medio e 98° percentile delle concentrazioni medie orarie rilevate nel 1994, 1995, 1996, 1997, 1998 e del massimo 1998. Per il Monossido di Carbonio si procede al conteggio delle concentrazioni medie orarie che, hanno superato nel 1998 il livello di attenzione (15 mg/mc) e di allarme (30 mg/mc) nella stazioni presenti nel distretto ceramico e, in tutte le postazioni sul territorio provinciale di Modena e di Reggio E. Calcolo del valore, medio e 98° percentile delle concentrazioni medie orarie rilevate nel 1994, 1995, 1996, 1997, 1998 e del massimo del 1998. Per l'ozono si procede al conteggio delle concentrazioni medie orarie che hanno superato nel 1998 il livello di attenzione (180 µg/mc), di allarme (400 µg/mc) e di protezione della vegetazione (200 µg/mc). Conteggio delle medie mobili di 8 ore che hanno superato il livello di protezione della salute (110 µg/mc) e delle concentrazioni giornaliere che hanno superato il livello di protezione della vegetazioni (65 µg/mc). Calcolo del valore medio e 98° percentile delle concentrazioni medie orarie rilevate nel 1994, 1995, 1996, 1997, 1998 e del massimo del 1998. |
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| Mappe/documenti/progetti/modelli collegati: Relazioni annuali Qualità dell'aria delle Province di MO e RE | |
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Problematiche: : Caratterizzazione delle postazioni di rilevazione e misura delle particelle fini PM10. Ulteriori azioni richieste: Campagne di rilevazione con mezzo mobile nelle zone in cui sono presenti i maggiori flussi di traffico autoveicolare ed indotto dallattività industriale del distretto. Confronto con i dati rilevati nelle attuali postazioni. Installazione dei sistemi di rilevazione per PM10. Problemi di aggregazione dati: |
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| Documento di riferimento: EU 98, Dobris +3, V.A.S., OECD | |
| Riferimento normativo: DPCM 28/3/83, DPR 203 del 1988 | |
| Probabili tipi di rappresentazione: | |
| Problemi di trattamento dellinformazione: | |
Tabella A
| Indicatore n°: 8 |
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Sistema/componente: Aria | |
| Titolo dellindicatore: Qualità dellaria - Deposizioni acide | |||
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Descrizione: Si portano le elaborazioni delle medie annuali delle concentrazione di: pH, ammoniaca, nitrati , solfati, fluoruri e piombo. I dati rilevati nella postazione presente nel distretto ceramico (Spezzano 1) sono stati confrontati con i dati rilevati in una postazione considerata come "bianco" (Pievepelago) ed in una caratterizzata da insediamenti produttivi diversi dalle realtà in studio (Carpi) |
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| Fonte dei dati: ARPA | |||
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Commenti/Problematiche: Il grafico del pH mostra come questo parametro oscilli in un intervallo di valori compresi tra 5.3 e 5.9. Considerando che il pH naturale della pioggia è circa 5.6, si nota che eventi di precipitazioni acide (cioè con pH <5.6) sono presenti nelle stazioni di Spezzano 1 e di Pievepelago per questultima riconducibile allinfluenza dellaerosol marino. La significatività delle rilevazioni dei nitrati e dei solfati è attribuibile allorigine antropica di questi inquinanti, solitamente presenti a concentrazioni più elevate in aree urbane o in prossimità di zone fortemente industrializzate (Spezzano 1). Anche lammoniaca ha origine antropica, i valori maggiori a Spezzano sono probabilmente causati dalla forte incidenza, in pianura, degli allevamenti di bestiame e del maggiore impiego di fertilizzanti chimici. La stazione remota posta a Pievepelago, a minor impatto antropico, evidenzia nel tempo livelli inferiori alle altre stazioni. Il fluoro ed il piombo sono tra i principali inquinanti emessi nella fase di cottura delle argille per la produzione di piastrelle. Per questo motivo, nella stazione si ha una concentrazione di fluoro nellacqua piovana nettamente più alta rispetto a quella delle altre stazioni. Discorso analogo va fatto anche per i valori di piombo: dal grafico si evidenzia come la concentrazione sia andata calando nel tempo fino a raggiungere valori non particolarmente significativi, a causa del sempre maggior utilizzo di benzina verde e della politica di ricerca e miglioramento delle materie prime a minor impatto ambientale voluta anche dalle stesse industrie ceramiche. |
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| Copertura geografica dellindicatore: Distretto | Livello di dettaglio geografico: singole postazioni di misura (punti con coordinate geografiche) | ||
| Unità di Misura: pH, mg/l | Tipo di rappresentazione: grafici | ||
| Serie dei dati: dal 1992 al 1998 | Frequenza aggiornamento dati: annuale | ||
| Generazione dei dati: concentrazione degli inquinanti in mg/l | |||
| Flusso informativo - Azioni richieste: ARPA | |||
| Responsabile del procedimento: ARPA | |||

Tabella B
| Titolo dellindicatore: Qualità dellaria: deposizioni acide |
Altri indicatori/indici strettamente correlati: Indicatori di pressione: Carichi inquinanti da emissioni, carichi inquinanti da traffico, consumi di combustibile ad uso civile ed industriale; Indicatori di Stato: Classi di stabilità atmosferica, vento e circolazione atmosferica, temperatura; Indicatori di Risposta: riduzione combustibili nella produzione ceramica, n° stazioni di monitoraggio. |
| Scopo ed obiettivi dellindicatore: verificare l'impatto delle pressioni antropiche attraverso lanalisi delle deposizione acide | |
| Unità e definizioni: scala di pH, mg/l | |
| Metodi di misura: I campionamenti sono effettuati con campionatori automatici di tipo wet and dry, della Rete Nazionale RIDEP. La determinazione si effettua tramite metodo potenziometrico o tramite cromatografia ionica | |
| Metodi di elaborazione: media annuale su campioni medi settimanali | |
| Mappe/documenti/progetti/modelli collegati: Relazioni annuali "Qualità dell'aria" delle Province di MO e RE | |
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Problematiche: Ulteriori azioni richieste: elaborazione dei dati anche nelle altre stazioni meteo presenti nel Distretto Problemi di aggregazione dati: |
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| Documento di riferimento: EU 98, Dobris +3, V.A.S., OECD | |
| Riferimento normativo: | |
| Probabili tipi di rappresentazione: | |
| Problemi di trattamento dellinformazione: | |
Tabella A
| Indicatore n°: 9 |
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Sistema/componente: Aria | |
| Titolo dellindicatore: Temperature medie | |||
| Descrizione: Si riporta landamento mensile delle temperature medie, massime e minime a partire dalle elaborazioni dei dati degli anni 1997 e 1998. | |||
| Fonte dei dati: Dati meteorologici relativi al parametro temperatura delle stazioni di Spezzano e Castellarano appartenenti alla Rete di Rilevamento della Qualità dellAria rispettivamente delle province di Modena e Reggio Emilia. | |||
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Commenti/Problematiche: Spezzano si trova a ridosso delle colline della zona di transizione fra il settore pedemontano e quello vallivo dell'area in esame. Per la presenza di vallate orientate lungo lasse SW NE nella zona pedemontana del territorio, risente in parte degli effetti di valle: si registrano i tipici effetti generati dalla brezza di valle al mattino e primo pomeriggio e di monte dopo il tramonto, con asse NE SW. In inverno si registrano gli effetti dovuti al Foehn, un vento caldo con provenienza locale da SW cui è associato un innalzamento della temperatura e riduzione dellumidità relativa. Castellarano si è sviluppato lungo la Valle del Secchia e la centralina, collocata allinterno della vallata, registra i fenomeni di brezza di valle al mattino e nel primo pomeriggio, e di monte dopo il tramonto, presentando direzioni con asse NE SW. Nei mesi invernali si registrano fenomeni di Foehn. Le caratteristiche climatiche del territorio risultano intermedie fra il clima di pianura e quello di montagna, con valori di escursione termica tipici della fascia montana e con temperatura media dello stesso ordine di quella rilevabile nella zona continentale. La temperatura media annua è di 14°C per la centralina di Spezzano, di 17 °C per quella di Castellarano. |
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| Copertura geografica dellindicatore: Distretto | Livello di dettaglio geografico: Comune | ||
| Unità di Misura: gradi centigradi (°C) | Tipo di rappresentazione: grafico | ||
| Serie dei dati: 1997 e 1998 | Frequenza aggiornamento dati: orario | ||
| Generazione dei dati: dati orari delle temperature registrate presso le due stazioni in esame | |||
| Flusso informativo - Azioni richieste: ARPA | |||
| Responsabile del procedimento: ARPA | |||


Tabella B
| Titolo dellindicatore: Temperatura medie |
Altri indicatori/indici strettamente correlati: Indicatori di pressione: Carico inquinante da industrie ceramiche Polveri, Fluoro, piombo (t/anno), diffusione in atmosfera di polveri e fluoro derivanti da industria ceramica: mappe di isoconcentrazione; Indicatori di stato: classi di stabilità atmosferica, vento e circolazione atmosferica, qualità dellaria PTS, CO, NOx, deposizioni acide: pH, nitrati, solfati, fluoro, piombo; Indicatori di risposta: efficienza rete di rilevamento, n° stazioni di monitoraggio |
| Scopo ed obiettivi dellindicatore: La conoscenza delle condizioni meteoclimatiche locali e delle caratteristiche termodinamiche dellatmosfera è essenziale allo studio sulla diffusione e dispersione degli inquinanti nellatmosfera e alla stima della loro ricaduta al suolo. | |
| Unità e definizioni: Dati orari del parametro temperatura espresso in gradi centigradi (°C) | |
| Metodi di misura: Registrazione dati orari del parametro mediante sensore di temperatura posto a 12 m di altezza nella stazione di Spezzano e a 1.5 m nella stazione di Castellarano. | |
| Metodo di elaborazione: elaborazione dei dati orari delle temperature registrate nelle due stazioni meteo (Spezzano e Castellarano) negli anni 1997 e 1998 mediante la funzione "Report tabella pivot" di EXCELL. I dati orari prima di essere elaborati sono stati validati e controllati al fine di eliminare valori anomali dovuti al mal funzionamento dello strumento rilevatore. | |
| Mappe/Documenti/progetti/Modelli collegati: mappe di diffusione degli inquinanti, Relazioni annuali "Qualità dell'aria" delle Province di MO e RE | |
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Problematiche: Ulteriori azioni richieste: per un monitoraggio continuo del parametro temperatura, si rende necessaria una manutenzione costante dello strumento rilevatore; al fine di una misura corretta è necessaria un processo di taratura dello strumento. Problema di aggregazione dati : |
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| Documento di riferimento:. EU 98, OECD | |
| Riferimento normativo: | |
| Probabili tipi di rappresentazione: grafico | |
| Problemi di trattamento dellinformazione: | |
Tabella A
| Indicatore n°: 10 |
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Sistema/componente: Aria | |
| Titolo dellindicatore: Vento e circolazione atmosferica | |||
| Descrizione: Si riporta la rappresentazione della frequenza delle direzioni del vento rilevate negli anni 1997 e 1998. | |||
| Fonte dei dati: dati meteorologici relativi al parametro vento delle stazioni di Spezzano e Castellarano appartenenti alla Rete di Rilevamento della Qualità dellAria rispettivamente delle province di Modena e Reggio Emilia. | |||
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Commenti/Problematiche: In entrambe le stazioni, anche se più marcata in quella di Castellarano, sita allinterno della valle del Secchia, si ha leffetto della brezza di valle e di monte. Nella stazione di Castellarano si registrano venti con direzione lungo lasse della valle del Secchia, da Sud Ovest e da Nord Est; in quella di Spezzano, che si trova nella fascia pedemontana di passaggio tra i rilievi appenninici e la pianura stessa si manifestano fenomeni di canalizzazione (direzioni da Sud a Nord) indotti dai rilievi e dalla valle del Secchia e correnti di pianura da Nord Ovest. Leffetto di brezza è più accentuato nei mesi più caldi, quando è maggiore il numero delle ore di insolazione (venti da Nord Est e da Sud Ovest risultano avere maggiore frequenza). Per Spezzano la componente da Nord Ovest, legata alla vicinanza di pianura, è più accentuata nei mesi invernali. |
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| Copertura geografica dellindicatore: Distretto | Livello di dettaglio geografico: Comune | ||
| Unità di Misura: direzione in gradi, numero dei casi | Tipo di rappresentazione: tabella | ||
| Serie dei dati: dati orari relativi agli anni 1997 e 1998 | Frequenza aggiornamento dati: orario | ||
| Generazione dei dati: dati orari della direzione del vento registrati presso le due stazioni in esame | |||
| Flusso informativo - Azioni richieste: ARPA | |||
| Responsabile del procedimento: ARPA | |||

Tabella B
| Titolo dellindicatore: Vento e circolazione atmosferica |
Altri indicatori/indici strettamente correlati: Indicatori di pressione: Carico inquinante da industrie ceramiche Polveri, Fluoro, piombo (t/anno), diffusione in atmosfera di polveri e fluoro derivanti da industria ceramica: mappe di isoconcentrazione; Indicatori di stato: temperatura, classi di stabilità atmosferica, qualità dellaria PTS, CO, NOx, deposizioni acide: pH, nitrati, solfati, fluoro, piombo; Indicatori di risposta: efficienza rete di rilevamento, n° stazioni di monitoraggio |
| Scopo ed obiettivi dellindicatore: La conoscenza delle condizioni meteoclomatiche locali e delle caratteristiche termodinamiche dellatmosfera è essenziale allo studio sulla diffusione e dispersione degli inquinanti nellatmosfera e alla stima della loro ricaduta al suolo. | |
| Unità e definizioni: dati orari del parametro direzione vento espresso in gradi , numero dei casi, % di frequenza | |
| Metodi di misura: La direzione del vento viene misurato da un gonoanemometro nella stazione di Spezzano e da un sensore direzionale a banderuola in quella di Castellarano, la velocità del vento viene misurato da un tacoanemometro nella stazione di Spezzano e da un sensore a coppe in quella di Castellarano | |
| Metodo di elaborazione: Elaborazione dei dati orari delle direzioni del vento registrate nelle due postazioni (Spezzano e Castellarano) negli anni 1997 e 1998 mediante la funzione EXCELL. | |
| Mappe/Documenti/progetti/Modelli collegati: mappe di diffusione degli inquinanti, Relazioni annuali "Qualità dell'aria" delle Province di MO e RE | |
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Problematiche: I dati orari prima di essere elaborati sono stati validati e controllati al fine di eliminare valori anomali dovuti al mal funzionamento dello strumento rilevatore. Ulteriori azioni richieste: per un monitoraggio continuo dei parametri direzione e velocità del vento, risulta fondamentale la prassi di una manutenzione costante degli strumenti rilevatori e una frequente taratura degli stessi. Problema di aggregazione dati: |
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| Documento di riferimento: EU 98, OECD | |
| Riferimento normativo: | |
| Probabili tipi di rappresentazione: Tabelle | |
| Problemi di trattamento dellinformazione: | |
Tabella A
| Indicatore n°: 11 |
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Sistema/componente: Aria | |
| Titolo dellindicatore: Classi di stabilità atmosferica | |||
| Descrizione: Si riportano le percentuali del numero dei casi di ogni singola classe di stabilità nei singoli anni calcolate sulla base dei dati disponibili. Lobiettivo è quello di individuare i diversi periodi di stabilità atmosferica con difficoltà di dispersione degli inquinanti. | |||
| Fonte dei dati: dati della radiazione solare globale delle stazioni di Spezzano e Castellarano appartenenti alla Rete di Rilevamento della Qualità dellAria rispettivamente delle province di Modena e Reggio Emilia. | |||
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Commenti/Problematiche: Gli inquinanti tendono ad accumularsi nei periodi di stabilità. Nella stazione di Spezzano si hanno condizioni di maggiore stabilità (minore diffusione degli inquinanti) (classe D) per i mesi più freddi, mentre linstabilità (classe A) tende ad accentuarsi nei mesi più caldi. Nella stazione di Castellarano risultano più accentuate le condizioni di instabilità nei mesi estivi e nei primi mesi autunnali. La differenza dalla stazione modenese è da imputarsi ad un maggiore effetto delle brezze di monte e di valle. |
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| Copertura geografica dellindicatore: Distretto | Livello di dettaglio geografico: Comune | ||
| Unità di Misura: numero dei casi , % | Tipo di rappresentazione: tabella, grafico | ||
| Serie dei dati: dati orari della radiazione solare globale relativi agli anni 1997 e 1998 | Frequenza aggiornamento dati: orario | ||
| Generazione dei dati: dati orari della radiazione solare globale registrate presso le due stazioni in esame. | |||
| Flusso informativo - Azioni richieste: ARPA | |||
| Responsabile del procedimento: ARPA | |||
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Tabella B
| Titolo dellindicatore: Classi di stabilità atmosferica |
Altri indicatori/indici strettamente correlati: Indicatori di pressione: Carico da industrie ceramiche Polveri, Fluoro, piombo (t/anno), diffusione in atmosfera di polveri e fluoro derivanti da industria ceramica: mappe di isoconcentrazione; Indicatori di stato: temperatura, vento e circolazione atmosferica, qualità dellaria PTS, CO, NOx, deposizioni acide: pH, nitrati, solfati, fluoro, piombo; Indicatori di risposta: efficienza rete di rilevamento, n° stazioni di monitoraggio |
| Scopo ed obiettivi dellindicatore: Le categorie di stabilità atmosferica permettono di valutare le condizioni di stabilità, instabilità o neutralità ai fini della valutazione della turbolenza atmosferica, ovvero delle condizioni di dispersione degli inquinanti. In condizioni di stabilità le sostanze inquinanti permarranno più a lungo allo stesso livello; in condizioni di instabilità linquinante verrà rapidamente rimescolato in atmosfera ad opera dei moti turbolenti di origine termica; in condizioni di neutralità verrà trasportato con maggiore velocità e rimescolato per condizioni di turbolenza meccanica. | |
| Unità e definizioni: Dati orari del parametro radiazione solare globale espresso in Watt/mq. | |
| Metodi di misura: Conteggio classi di stabilità | |
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Metodi di elaborazione: Le classi di stabilità vengono calcolate in funzione dei valori di radiazione solare globale secondo il metodo ENEL ST 115, che comprende in ordine di priorità i diversi metodi: radiazione solare e vento a 10 m, radiazione netta e vento a 10 m, deviazione standard della direzione del vento, gradiente della temperatura. Le elaborazione dei dati orari della radiazione solare globale registrata nelle due postazioni (Spezzano e Castellarano) negli anni 1997 e 1998 mediante la funzione "Report tabella pivot" di EXCELL. I dati orari prima di essere elaborati sono stati validati e controllati al fine di eliminare valori anomali dovuti al mal funzionamento dello strumento rilevatore |
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| Mappe/Documenti/progetti/Modelli collegati: mappe di diffusione degli inquinanti, Relazioni annuali "Qualità dell'aria" delle Province di MO e RE | |
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Problematiche:. Ulteriori azioni richieste: per un monitoraggio continuo dei parametri radiazione solare (globale e netta), velocità del vento e temperatura, necessari al calcolo delle classi di stabilità , risulta fondamentale una manutenzione costante degli strumenti rilevatori e una frequente taratura degli stessi. Problema di aggregazione dati : |
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| Documento di riferimento: EU 98, OECD. | |
| Riferimento normativo: | |
| Probabili tipi di rappresentazione: Tabelle, grafici | |
| Problemi di trattamento dellinformazione | |
Tabella A
| Indicatore n°: 12 |
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Sistema/componente: Aria | |
| Titolo dellindicatore: Indice di benessere | |||
| Descrizione: L'indice bioclimatico fornisce indicazioni sulle situazioni di disagio da "caldo - umido", ovvero da "afa". | |||
| Fonte dei dati: ARPA - Servizio Meteorologico Regionale. | |||
| Commenti/Problematiche: Nell'area in esame si evidenzia una situazione di disagio climatico più accentuato per i Comuni posti nella zona più a nord del Distretto con tendenza al peggioramento dal 1998 al 1999. | |||
| Copertura geografica dellindicatore: Distretto | Livello di dettaglio geografico: Comune | ||
| Unità di Misura: Indice di Thom | Tipo di rappresentazione: cartografica | ||
| Serie dei dati: 1998 - 1999 | Frequenza aggiornamento dati: annuale | ||
| Generazione dei dati: valore massimo giornaliero di temperatura e umidità minima giornaliera. | |||
| Flusso informativo - Azioni richieste: ARPA - Servizio Meteorologico Regionale | |||
| Responsabile del procedimento: ARPA | |||


Tabella B
| Titolo dellindicatore: Indice di benessere |
Altri indicatori/indici strettamente correlati Indicatori di pressione: Consumi di metano ad uso civile ed industriale; Indicatori di stato: Andamento CO2 e O3 in atmosfera; Indicatori di risposta: |
| Scopo ed obiettivi dellindicatore: Verificare il trend del disagio climatico nel tempo. | |
| Unità e definizioni: indice di Thom, valore soglia 24 (inizio di disagio) L'indice è stato testato ponendo soggetti sani in camere climatiche (stanze chiuse in cui è possibile variare le condizioni di umidità e temperatura). | |
| Metodi di misura: Temperatura (°C), umidità (% di saturazione) | |
| Metodo di elaborazione: | |
| Mappe/Documenti/progetti/Modelli collegati: | |
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Problematiche: Ulteriori azioni richieste: Problema di aggregazione dati : |
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| Documento di riferimento: | |
| Riferimento normativo: | |
| Probabili tipi di rappresentazione: Cartografica | |
| Problemi di trattamento dellinformazione: | |
Tabella A
| Indicatore n°: 13 |
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Sistema/componente: Aria | |
| Titolo dellindicatore: N° impianti di depurazione delle emissioni ceramiche. | |||
| Descrizione: Si riportano i trend di installazione degli impianti di depurazione delle emissioni ceramiche al fine di evidenziare gli interventi di miglioramento apportati dal settore produttivo prevalente nellarea. | |||
| Fonte dei dati: Catasti provinciali di autorizzazioni rilasciate ai sensi del DPR 203/88 e catasto aziende ARPA | |||
| Commenti/Problematiche: Dalla tabella si evidenzia il trend di installazione del n° di impianti di depurazione che dalla metà degli anni 80 ha visto la copertura totale del fabbisogno depurativo rispetto alle emissioni presenti. Il trend è in leggero aumento in quanto segue le modifiche strutturali che via via si realizzano agli impianti produttivi. Si può notare che dal 1985 al 1995 il numero degli impianti è leggermente calato in quanto sono stati del tutto sostituiti i filtri obsoleti con filtri a maniche ad alta efficienza (99.9%) in grado di depurare più emissioni contemporaneamente. Laumento degli ultimi anni va di pari passo con le performance produttive in crescita che hanno portato a nuove installazioni. La % delle emissioni depurate è pari al 100%. | |||
| Copertura geografica dellindicatore: Distretto | Livello di dettaglio geografico: Distretto | ||
| Unità di Misura: n° impianti di depurazione installati | Tipo di rappresentazione: Tabellare | ||
| Serie dei dati: 1985-1999 | Frequenza aggiornamento dati: annuale | ||
| Generazione dei dati: n° impianti | |||
| Flusso informativo - Azioni richieste: Provincia, ARPA | |||
| Responsabile del procedimento: ARPA | |||
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Tabella B
| Titolo dellindicatore: N° impianti di depurazione delle emissioni ceramiche. |
Altri indicatori/indici strettamente correlati Indicatori di pressione: Carico inquinante da industrie ceramiche Polveri, Fluoro, piombo (t/anno), diffusione in atmosfera di polveri e fluoro derivanti da industria ceramica: mappe di isoconcentrazione; Indicatori di stato: qualità dellaria PTS, CO, NOx, deposizioni acide: pH, nitrati, solfati, fluoro, piombo Indicatori di risposta: rimozione di inquinanti in atmosfera, n° controlli emissioni/anno. |
| Scopo ed obiettivi dellindicatore: Valutare le azioni di miglioramento effettuate dal comparto produttivo ceramico rispetto allinquinamento atmosferico. | |
| Unità e definizioni: n° emissioni, n° impianti di depurazione | |
| Metodi di misura | |
| Metodo di elaborazione: | |
| Mappe/Documenti/progetti/Modelli collegati: | |
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Problematiche: Ulteriori azioni richieste: Problema di aggregazione dati : |
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| Documento di riferimento: indicatore individuato ad hoc per questa area. | |
| Riferimento normativo: D.P.R. 203/88 | |
| Probabili tipi di rappresentazione: Tabelle | |
| Problemi di trattamento dellinformazione: | |
Tabella A
| Indicatore n°: 14 |
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Sistema/componente: Aria | |
| Titolo dellindicatore: Rimozione di inquinanti in atmosfera | |||
| Descrizione: Si riportano i trend di riduzione degli inquinanti in atmosfera operati nel settore produttivo ceramico attraverso la tecnologia produttiva e di depurazione. | |||
| Fonte dei dati: Fattori di emissione codificati per mq prodotto e percentuale di depurazione dei diversi impianti installati. | |||
| Commenti/Problematiche: Dalla tabella si evidenzia il trend di rimozione degli inquinanti tipici del settore che vede un consistente aumento a metà degli anni 90 dovuto alla forte performance produttiva e successivamente un valore abbastanza assestato dovuto a mutamenti produttivi più ridotti | |||
| Copertura geografica dellindicatore: Distretto | Livello di dettaglio geografico: Distretto | ||
| Unità di Misura: t/anno di inquinante rimosso | Tipo di rappresentazione: Tabellare | ||
| Serie dei dati: 1993-1999 | Frequenza aggiornamento dati: annuale | ||
| Generazione dei dati: fattori di emissione per mq di piastrelle, catasto aziende e produzione ceramica | |||
| Flusso informativo - Azioni richieste: Assopiastrelle, ARPA | |||
| Responsabile del procedimento: ARPA | |||
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Tabella B
| Titolo dellindicatore: Rimozione di inquinanti in atmosfera |
Altri indicatori/indici strettamente correlati Indicatori di pressione: Carico inquinante da industrie ceramiche Polveri, Fluoro, piombo (t/anno), diffusione in atmosfera di polveri e fluoro derivanti da industria ceramica: mappe di isoconcentrazione; Indicatori di stato: qualità dellaria PTS, CO, NOx, deposizioni acide: pH, nitrati, solfati, fluoro, piombo; Indicatori di risposta: n° impianti di depurazione emissioni ceramiche, n° controlli emissioni/anno. |
| Scopo ed obiettivi dellindicatore: Valutare le azioni di miglioramento effettuate dal comparto produttivo ceramico rispetto allinquinamento atmosferico. | |
| Unità e definizioni: t/anno di inquinante rimosso, fattori di emissione | |
| Metodi di misura: stima attraverso il prodotto di fattori di emissione per mq di piastrelle prodotte e percentuale di depurazione per ogni inquinante considerato. | |
| Metodo di elaborazione: | |
| Mappe/Documenti/progetti/Modelli collegati: mappe di diffusione degli inquinanti in atmosfera | |
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Problematiche: Ulteriori azioni richieste: Problema di aggregazione dati : |
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| Documento di riferimento: indicatore individuato ad hoc per questa area territoriale. | |
| Riferimento normativo: | |
| Probabili tipi di rappresentazione: Tabelle | |
| Problemi di trattamento dellinformazione: | |
Tabella A
| Indicatore n°: 16 |
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Sistema/componente: Aria | |
| Titolo dellindicatore: N° controlli emissioni/anno | |||
| Descrizione: Si riportano i dati dei controlli alle emissioni effettuati nei diversi anni | |||
| Fonte dei dati: ARPA | |||
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Commenti/Problematiche: I controlli vengono programmati in base ad un calendario annuale a valenza provinciale che tiene conto anche di esigenze particolari emerse nel corso dell'anno precedente, ciò può comportare la diminuzione dei controlli, come successo per gli anni 1998 e 1999. I controlli vengono effettuati prevalentemente alle emissioni dei forni per verificare il rispetto dei limiti soprattutto di fluoro e polveri e degli atomizzatori in quanto sono le emissioni più significative della produzione ceramica. Attualmente alcune ditte stanno avviando la certificazione ambientale, ciò comporterà un probabile calo dei controlli alle emissioni ed un aumento degli autocontrolli. |
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| Copertura geografica dellindicatore: Distretto | Livello di dettaglio geografico: Distretto | ||
| Unità di Misura: n° controlli alle emissioni/anno | Tipo di rappresentazione: Tabellare | ||
| Serie dei dati: 1997-1999 | Frequenza aggiornamento dati: annuale | ||
| Generazione dei dati: n° controlli | |||
| Flusso informativo - Azioni richieste: ARPA | |||
| Responsabile del procedimento: ARPA | |||
N° controlli emissioni /anno
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Tabella B
| Titolo dellindicatore: : n° controlli alle emissioni/anno |
Altri indicatori/indici strettamente correlati Indicatori di pressione: N° autorizzazioni rilasciate ad aziende con emissioni in atmosfera, carico inquinante derivante da industrie ceramiche di Polveri, Fluoro e Piombo, diffusione in atmosfera di Polveri e Fluoro derivanti da industria ceramica: mappe di isoconcentrazione; Indicatori di stato: Qualità dellaria PTS, CO, NOx, deposizioni acide: pH, nitrati, solfati, fluoro, piombo; Indicatori di risposta: N° impianti di depurazione emissioni ceramiche, rimozione di inquinanti in atmosfera. |
| Scopo ed obiettivi dellindicatore: Risorse utilizzate per il monitoraggio delle emissioni industriali. | |
| Unità e definizioni: n° controlli | |
| Metodi di misura: | |
| Metodo di elaborazione: | |
| Mappe/Documenti/progetti/Modelli collegati: | |
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Problematiche: Ulteriori azioni richieste: Problema di aggregazione dati : |
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| Documento di riferimento: indicatore individuato ad hoc. | |
| Riferimento normativo: | |
| Probabili tipi di rappresentazione: Tabelle | |
| Problemi di trattamento dellinformazione: | |
Tabella A
| Indicatore n°: 17 |
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Sistema/componente: Aria | |
| Titolo dellindicatore: Efficienza della rete di rilevamento | |||
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Descrizione: Si riporta:
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| Fonte dei dati: Sistema di monitoraggio ARPA | |||
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Commenti/Problematiche: Dalle tabelle si evidenzia la presenza di una rete di monitoraggio con un elevato numero di analizzatori che hanno garantito unalta percentuale di ore di funzionamento. E importante sottolineare invece le caratteristiche delle stazioni: esse sono state installate negli anni 90 al fine di rilevare la pressione industriale ceramica in termini di emissioni e di traffico indotto, ma attualmente in base alle modifiche apportate nel corso degli anni ai flussi di traffico e alle ristrutturazioni industriali, molte di queste sono classificabili come stazioni che rilevano prevalentemente limpatto dovuto alla residenza, in quanto si trovano ora in aree definibili come urbane. In entrambe le province viene utilizzato anche un mezzo mobile con il quale si eseguono campagne di breve durata (di norma due settimane) su richiesta delle diverse amministrazioni locali. |
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| Copertura geografica dellindicatore: Distretto e Provincia | Livello di dettaglio geografico: Comune | ||
| Unità di Misura: n° stazioni di monitoraggio, n° ore di funzionamento dei diversi analizzatori, % | Tipo di rappresentazione: Tabellare e grafico | ||
| Serie dei dati: 1998 | Frequenza aggiornamento dati: annuale | ||
| Generazione dei dati: ore di funzionamento degli analizzatori. | |||
| Flusso informativo - Azioni richieste: ARPA | |||
| Responsabile del procedimento: ARPA | |||
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* La rilocabile SAT viene utilizzata per periodi variabili (alcuni mesi) nei comuni modenesi del distretto ceramico, nel 1998 è stata collocata a Formigine, Maranello Fiorano, Sassuolo.
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NO2 |
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Classificazione delle stazioni in base alla loro ubicazione
| Denominazione/ Ubicazione | Caratterizzazione dellarea | Sorgenti dinquinamento |
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| Solignano- Castelvetro | Zona artigianale | Traffico veicolare e centrali termiche |
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| Spezzano 1 Fiorano, Loc.Borgo, ViaCanaletto | Area agricola situata all'interno del comprensorio delle ceramiche. E' rappresentativa dellinquinamento atmosferico di fondo determinato dalle industrie ceramiche e dell'inquinamento di tipo fotochimico. | Industria ceramica. |
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| Spezzano 2 Fiorano, ViaMolino, c/o scuola C.Menotti | Urbana, con presenza di importanti arterie stradali. E' rappresentativa di un centro urbano del comprensorio ceramico. | Traffico veicolare, centrali termiche e marginalmente attività produttive. |
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Sassuolo Via Radici in monte, c/o Staz. ferroviaria |
Urbana, densamente popolata, ad alto traffico. Larea industriale, relativamente distante, non influenza direttamente le misure. | Traffico veicolare e centrali termiche. |
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Casalgrande S. Antonino, Via Statale 467
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Zona industriale con densità abitativa, c/o scuola elementare. I flussi di traffico sono stati modificati, pertanto la stazione risente di una circolazione urbana a medio traffico |
Traffico veicolare, centrali termiche e marginalmente attività produttive. |
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Castellarano Via Reverberi |
Zona residenziale presso area industriale. I flussi di traffico pesante sono stati modificati, pertanto la stazione risente di una circolazione urbana a medio traffico | Traffico veicolare, centrali termiche e attività produttive. |
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Rubiera Via XXV Aprile |
Zona urbana a 20 metri da via ad alto traffico, presso polo scolastico | Traffico veicolare, centrali termiche |
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Tabella B
| Titolo dellindicatore: Efficienza della rete di rilevamento |
Altri indicatori/indici strettamente correlati: Indicatori di pressione: Carico inquinante derivante da industria ceramica, diffusione in atmosfera di polveri derivanti da industria ceramica, flussi di traffico, carico inquinante da trasporti NOx, HC, CO, consumi di combustibile ad uso civile e industriale; Indicatori di stato: qualità dellaria: PTS, CO, NOx; Indicatori di risposta: Rimozione di inquinanti in atmosfera, riduzione di combustibili nella produzione ceramica. |
| Scopo ed obiettivi dellindicatore: Valutare limpegno della Pubblica Amministrazione in termini di risorse messe in campo per il monitoraggio della qualità dellaria al fine di verificare il rispetto di standards previsti dalla normativa, individuare azioni di miglioramento e dare le opportune informazioni alla società civile. | |
| Unità e definizioni: n° analizzatori presenti, % dati validi | |
| Metodi di misura: | |
| Metodi di elaborazione: | |
| Mappe/documenti/progetti/modelli collegati: Relazioni annuali "Qualità dell'aria" delle Province di MO e RE | |
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Problematiche: Ulteriori azioni richieste: Installazione di analizzatori per la misura dei nuovi inquinanti previsti dalla recente normativa: PM10 e Benzene. Valutazione della necessità o meno di modificare o ampliare le ubicazioni di alcune stazioni del distretto in quanto le informazioni dei rilevamenti sono relative ad aree prevalentemente urbane o effettuare periodici campionamenti con mezzo mobile. Problemi di aggregazione dati: |
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| Documento di riferimento: EU98, OECD | |
| Riferimento normativo: DPR 203/88, Decreto Benzene | |
| Probabili tipi di rappresentazione: | |
| Problemi di trattamento dellinformazione: | |
Tabella sinottica
| Indicatore | Obiettivo | Condizione attuale | Andamento temporale | Contesto geografico |
| Inquinamento dell'aria | ||||
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n° autorizzazioni rilasciate ad aziende con emissioni in atmosfera |
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| Carico inquinante da industrie ceramiche Polveri, Fluoro, Piombo (t/anno) |
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Diffusione in atmosfera di Polveri e Fluoro derivanti da industria ceramica: mappe di isoconcentrazione |
K |
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Distretto | |
| N° mezzi immatricolati/kmq | L |
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Distretto | |
| Flussi di traffico: n° di mezzi circolanti | L |
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Distretto | |
| Carico inquinante da trasporti NOx, HC, CO (g/km) | L |
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Distretto | |
| Qualità dell'aria: PTS, CO, NOx | L |
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Distretto | |
| Deposizioni acide | L |
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Distretto | |
| Indice di benessere | L |
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Distretto | |
| N° impianti di depurazione emissioni ceramiche, %° emissioni ceramiche depurate | J |
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Distretto | |
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Rimozione di inquinanti in atmosfera (t/anno di PTS, NOx, Pb, F) |
J |
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Distretto | |
| N° controlli emissioni/anno |
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K |
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Distretto |
| Efficienza della rete di rilevamento: N° stazioni monitoraggio |
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J |
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Distretto |
Legenda:
| J = Condizione attuale positiva |
| L = Condizione attuale critica |
| K = Condizione attuale né positiva né critica |
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Conclusioni
La problematica relativa alla qualità dell'aria è estremamente complessa in quanto interagiscono molteplici determinanti e pressioni ed altrettante variabili di stato quali le condizioni termodinamiche dell'atmosfera.
Dagli indicatori analizzati si possono comunque trarre una serie di informazioni significative ai fini dell'individuazione di azioni di miglioramento.
Relativamente alle pressioni è possibile notare che il carico inquinante derivante dal comparto produttivo è stato nel corso degli anni consistentemente ridotto sia per la tecnologia di abbattimento installata che per modifiche tecnologiche e di materie prime.
Il contributo delle emissioni fisse da parte dell'uso civile di combustibili è pari al 6% rispetto a quello industriale.
Le mappe di diffusione degli inquinanti in atmosfera derivanti dalle emissioni del comparto ceramico indicano un peso del 15% rispetto a quanto rilevato dalle stazioni di monitoraggio.
Consistente rimane la pressione esercitata dal traffico sia autoveicolare che pesante indotto dalle attività produttive.
La qualità dell'aria evidenzia una situazione di generale compromissione facendo riferimento ai superamenti dei livelli di attenzione misurati e ai valori di punta rilevati nei periodi di più difficile diffusione degli inquinanti e all'indice di benessere registrato nell'area in esame progressivamente peggiorato.
Relativamente alle risposte messe in campo sino ad ora è necessario sottolineare la consistente rimozione degli inquinanti emessi dal settore produttivo sia per l'impegno del privato che per lo stimolo del pubblico con protocolli di intesa sul mantenimento dei carichi inquinanti, con il monitoraggio e delle emissioni e delle immissioni con il consistente lavoro sulla riduzione dei volumi di portata e di limiti autorizzati sulle emissioni del comparto ceramico.
Quali azioni mettere in campo ora?
Le problematiche aperte evidenziate sono da collegare a :
Relativamente a quest'ultimo aspetto è necessario sottolineare: